GIGI D'ALESSIO COMINCIA IL TOUR A SULMONA
''AMO L'ABRUZZO FORTE CHE NON MOLLA MAI''

Pubblicazione: 21 ottobre 2017 alle ore 15:22

Gigi D'Alessio parte da Suloma con il suo live tour
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SULMONA - "Oggi sono un uomo soddisfatto, quest'anno festeggio le mie nozze d’argento con la musica e posso dire di essere riuscito con il mio lavoro, ad abbracciare tante culture, facendo qualcosa che mi piace davvero e che sento nel cuore. Mi riempie d’orgoglio cominciare questo tour qui a Sulmona, in Abruzzo, una terra tanto ferita, e il mio invito è solo uno: Non mollare mai!".

Gigi D’Alessio, cantautore napoletano e famoso in tutto il mondo per il suo genere neomelodico si è raccontato ad AbruzzoWeb, a poche ore dalla data 0 sold out del 21 ottobre al teatro comunale ''Maria Caniglia'' di Sulmona (L’Aquila), del suo live tour che lo porterà in tanti teatri italiani e successivamente all’estero.

Artista poliedrico e completo, 400 canzoni all’attivo, attento da sempre ai problemi della gente, la sua gente e dalla terra dei fuochi ai terremotati del Centro Italia, il suo invito è solo uno, preso dalla canzone Non mollare mai del 2001: "Non mollate mai, siete caduti, avete passato terremoti, incendi e tante altre problematiche, ma avete la forza e il coraggio per risollevrarvi con dignità!".

"Forti - ha aggiunto - come è forte tutto il Sud del mondo, posti dove per riuscire bisogna lavorare di più per stare al passo con gli altri anche per i preconcetti, ma siamo nati in una terra meravigliosa!".

E un aiuto concreto, all’indomani del terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016, D’Alessio lo ha portato al sindaco, Sergio Pirozzi, al quale ha consegnato, senza microfoni e telecamere, parte dell’incasso di un suo concerto di Avellino.

Un’accoglienza in rosa per il cantautore al teatro di Sulmona, a partire dal sindaco Annamaria Casini, che si è detta ''orgogliosa di poter accogliere un artista così grande e così bravo nel nostro teatro", per arrivare al consigliere comunale Roberta Salvati, e al presidente del conzorzio turistico Terre d’amore Maria Dora Santacroce che ha donato a D’Alessio la maglietta commemorativa del billimenario ovidiano, insieme a un bouquet colorato dei tipici confetti.

"Quando l’amministrazione è donna ha una marcia in più", è stato il commento del cantante prima ancora di incontrare la stampa.

"La musica unisce il mondo intero, senza distinzioni di razze e di lingue e attraverso la musica abbiamo cercato di rilanciare questo territorio, grazie alla presenza di un nome altisonante come quello di D’Alessio, in questo spendido teatro, nato grazie alla volontà dei sulmonesi che si autotassarono circa 80 anni fa, consentendone così la costruzione", ha aggiunto il sindaco Casini.

"L’Abruzzo è un posto che ha un posto particolare nel mio cuore - ha ricordato il cantante - dall'Aquila al mare, io ci vengo spesso, e non solo per lavoro, tanto da decidere di comperare una casa a Ovindoli, dove ho sempre trascorso dei momenti molto felici".

E un’amicizia stretta lo lega proprio alla città di Ovidio, quella con il dermopigmentatore Ennio Orsini originario di Sulmona e famoso per le ricostruzione della pelle che esegue in tutto il mondo.

Un cantautore senza tempo come egli stesso si definisce, "sono come il marchio Benetton - ha scherzato - vado bene per tutte le età. Le ragazzine che compravano i miei primi dischi neglli anni Novanta, oggi sono le donne che vengono ai concerti con i loro figli, bambini che ascoltano la mia musica dall’iPad".

"Il rapporto che ho con il pubblico è molto vero, non merita di essere preso in giro. Parliamo di milioni di persone in tutto il mondo, si è creata una singeria, una familiarità e in alcuni case delle grandi amicizie - ha aggiunto poi - Per cui sto molto attento quando scrivo, lo faccio per me, ma anche per loro, anche perchè i miei 100 dischi di platino sono merito loro!". 

E il cantautore ha risposto anche alle critiche dei tanti napoletani che lo hanno ''accusato'' di aver rinnegato la sua città non cantando più in napoletano. "Dopo 25 anni è cambiato il mio pubblico, agli inizi ero conosciuto solo nella mia regione, dopo Sanremo e le altre esperienze si sono aperte le porte del mondo - ci ha tenuto a spiegare - E Napoli è sempre con me, perché io canto della mia Napoli anche se lo faccio in spagnolo, in italiano o ancora in inglese, essere napoletano non è solo una denominazione geografica ma uno stato mentale".

''Mi faccio in 4'', quindi, come il titolo del suo album del 1996 e forse in futuro anche un libro per raccontare questi primi 25 anni.

"Per adesso ho realizzato un dvd con un giro del mondo durante i miei concerti all’estero. Con la mia musica e le immagini a fare da contorno, perché sentire i cori a Sidney di Annarè o Miele ancora oggi mi emoziona - conclude - E a chi mi ha dato gioia, pane e cuore e magari non è statao fortunato come me, mi sento di dire una cosa sola: fate quello che volete, ma sempre con passione senza cercare il successo. Perché magari arriva, ma sarai sempre l'ultimo a saperlo".



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