GRAN SASSO: DIRIGENTI REGIONE ABRUZZO, ''DELIBERA VINCOLI NON E' NULLA''

Pubblicazione: 11 gennaio 2017 alle ore 10:31

L'AQUILA - "La delibera di Giunta regionale n. 877/2016 del 27 dicembre 2016 recante 'Misure generali di conservazione per la tutela dei siti della Rete Natura 2000 della Regione Abruzzo. Approvazione', non è nulla e non va ritirata in autotutela e negli uffici del servizio Aree Protette non regna 'ignoranza' nè 'inadeguatezza'".

Così in una nota Igino Chiuchiarelli e Bruno Celupica, rispettivamente responsabile dell'ufficio e dirigente del Servizio Governo del territorio, Beni Ambientali, Aree Protette e Paesaggio della Regione Abruzzo, dopo le polemiche innescate dal capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale dell'Aquila Guido Liris.

Il forzista ha prima lanciato strali contro la delibera, che, ha affermato, "convertendo Sic e Zps (Siti di interesse comunitario e Zone a protezione speciale) in Zone a conservazione speciale, rende di fatto impossibile il percorso di revisione dei vincoli che ad oggi impediscono lo sviluppo del Gran Sasso", e poi sostenuto che quel provvedimento fosse nullo e andasse ritirato in autotutela.

"La delibera - spiegano oggi i due dirigenti - non  istituisce, contrariamente a quanto molti affermano, alcuna Zsc ma recepisce le norme generali del dm del 17 ottobre 2007 recante 'Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (Zsc) e a Zone di protezione speciale (Zps)' inoltre recepisce norme già approvate  con Dgr 451/2009, stabilendo criteri di conservazioni generali di tutela in attesa della conversione dei Sic in Zsc tramite decreto ministeriale, atto improcrastinabile, in attuazione della direttiva Habitat e del DPR357/97".

Prima di Chiuchiarelli e Celupica, a rispondere a Liris erano stati gli assessori ai Parchi, Donato Di Matteo, e all'Agricoltura, Dino Pepe, che hanno spiegato che la delibera fosse solo una formalità a cui la Regione doveva adempiere dopo essere incorsa in una procedura di infrazione comunitaria.

"La Commissione Europea, nel valutare lo stato di avanzamento della designazione delle Zsc e l’introduzione delle Misure di Conservazione necessarie - spiegano nella lunga nota i dirigenti - ha aperto il Caso EU Pilot 4999/13/ENVI-'Designazione delle Zone speciali di conservazione', e successivamente la procedura d'infrazione 2015/2163 per la mancata designazione delle Zone speciali di conservazione (Zsc) sulla base degli elenchi provvisori dei 'Siti di importanza comunitaria', chiedendo chiarimenti in merito al livello di ottemperanza raggiunto ed alle prospettive previste dall’Italia per conformarsi agli obblighi su citati, in virtù del principio di leale collaborazione imposti agli Stati membri dall’art. 4 par. 3 del Trattato dell’Unione Europea".

"Il 10 maggio 2013 il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso alle Regioni e Province Autonome una 'Segnalazione di massima urgenza e rilievo istituzionale-Apertura Caso EU Pilot 4999/13/ENVI'-Designazione delle Zone speciali di conservazione', chiedendo specifici elementi di risposta in relazione ai tempi di designazione delle Zsc e delle relative misure di conservazione".

"Con nota del 27 luglio 2016 il Ministero in riferimento alla procedura di infrazione - continuano i due dirigenti - invitava le Regioni ad approvare con sollecitudine le misure di conservazione sito specifiche al fine di designare le Zsc invitando, inoltre, i parchi nazionali, a velocizzare il processo ed approvare con proprio atto le misure di conservazione relative ai Sic di competenza".

"Con nota del 4 agosto 2016 il Ministro dell'Ambiente scriveva al presidente della Regione Abruzzo per invitare la Regione all'approvazione delle misure di conservazione entro il 31 ottobre 2016 paventando l’adozione dei poteri sostitutivi, quindi nomina di un commissario".

"La realizzazione ed il compimento di tale obbligatorio processo, ai fini del consolidamento della Rete Natura 2000 sul territorio regionale, così come richiesto dai disposti comunitari, è stato necessario e quindi non più procrastinabile l’adozione delle Misure di Conservazione di livello generale che forniscono indirizzi per la futura  redazione di misure sito-specifiche.

"In risposta a questa problematica, che doveva essere esperita entro 6 anni dalla designazione dei Sic, datati 2003, questo ufficio ha elaborato, lavorando da aprile 2016, le misure di conservazione generali, dopo ampia concertazione con tutti gli interessati, ha predisposto la proposta di delibera di Giunta regionale recante 'Misure generali di conservazione per la tutela dei siti della Rete Natura 2000 della Regione Abruzzo' approvata in data  27 dicembre 2016, ha elaborato le misure sito specifiche per 44 Sic su 54, le altre sono in capo ai Parchi nazionali".

E ancora, "ha iniziato incontri di concertazione con gli Enti gestori e gli stakeholders organizzati per Sic e territorio di riferimento, sta predisponendo gli atti per l’approvazione delle misure sito specifiche per la designazione delle Zsc dopo le varie fasi di concertazione, per fare in modo che le Misure di conservazione siano il più aderenti alle realtà territoriali".

"La trasformazione dei Sic in Zsc, tramite decreto, avverrà solo in seguito all’approvazione, da parte della Regione di Misure di Conservazione specifiche per ogni Sic, che sono evidentemente susseguenti a misure generali di conservazione (leggasi DGR 877/2016)".

"I Sic, a seguito della definizione da parte delle Regioni delle misure di conservazione sito specifiche, habitat e specie specifiche, vengono designati come Zone speciali di conservazione, con decreto ministeriale adottato d'intesa con ciascuna Regione e Provincia autonoma interessata".

"La parte specifica relativa agli ecosistemi, presente nella delibera di Giunta regionale 877 - spiegano ancora nella nota - decade nel momento che per ogni Sic si approvano le misure sito specifiche, che nel caso dei Sic del Parco Gran Sasso Laga, si trovano all’interno del Piano del Parco in corso di approvazione. Per cui, per il territorio del Gran Sasso varranno le misure di conservazione previste nel Piano del Parco che hanno avuto ampia concertazione e condivisione con i territori".

"Le misure generali introdotte dalla delibera di Giunta regionale 877/2016 hanno avuto ampia condivisione e concertazione con gli stakeholder ed hanno visto la partecipazione di un pull di tecnici di indiscutibile competenza".

"Va evidenziato, come già detto, che una Zsc non è altro che il relativo Sil in cui sono vigenti Misure di Conservazione Specifiche, approvate dalla Regione con delibera di Giunta, non porzioni di esso. L’Abruzzo è in ritardo rispetto alle altre Regioni d’Italia nella trasformazione dei Sic in Zsc, ritardo che deve essere recuperato affinché alla nostra Regione non vengano applicate le sanzioni di cui alla procedura di infrazione avviata".

"In merito alle considerazioni sulle programmazioni e scelte politiche contenute negli scritti circolati ovviamente non entriamo in quanto non è nostro compito, si può solo dire che la riperimetrazione dei Sic, in accordo con il Ministero può essere sempre riconsiderata".

"Per quanto riguarda i Piani di gestione a cui è stato fatto un richiamo, questo servizio ha avviato l’iter di approvazioni per quei comuni che ne hanno fatto e ne faranno richiesta", concludono.



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