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ASSESSORE REGIONALE: ''IN ARRIVO 4 UNITA' NEL CAPOLUOGO''. CONSIGLIERI ROMANO E SERPETTI, ''SOTTRATTE COMPETENZE A BENEFICIO DI PESCARA''

GENIO CIVILE: PASSO POSSIBILE CONTRO LIRIS,
''FAR TORNARE CENTRALITA' UFFICI A L'AQUILA''

Pubblicazione: 20 luglio 2019 alle ore 13:16

L'AQUILA - "È incredibile come le esternazioni a mezzo stampa sullo spostamento degli uffici del Genio Civile dall'Aquila a Pescara da parte dell’assessore aquilano al Bilancio, Guido Quintino Liris, siano l’esatta fotocopia di quelle rilasciate dall’allora consigliere aquilano del Pd, Pierpaolo Pietrucci, sull’argomento. Liris dovrebbe ricordarsi di avere la delega alla valorizzazione delle aree interne e non al loro deponteziamento. Bisogna far tornare la centralità degli uffici a L’Aquila per non perdere occasioni di lavoro, che così facendo potrebbero riguardare in futuro solo Pescara. Ne eravamo conviti adesso e su questo restiamo coerenti".

È quanto si legge in una nota dei consiglieri del Comune dell’Aquila de Il Passo Possibile Paolo Romano ed Elia Serpetti.

Parole che arrivano al termine di una settimana di feroci polemiche.

L'assessore Liris, di Fratelli d'Italia, ieri ha annunciato in una nota l'arrivo di 4 unità nel capoluogo, per rispondere alle "sciocche provocazioni", ed "esternazioni infantili", degli esponenti del centrosinistra, sul paventato trasferimento da L'Aquila a Pescara della sede del Genio Civile, settore strategico per le pratiche della ricostruzione, che, assicura l'assessore, "non c’è mai stato e non ci sarà nessun trasferimento, né di personale, né di sede: gli uffici dei geni civili rimarranno all’Aquila e nelle altre tre province, la riorganizzazione della macchina amministrativa è un processo in corso".

"Tra le prime e le seconde sono solo passati tredici mesi. Erano false le prime esternazioni e vere le seconde o Liris è affetto da una forte sindrome di emulazione? Liris, per giunta, si appropria anche del merito dell’assunzione di 4 unità di personale al Genio Civile dell’Aquila effettuata con delibera di Giunta regionale 719 del 23 settembre 2018, vale a dire da parte della scorsa amministrazione regionale e non certo di questa", aggiungono.

"Vogliamo ribadirlo: questa azione regionale al di là del politichese con il quale si tenta di inquinare la realtà, penalizzerà la città dell’Aquila, non solo per l’alto rischio di perdita di uffici, ma anche per più di qualche unità lavorativa che deriverebbe dalle successive assunzioni derivanti dai pensionamenti di quota 100 e dal normale turn over. Sia chiaro che non si cambiano le destinazioni delle sedi e non si trasferiscono fisicamente personale e uffici, però vengono sottratte competenze da un dipartimento dell'Aquila a beneficio di un dipartimento di Pescara. Con il risultato politico e gestionale di spostare subito sulla costa i centri decisionali", spiegano i consiglieri.

"Il 19 giugno dello scorso anno si tenne un Consiglio comunale straordinario sull’argomento e ci fu una levata di scudi bipartisan su questa questione. L’allora maggioranza di centrosinistra al governo della Regione fu accusata dai consiglieri di centrodestra di tramare alle spalle del capoluogo. Come Passo Possibile invece presentammo un emendamento che cercava di conciliare l’esigenza di spazi fisici nella città di Pescara con l’incredibile patrimonio pubblico presente nella città dell’Aquila, al fine di far risparmiare agli abruzzesi milioni di euro per l’acquisizione nel capoluogo adriatico della City e/o di altra sede per l’allocazione dei propri uffici", concludono Serpetti e Romano.



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