GIORNALISMO: 13^ PREMIO POLIDORO, I CRONISTI
TRA CRISI, MARILYN E 'BACCHETTATE' DEL PROF

Pubblicazione: 13 dicembre 2014 alle ore 12:30

I vincitori del Premio Polidoro 2014
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L’AQUILA - “Che questo premio non sia soltanto l’occasione per ricordare Guido Polidoro, ma dia la possibilità di riflettere sulla figura dei giornalisti, quelli abruzzesi in particolare, e sulla crisi che il giornalismo sta attraversando, soprattutto quello della carta stampata”.

Sono queste le parole della signora Luigia Polidoro, vedova del rimpianto capo della redazione abruzzese del Messaggero, al quale è stato intitolato un premio giornalistico che è giunto ieri alla sua tredicesima cerimonia di premiazione.

Molte le personalità presenti nella sala dell’auditorium Bper dell’Aquila: Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti; Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, guest star dell’evento, che non ha lesinato 'bacchettate' su alcuni modi di fare tipici dei giornalisti di oggi.

Ad aggiudicarsi il premio per la sezione giornalismo di carta stampata sono stati Nicola Catenaro, per un articolo pubblicato dal Corriere della Sera su “Il militante Dc irriducibile” ed, ex aequo, Ivan Masciovecchio, che ha raccontato “Il sogno interrotto della birra d’Abruzzo” sul periodico Tesori d’Abruzzo.

Per il giornalismo online, ha vinto Alberto Orsini, caporedattore di AbruzzoWeb, con un articolo su “L’Aquila e la leggenda delle aquile: 500 anni in una gabbia, ora sono libere”.

Secondo quanto si è appreso, non ci sono stati premi al giornalismo radiotelevisivo perché la giuria esaminatrice non ha ritenuto di premiare nessuno tra i lavori inviati dai partecipanti. Non ci sono stati, invece, partecipanti nella sezione del fotogiornalismo.

Su proposta del presidente Pallotta, è stato anche assegnato il premio alla carriera a Domenico Marcozzi, tra i pionieri del Tg regionale e oggi consigliere nazionale dell'Odg, che Iacopino ha scherzosamente definito "insopportabile, ma sempre pronto a sposare la causa di ogni collega", e un encomio per la carriera a Lino Manocchia.

Uno tra i momenti salienti della serata è stato proprio quello che ha visto protagonista Manocchia, in collegamento da New York. Giornalista giuliese, mai stato iscritto a un albo, che è diventato grande negli Stati Uniti ed è stato conosciuto in tutto il mondo per le numerose interviste fatte alle più note personalità, da John Fitzgerald Kennedy a Marilyn Monroe.

I suoi racconti di una vita hanno divertito il pubblico in sala e hanno mostrato l’anima di un uomo che ha fatto del giornalismo la sua vita, intervistando presidenti americani, e il suo preferito, ha confessato, è stato proprio Kennedy, e donne tra le più amate al mondo. La Monroe, per esempio, “bella, sì, ma senza cervello”.

“E pensare che, quando a 18 anni scrissi il mio primo articolo, una cronaca sulla Maggiolata giuliese, mio padre mi disse: Lino, se non vuoi morire di fame, lascia stare il giornalismo”, ha concluso sorridente.

Amare, invece, le parole di Iacopino e Pallotta, i quali hanno sottolineato, così come aveva fatto la moglie di Polidoro in apertura di cerimonia, la crisi attuale vissuta dal giornalismo.

“Se non ci facciamo valere, dovremo fare i conti con chi dell’informazione fa mercato - ha dichiarato Iacopino - La nostra colpa sta nell’approssimazione del linguaggio. Ci concediamo, troppo spesso, l’alibi della fretta. Dobbiamo al più presto recuperare, con la qualità delle informazioni che offriamo ai cittadini, credibilità”.

“Il giornalismo alla Barbara D’Urso non può avere la meglio. Senza informazione di qualità, il nostro Paese andrà incontro a una forte regressione”, ha ammonito poi.

È stata poi la volta di uno dei massimi esperti della lingua italiana, Francesco Sabatini, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “L’evoluzione del linguaggio giornalistico con l’avvento di Internet”.

“Il giornalista è, più di tutti, il professionista della lingua. E, come tale, deve assumersi le proprie responsabilità - ha esordito - Bando ai titoli che ingannano, agli stereotipi, alla ricerca dello stile brillante a tutti i costi, all’uso di termini tecnici senza spiegazione tra parentesi, ai pleonasmi, all’apostrofo al posto dell’accento, allo scorretto uso delle preposizioni, agli anglicismi anche quando non servono, alla notizia carica di elementi macabri, all’uso scorretto del ‘piuttosto che’ nel senso di ‘oppure’, allo snobismo, che porta a utilizzare paroloni incomprensibili alla maggior parte dei destinatari dell’informazione”.

Una lunga lista di errori comuni che i cronisti presenti in sala hanno accolto con il sorriso, vista anche la pacatezza con cui è stata presentata, e qualche “mea culpa”.

“I testi giornalistici incidono profondamente sull’evoluzione della lingua - ha continuato il presidente emerito della Crusca - Ciò che colpisce l’occhio del lettore è un momento significativo della coscienza linguistica e dell’uso linguistico della società. La lingua, infatti, non è un vestito del pensiero, ma una funzione incardinata nella rete dei neuroni; il linguaggio, poi, una funzione biologica propria dell’homo sapiens sapiens”.

L’ALBO D’ORO DEL PREMIO POLIDORO
 
1ª EDIZIONE (2002)

Sezione carta stampata: Amedeo Esposito
Sezione radiotelevisiva: Giusy Fonzi

2ª EDIZIONE (2003)

Sezione carta stampata: Sandro Galantini
Sezione radiotelevisiva: Nino Germano
Premio speciale: Angela Ciano

3ª EDIZIONE (2004)

Sezione carta stampata: Giacomo D’Angelo
Sezione radiotelevisiva: Gianfranco Di Giacomantonio
Premio speciale: Angelo De Nicola

4ª EDIZIONE (2005)

Sezione carta stampata: Rossella Cerullo
Sezione radiotelevisiva: Enrico Giancristoforo
Premio speciale: Marco Patricelli
Premio alla carriera: Antonio Buccilli

5ª EDIZIONE (2006)

Sezione carta stampata: Serena Giannico
Sezione radiotelevisiva: Ennio Bellucci, Luca Torchetti
Premio speciale: Lara Nicoli
Premio alla carriera: Gianfranco Colacito

6ª EDIZIONE (2007)

Sezione carta stampata: Generoso D’Agnese
Sezione radiotelevisiva: Enzo Leuzzi, Anna Di Giorgio
Sezione online: Fabio Iuliano
Premio speciale: Paolo Mastri
Premio alla carriera: Mario Santarelli

7ª EDIZIONE (2008)

Sezione carta stampata: Edoardo Amato
Sezione radiotelevisiva: Antimo Amore
Sezione online: Maria Paola Iannella, Alessandra Lotti
Premio speciale: Federica Gialloreto, Stefano Cristofani

8ª EDIZIONE (2009)

Premio unico: Sfollati News (giornalino distribuito nelle tendopoli post-sisma)

9ª EDIZIONE (2010)

Sezione carta stampata: Cristina Mosca
Sezione radiotelevisiva: Leda D’Alonzo
Sezione online: Maria Cattini
Premio speciale: Pablo Dell’Osa, Sonia Paglia, Enrico Giancarli
Premio alla carriera: Giampiero Perrotti

10ª  EDIZIONE (2011)

Sezione carta stampata: Nello Di Marcantonio, Oscar Buonamano
Sezione radiotelevisiva: Francesca Rubeo, Gilberto Porretta
Sezione online: Claudia Pajewski
Sezione fotogiornalismo: Livia Ermini
Premio alla carriera: Amedeo Esposito

11ª EDIZIONE (2012)

Sezione carta stampata: Federica Farda
Sezione radiotelevisiva: Paolo Mastri
Sezione online: Francesco Paolucci
Sezione fotogiornalismo: Adamo Di Loreto
Premio alla carriera: Enrico Carli

12ª EDIZIONE (2013)

Sezione carta stampata: Tiziana Pasetti
Sezione online: Nello Avellani, Alessandro Biancardi
Sezione fotogiornalismo: Manuel Romano
Premio speciale: Massimo Di Cintio
Premio alla carriera: Mario Narducci

13ª EDIZIONE (2014)

Sezione carta stampata: Nicola Catenaro, Ivan Masciovecchio
Sezione online: Alberto Orsini
Premio speciale: Lino Manocchia
Premio alla carriera: Domenico Marcozzi



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