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L'AQUILA INTERVISTA A TUTTO CAMPO AL PRESIDENTE ANCE ADOLFO CICCHETTI

GENIO CIVILE, LEGGE URBANISTICA, CRATERE 2016: LE RICHIESTE DEI COSTRUTTORI AQUILANI A MARSILIO

Pubblicazione: 26 febbraio 2019 alle ore 21:20

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L'AQUILA - Aumentare la dotazione di personale al Genio civile, che è il collo di bottiglia delle pratiche di ricostruzione post sismica 2009. Rivedere tutto o quasi della ricostruzione 2016-2017, anche all'Ufficio speciale di Teramo. Approvare al più presto, con la giusta concertazione e coinvolgimento delle associazioni di categoria, la Legge urbanistica regionale, al palo da anni.

Sono solo alcuni "ingredienti" della lista della spesa che il presidente dell'Ance della provincia dell'Aquila, Adolfo Cicchetti, è pronto a consegnare al neo-presidente della Regione Marco Marsilio.

Nella lunga intervista video concessa ad Abruzzoweb il rappresentante dei costruttori edili traccia anche un bilancio di dieci anni di post-sisma, in vista della solenne ricorrenza del 6 aprile prossimo. 

Adolfo Cicchetti, prima di tutto: cosa vi aspettate dal nuovo esecutivo regionale uscito vincente dalle elezioni del 10 febbraio?

Procediamo con ordine: la prima cosa è maggiore e rinnovata attenzione sulla ricostruzione post-sismica 2009, per garantirne una prosecuzione lineare e veloce. E da questo punto di vista, concretamente, la priorità è risolvere il problema rappresentato dal Genio civile, ufficio di competenza regionale,.che approva e certifica gli interventi strutturali, e dove spesso le pratiche si fermano. Un terzo dei cantieri ha incontrato difficoltà proprio agli uffici del genio civile La soluzione è nota: dotare gli uffici, di almeno altri 10-15 istruttori, per smaltire il pregresso e poi mettere mano alle nuove pratiche. Questa sarà la prima misura che chiederemo a Marsilio, nell'incontro istituzionale che sarà fissato a breve.

Oggi Marsilio è andato a visitare l'Ufficio speciale della ricostruzione di Teramo, che presiede alle pratiche del sisma 2016-2017. Cosa auspicate nel nuovo cratere del centro Italia?

Qui è evidente che siamo al palo, e questo viene pagato anche dalle imprese. Abbiamo avuto un incontro molto positivo con il sottosegretario Vito Crimi. Attendiamo atti concreti per sbloccare la ricostruzione, almeno degli edifici con danni lievi.

E' colpa anche dell'Usr di Teramo?

I numeri certificano che va rivisto qualcosa e con urgenza: la ricostruzione non è partita, la ricostruzione è ferma, non ne facciamo una questione personale, di questo o quel titolare, ma è evidente che nel cratere centro Italia, proprio il versante abruzzese e' quello più in ritardo. E questo non può che mettere in discussione anche l'efficienza dell' ufficio speciale.

C'è poi la legge urbanistica regionale, quella che portava la firma dell'ex assessore Donato Di Matteo, rimasta nei cassetti delle commissioni: chiederete anche la sua veloce approvazione?

Il progetto di legge a cui si riferisce, non aveva riscontrato il nostro favore, è mancata la concertazione in fase di stesura, è stato un bene non averlo approvato. Ma la questione va ripresa in mano: la legge urbanistica regionale è importante per avere un quadro d'insieme, per la programmazione, per consentire alle imprese di capire dove si possono concentrare gli investimenti. Come Ance riteniamo che deve andare nella direzione dell'interesse pubblico, e porre come punto fermo la minimizzazione del consumo di suolo.

A proposito di Uffici speciali 2009, l'Ursa e l'Usrc, si sono vissuti mesi di stop a causa della vacatio dei titolari, in attesa dell'insediamento avvenuto solo da poche settimane di Salvo Provenzano, e Raffaello Fico. Che effetti ha avuto questa impasse sulle vostre imprese?

Questo stop ha comportato circa 2 mila addetti in meno nell'edilizia, per la mancata approvazione delle pratiche. Bene comunque è che siano stati scelti due titolari che già lavoravano in questi uffici speciali, che ne conoscono struttura e le dinamiche, questa gioverà al ritorno al pieno regime, senza periodo di "tirocinio". Abbiamo già incontrato Fico, a breve incontreremo anche Provenzano. Anche qui serve un'accelerazione, con questi ritmi non sarà possibile spendere tutti fondi programmati fino al 2020. Serve anche in questo caso più personale. Non è un problema di regole, le pratiche sono chiare, vanno applicate. Bene anche la riorganizzazione e razionalizzazione degli uffici periferici.

Nel cratere 2009 c'è rischio di lavoro nero "grigio", "nero", addirittura della piaga del caporalato?

Siamo a quasi dieci anni dal sisma, bilanci si possono fare anche dal punto di vista della qualità del lavoro nei cantieri: non si è verificato nessun incidente mortale, sotto la soglia fisiologica anche i tentativi di infiltrazioni mafiose. Il modello L'Aquila ha funzionato. In un recente convegno organizzato dal Gran Sasso science institute si è posta opportunamente l'attenzione sulle basse qualifiche, e dunque basse retribuzioni degli addetti, rispetto allla tipologia di interventi effettuati. A tal proposito va fatta però chiarezza: nel nostro cratere 2009 hanno lavorato per il 60 per cento imprese provenienti da fuori regione, per il 40 per cento locali, e solo una parte di quest'ultima fetta fa parte del sistema Ance. Ebbene a breve renderemo pubblici i numeri che attestano che nelle imprese ance, le retribuzioni e qualifiche sono adeguate. Il problema riguarda insomma altri. Per il resto condividiamo in pieno le battaglie del sindacato, contro ogni logica del dumping contrattuale, e siamo d'accordo anche sulla proposta di introdurre il Durc di congruità, che semplificando, significa che va certificato che per un cantiere di importo 100, almeno il 15 per cento deve essere manodopera assunta.

Altra vexata quaestio è il ritardo della ricostruzione degli edifici pubblici, a L'Aquila e cratere, come poterla sbloccare?

Il problema di fondo è il nuovo Codice degli appalti, che ha gettato tante imprese nello sconforto, perché rende la burocrazia ancora più farraginosa. Non è un caso che il premier Conte ha parlato di emergenza cantieri. Ci sono 600 opere pubbliche e 36 miliardi fermi. Questo riguarda anche sulle opere pubbliche finanziate dal Masterplan. Il problema e' generale, ma almeno in situazione straordinarie come è una ricostruzione post sismica, servirebbero deroghe, semplificazioni dell'iter. Per portare a compimento una gara di appalto si devono fare procedure più snelle, serve una conferenza dei servizi permanente. La partita è decisiva, contraendosi la ricostruzione privata, come è fisiologico che sia, diventerà sempre più strategica e decisiva la ricostruzione degli edifici pubblici. Certo, ci sono altre concause, nelle poche gare di appalto che si fanno, le aziende escluse ormai fanno in automatico ricorso, e qui c'è una responsabilità delle imprese, siamo i primi  a riconoscerlo.

Decennale del terremoto, qual messaggio deve essere per lei lanciato al mondo?

Sarà un momento in cui si accenderanno i riflettori internazionali su questa città, e sarà il momento per mostrare con orgoglio che il modello L'Aquila ha assolutamente funzionato, e che va esportato, ha creato posti di lavoro, è stata una ricostruzione di alta qualità, e a dirlo sono i numeri. Detto questo deve aprirsi la fase due, che riguardi il nuovo cratere sismico e la volata finale della ricostruzione 2009.

IL VIDEO DELL'INTERVISTA INTEGRALE



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