GIOVANNA, MODELLA CURVY ABRUZZESE A MISS ITALIA,
''SEXY E' UNO STATUS NON UNA TAGLIA''

Pubblicazione: 17 settembre 2016 alle ore 08:30

di

CHIETI - "L’Italia non è pronta per un canone di bellezza diverso, in contrasto con quanto propinato da riviste e mass media fino ad oggi, noi curvy siamo il presente, il futuro, dopo anni di stereotipi improntati a una eccessiva magrezza".

Giovanna Di Matteo, abruzzese di Tornareccio (Chieti), racconta ad AbruzzoWeb la sua esperienza a Miss Italia, dove era tra le 210 ragazze in lizza per la corona, scelta insieme ad altre 18 concorrenti nella sezione curvy, oggetto a oggi di polemiche da più parti.

"Sono molto felice che l’esempio americano stia portando i suoi frutti anche qui - racconta Giovanna - Ashley Graham, modella curvy americana, con i suoi quasi 77 kg distribuiti su un metro e 75 di altezza, ha aperto la strada a molte donne, che fino a poco tempo fa venivano semplicemente derise e anche emarginate per i kg di troppo".

"La Graham è una delle più attive nel panorama plus-size model, anche in Germania e Inghilterra ci sono state delle notevoli aperture - aggiunge ancora - solo qui in Italia noto ancora vespai di polemiche e risatine di scherno nei nstri riguardi. Il vento sta cambiando, la bellezza femminile di tipo androgino non va più di moda, anche perché in molti casi, si è confusa la magrezza con una patologia molto più grave: l’anoressia, che tra le mie coetanee e colleghe nel campo della moda ha fatto anche tantissime vittime".

"Ho sempre vissuto il mio peso e le mie forme con consapevolezza - continua - sono alta 176, porto una 44/46, sono alta, formosa, e i kg in più li ho sempre portati con disinvoltura, facendo sport, mangiando bene, di tutto, ma con attenzione; il mio fidanzato, con cui ho una bellissima storia, mi ama così come sono, con le mie peculiarità ed imperfezioni".

Curvy, non vuol dire lasciarsi andare, non vuol dire ostentare con fierezza il sovrappeso, come difatti spiega bene Giovanna Di Matteo: "Il messaggio che voglio dare, con la mia presenza ad un concorso di bellezza, stereotipato da parecchi anni ad oggi come kermesse per corpi asciutti e statuari è che curvy non vuol dire ostentare il proprio sovrappeso, curvy non è una taglia 44 per una altezza considerevole, curvy è molto altro; è accettarsi per ciò che si è, mangiare per il gusto di farlo, valorizzarsi per i propri punti forza, un bel seno piuttosto che un bel viso, gli occhi grandi ed espressivi, per esempio; ma non fare del sovrappeso uno status- symbol; come l'eccessiva magrezza, i kg di troppo spesso sono l'anticamera per patologie gravi dell'organismo".

"Da ragazzina - ricorda ancora Giovanna - i coetanei magari mi prendevano più o meno bonariamente in giro, ma non è mai stato un problema, si cresce, si cambia, si evolve ma soprattutto si prende consapevolezza. Non ho fatto del mio corpo un lasciapassare per il futuro, non ho puntato la mia vita su questo, sono una studentessa universitaria, studio con interesse ingegneria delle costruzioni a Pescara, prima a Bologna, voglio laurearmi e nel contempo affermarmi e farmi strada come indossatrice di abiti adatti alla mia fisicità".

"Le giornate a Jesolo - racconta ancora Giovanna ricordando le emozioni della recente competizione - mi hanno fatto incontrare tante ragazze come me, morbide, giunoniche e una cosa la voglio dire: eravamo più compatte delle magre, eravamo più unite, tra loro invece si respirava una malsana competizione, sfociata poi in prima serata con una serie di polemiche da parte delle mamme di alcune ragazze magre scartate che ci hanno invitato a partecipare a concorsi a parte, come se noi, portatrici sane di una taglia dalla 44 in su, fossimo da ghettizzare".

"Menomale che Francesco Facchinetti - aggiunge - e la stessa Patrizia Mirigliani con piglio e intelligenza hanno saputo sedare ogni tipo di polemica; ci sono voluti anni perché anche le case di moda accettassero il fatto che non esistono solo le modelle stile manichino, insomma, adesso ci sono i vestiti anche per le taglie dalla 46 in su, che non siano i soliti sacchi informi".

"Dopotutto - conclude - è stata ammorbidita anche la figura corporea della Barbie, la bambola con cui tante generazioni di bambine si sono confrontate, in una visione più ampia di bellezza; è giusto che anche chi come me non vive ossessionata dal peso o da un buon piatto di pasta, possa affermarsi nel mondo della moda e dello spettacolo, un mondo ancora tanto legato a sinuosità spigolose, questo è il mondo reale, siamo tutte belle anche se con i fianchi larghi e un po’ formose".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui