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GIALLO MORTE COLLINZIO D'ORAZIO, ACCERTAMENTI SU TELEFONI INDAGATI

Pubblicazione: 27 febbraio 2019 alle ore 11:46

Fabio Mostacci e Mirko Caniglia, i due indagati per la morte di Collinzio D'Orazio

SAN BENEDETTO DEI MARSI - Verrà fatto un accertamento tecnico irripetibile sui telefonini sequestrati dai carabinieri a Fabio Sante Mostacci e Mirko Caniglia, i due 27 enni di San Benedetto dei Marsi (L'Aquila), gli ultimi ad avere visto Collinzio D'Orazio prima della scomparsa e ora indagati per omicidio e abbandono di persone minori o incapaci in seguito al ritrovamento nel fiume Giovenco del cadavere dell'uomo.

Come riporta Il Centro l'esame sui telefonini dei due giovani è stato disposto dalla Procura di Avezzano e fissato per dopodomani.

Si andrà alla ricerca di messaggi, anche eliminati ed eventuali telefonate intercorse nell'ultimo mese. Già nei giorni scorsi era stata sequestrata la macchina di uno dei due giovani, insieme ad alcuni indumenti e a un telefono cellulare.

Oggi, invece, il sostituto procuratore Lara Seccacini, titolare dell'inchiesta, affiderà l'incarico per l'autopsia all'anatomopatologo Cristian D'Ovidio.

L'esame medico legale verrà eseguito già in giornata e dovrà stabilire se le lesioni sul corpo dell'uomo sono preceenti alla morte o se dovute alla permanenza nel fiume per diversi giorni e se nei polmoni ci sono tracce d'acqua.

Se nei polmoni non vi fosse acqua, D'Orazio potrebbe essere finito nel fiume già morto, dopo un omicidio. Questo il principale sospetto degli inquirenti.

Gli avvocati Antonio Milo, Mario Flammini e Franco Colucci, difensori dei due giovani che da lunedì sono ufficialmente indagati e che si dichiarano estranei alla vicenda, hanno nominato come consulente di parte Giuseppe Calvisi, aquilano esperto di medicina forense.

I due sono stati già sentiti nei giorni scorsi e intervistati anche da un inviato di "Chi l'ha visto" che si sta occupando del caso, avevano riferito di aver incontrato D'Orazio al bar del paese e di avergli dato un passaggio a casa avendolo visto "alticcio".

L'uomo però sempre secondo quanto riportato dagli indagati, non  è voluto rientrare a casa e allora è stato accompagnato fino alla periferia del paese.

La famiglia di D'Orazio si è rivolta all'avvocato Berardino Terra per avere assistenza legale; il fratello dell'uomo scomparso era convinto da giorni che gli fosse successo qualcosa, mentre i genitori pensavano che fosse andato a Roma per cambiare in qualche modo vita.



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