GIACOBBO AL CONVEGNO L'AQUILA FILM COMMISSION,
''ECCO COME MI SONO INNAMORATO DELL'ABRUZZO''

Pubblicazione: 07 ottobre 2017 alle ore 17:51

Film Commission L'Aquila - Gran Sasso
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L’AQUILA - “Ho conosciuto l’Abruzzo grazie al mio lavoro e me ne sono innamorato grazie alla Film Commission L’Aquila Gran Sasso, che mi ha fatto vedere e successivamente appassionare ai paesaggi meravigliosi del territorio”.

Lo spiega ad AbruzzoWeb il vice direttore di Rai 2, già giornalista e conduttore televisivo, Roberto Giacobbo, parlando del suo ruolo di moderatore al convegno che si è tenuto questa mattina al Teatro 99 dell’Aquila.

Un momento di incontro per valutare tutte le opportunità di sviluppo turistico, imprenditoriale e soprattutto lavorativo per il territorio abruzzese, anche in termini di promozione, attraverso le Film Commission, un punto di riferimento per tutte le produzioni cinematografiche e televisive, proprio mentre il Consiglio regionale ha sul tavolo l’approvazione  di una proposta di legge riguardante la promozione territoriale e il rapporto con cinema e tv.

“Oggi non è stato un inizio, ma una continuazione, una mutazione di un'esperienza professionale molto importante - aggiunge Giacobbo - Quando si deve andare su un territorio, come spesso è capitato a me per lavoro, si cercano nel luogo persone in grado di aiutare produzioni esterne che non conoscono la logistica, la struttura amministrativa del territorio, insomma ci si affida a un gruppo che aiuti a realizzare anche la parte tecnico-amministrativa del servizio”.

Il giornalista racconta di aver conosciuto i paesaggi abruzzesi e, in particolare quelli aquilani, grazie a una puntata che doveva girare nel territorio a seguito del sisma del 2009, dove venivano raccontate le storie ancora da scrivere, quella rinascita sociale, con lo sguardo al futuro.

“Non sono nato qui, ma grazie a Sonia Fiucci, che ha aiutato la Rai per la prima di cinque puntate dedicate all'Abruzzo, andate in onda su Voyager, mi sono innamorato di questo territorio - dichiara il vice direttore - Sono uno straniero che ama questa terra e, di nascosto, qualche volta, vengo in un paio di luoghi per riposarmi e stare in pace”.

Giacobbo si è detto colpito dal Gran Sasso e dalla natura incontaminata dei paesaggi che lo circondano, poi ha raccontato di aver partecipato a un gioco su Internet, proprio sul massiccio più alto degli Appennini.

“Una volta ho fatto un gioco sul web, lo dico perché è interessante il messaggio che voleva lanciare: un sito ha pubblicato delle foto molto belle, chiedendo, provocatoriamente, quali scenari rappresentassero il Tibet e quali il Gran Sasso d’Italia; alla fine gli ideatori del gioco, hanno spiegato che erano tutte immagini del Gran Sasso! - ricorda - Beh, ci sono cascato anche io, alcuni scorci avrei giurato fossero del Tibet, questo per far capire che luogo e che spettacolarità è l'Abruzzo”.

Sulle polemiche che spesso aleggiano sulla questione legata al turismo e alla valorizzazione del territorio, Giacobbo, ha un’idea ben precisa: “Abbassare il tono delle polemiche, rimboccarsi le maniche, fare e, se possibile, aiutare chi ci sta vicino, è un buon sistema che, in poco tempo, permette di fare cose eccezionali”.

Nel confronto tra giornalisti, politici, attori e personaggi televisivi organizzato dall’Aquila Gran Sasso Film Commission, la responsabile Sonia Fiucci ha voluto ribadire e far conoscere meglio tutte le attività e la vision della Commission aquilana agli intervenuti.  “Siamo una piccola realtà privata che lavora da 17 anni in Abruzzo - racconta - Il nostro territorio è stato molto apprezzato dalle case cinematografiche, il primo film venne realizzato nei nostri paesaggi nel 1946”.

Un paesaggio, soprattutto quello di Campo Imperatore, all’Aquila, che si presta particolarmente al cinema, lo dimostrano un numero altissimo di produzioni che sono state sul territorio per riprese cinematografiche e televisive. “Poi sono seguiti tantissimi altri film, da Ladyhawke girato a Calascio (L’Aquila) a King David girato a campo imperatore, o gli ‘spaghetti western’ come Lo chiamavano Trinità con Bud Spencer e Terence Hill, trasmissioni televisive, come Stargate e Voyager - aggiunge - ma anche tante fiction si sono avvicinate al nostro territorio, registi e nomi importanti, tra gli ultimi in ordine di tempo: Matt LeBlanc e Giorgio Tirabassi, per esempio”.

La mission dell’Aquila Film Commission è quella di supportare le persone con più esperienza e far crescere i giovani, professionalmente ed umanamente: “Noi cerchiamo di supportare giovani e meno giovani, insegnando loro e guidandoli nel percorso, il tutto creando dei rapporti tra di noi e con le persone con cui collaboriamo, ci lega un'amicizia che è, e deve essere, alla base di ogni cosa - prosegue - L’attenzione verso il nostro territorio è  tanta da parte delle produzioni, bisogna esserne innanzitutto consapevoli, e poi bisogna saper cogliere le occasioni”.

Tutto questo si inserisce all’interno di un’operazione di valorizzazione e promozione del territorio abruzzese che non si ferma alla mera teoria, ma che in pratica offre opportunità di lavoro per i Comuni interessati e per i tanti giovani che sono “dietro le quinte”.

“Bisogna sempre controllare cosa accade al territorio, queste operazioni servono a dare lavoro e a promuovere la terra abruzzese, vanno seguite e gestite, se le istituzioni danno dei contributi è giusto che restino sul territorio. Di lavoro la Film Commission ne produce molto - sottolinea la responsabile aquilana - Per esempio un runner, ovvero un ragazzo che cura tutte le varie commissioni, in una settimana guadagna 650 euro netti circa. Per questo dobbiamo aprirci e allargarci, perché più produzioni vengono in Abruzzo, più lavoro riusciamo a dare e a creare. Io mi batto da 17 anni per far capire questo”.

Poca o nulla, finora, l’attenzione da parte della politica, che potrebbe però tornare sui suoi passi e rivalutare questa intera filiera cinematografica, che crea, tra l’altro, reali possibilità occupazionali. “La difficoltà - conclude la Fiucci - È proprio far capire alla politica e alle Istituzioni in genere,  quanto lavoro e quante opportunità ci sono attorno ad una Film Commission: dalla parrucchiera per le attrici, alla truccatrice, al ristorante, l’hotel dove far appoggiare le troupe, insomma una risorsa economica, che troppo spesso non viene considerata”.



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