VIAGGIO NEL CRATERE/49. IL SINDACO MARGANELLI: 'TRIGILIA, ORA FONDI CERTI''

GORIANO SICOLI: PAESE 'SFOLLATO' A META' ''E PER IL 2015 NIENTE SOLDI''

Pubblicazione: 11 agosto 2013 alle ore 10:58

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GORIANO SICOLI - È un paese di 650 anime della provincia dell'Aquila, racchiuso, come fosse un piccolo tesoro, tra le colline della valle Subequana a 700 metri sul livello del mare. È Goriano Sicoli.

Il terremoto del 6 aprile 2009 è arrivato come un tornado, spazzando via il centro storico e lasciando per strada la metà della popolazione.

Il post-sisma non è stato dei più facili, tanto che le tendopoli non sono state montate subito, ma è dovuta andare l'amministrazione comunale “in persona” a prendere le tende, “48 erano troppo poche per 300 sfollati”, spiega ad AbruzzoWeb il sindaco, Rodolfo Marganelli.

Ed è proprio il primo cittadino di Goriano a guidare i lettori nel “viaggio nel cratere” numero 47.

Quante vittime e quali danni ha fatto il terremoto?

Per fortuna non c'è stata nessuna vittima, ma i danni sono stati importanti. È crollata scuola elementare, parte della chiesa di Santa Gemma del Santuario, anche il centro storico, che è un borgo medievale, è stato fortemente danneggiato.

Com'è stata risolta l'emergenza abitativa?

Subito dopo il sisma gli sfollati erano circa 300, su una popolazione di 650 abitanti. Così abbiamo allestito una tendopoli ma inizialmente le 48 tende che avevamo non erano sufficienti così siamo andati a prenderle noi. Ora abbiamo i Map (moduli abitativi provvisori, ndr) dove vivono trentadue persone, in autonoma sistemazione ce ne sono sei e due in affitto concordato.

Quali sono le condizioni della zona rossa? Potrà essere ristretta?

A oggi è abbastanza contenuta. Una parte della zona rossa è stata limitata con la messa in sicurezza e siamo anche riusciti a riavviare la viabilità. È ancora chiusa una parte del centro storico.

I piani di ricostruzione sono uno strumento ormai obbligatorio. A che punto è il suo comune?

Il nostro piano di ricostruzione è stato sottoscritto con la Provincia ed è stato stipulato un accordo con l'ufficio speciale di Fossa (L'Aquila) per il nulla osta della parte tecnica-economica. Siamo stati uno dei primi comuni, alla provincia eravamo il settimo a sottoscrivere il programma, a Fossa, invece, tra i primi.

A oggi qual è il problema più urgente da affrontare?

La ricostruzione. Le persone devono rientrare nelle loro case e nel loro centro storico.

Cosa vorrebbe dire al ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, che ha la delega per la ricostruzione?

Di assegnare fondi certi. Per il 2013 i fondi sono stati assegnati e ripartiti anche per il 2014, speriamo che arrivino. Per il 2015 speriamo di avere almeno i fondi da ripartire. Abbiamo diviso il paese in tre ambiti di ricostruzione, per la primavera 2014 verrà ultimato il primo grazie ai 9 milioni di euro in cassa. Per l'anno prossimo abbiamo a disposizione lo stesso importo per il secondo ambito, ma dobbiamo avere la stessa disponibilità economica.

Quanto ci vorrà per ricostruire il suo paese?

Spero entro il 2020, se i lavori continuano ad andare avanti forse anche 2018. Ora stiamo lavorando su un buon numero di aggregati e le imprese sono veloci.



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