FACCIA, SAVE THE GRAN SASSO, ''STAZIONE SCIISTICA RISCHIA IL TRACOLLO,
URGE RIMODULARE AREE SIC E ZPS E INVESTIRE IN SERVIZI E INFRASTRUTTURE'
'LA REPLICA DEL SINDACO, ''AI TRIBUNI DEL WEB RISPONDO CON I FATTI''

GRAN SASSO: ''PAZIENZA FINITA, BIONDI PORTI
IN GIUNTA PETIZIONE PER RIDURRE VINCOLI!''

Pubblicazione: 26 aprile 2018 alle ore 06:32

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L'AQUILA - "Il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi si era impegnato a portare subito in giunta e in consiglio comunale  le istanze contenute nella petizione popolare di Save the Gran Sasso. A quasi un anno dal suo insediamento questo ancora non avviene. Noi aspettiamo in religioso silenzio, ma la nostra pazienza sta per finire...".

Un auspicio, che vela una minaccia, quella di Luigi Faccia, maestro di sci e in prima linea nella petizione dell'autunno 2016 dell'associazione di operatrori del trusmo montano Save the Gran Sasso, che ha raccolto oltre 11 mila firme "per la mitigazione dei vincoli ambientali delle aree Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps) sulle  aree antropizzate e d'interesse economico e sociale, oltre che per la rivisitazione del confine esterno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, riposizionandolo su confini certi della cartografia ufficiale". 

Con un obiettivo prioritario: consentire lo sviluppo degli impianti sciistici di Campo Imperatore con la realizzazione di una nuova seggiovia dalla Scindarella alla fossa di Paganica, e con l'arroccamento da Monte Cristo, opere che il fronte ambientalista vede come una sorta di "ecomostro",  e che comunque i vincoli europei integrali previsti  nelle aree di massima tutela dei Sic e Zps, rendono di fatto impossibili. 

Faccia si sfoga con Abruzzoweb a margine dell'inaugurazione dell'ostello lo Zio, unica struttura, aperta da giovani aquilani intraprendenti, che finalmente potrà mettere a disposizione in quota, un bar, un ristorante e posti letto, e anche attività ludiche e culturali, a turisti, sciatori e amanti della montagna. 

Un raggio di luce, che arriva dopo una disastrosa invernata, con la stazione sciistica inaugurata il 29 marzo per i ritardi nel collaudo della nuova seggiovia Fontari, a stagione, e neve, quasi finita, visto che gli impianti del Gran Sasso, non sono dotati di impianti di innevamento artificiale. Davanti l'ostello fa poi bella mostra di se lo storico albergo da tempo chiuso, e che si ammalora giorno dopo giorno, l’osservatorio astronomico, una delle principali attrazioni di Campo Imperatore, che non è detto che sarà aperto in estate, il giardino botanico in stato di totale abbandono.

"Il sindaco Biondi, prima delle elezioni - ricorda  Faccia - ha sottoscritto un preciso impegno, firmando la nostra Carta del Gran Sasso, che tra i vari punti aveva anche quello relativo alla necessità di dar tempestivo seguito alla petizione, tenuto conto che la Regione, come ci ha assicurato il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, è pronta a fare la sua parte. Ci attendevamo un cambio di passo rispetto alla precedente amministrazione, ma questo ad oggi ancora non avviene".

Per Faccia e gli attivisti di Save the Gran Sasso le Regioni possono infatti proporre all'Unione europea, come avvenuto altrove, una rimodulazione dei confini dei Sic e Zps, in base a nuove documentate esigenze di sviluppo e antropizzazione. Così i 1400 ettari del comprensorio del Gran Sasso sotto tutela integrale potrebbero essere ridistribuiti in altre aree, e l'Europa non potrebbe far altro che accettare la proposta, che dovrà passare dal Ministero dell'Ambiente.

"Non c'è un istante da perdere - prosegue Faccia - basta guardarsi intorno, questo comprensorio rischia di morire, per colpa dell'incapacità della politica e anche di un integralismo ambientalista miope e ottuso. Una delle poche luci, in termini di servizi al turista in quota, è rappresentata oggi da questo ostello, aperto da giovani che amano la montagna, e che hanno voglia di rimboccarsi le maniche. Ma fa tristezza vedere invece l'albergo di fronte chiuso e in totale disfacimento".

Per riaprire l'albergo ci vorrà tempo: il bando ancora non è pronto, e intanto le infiltrazioni d'acqua hanno fatto cadere le controsoffittature nei piani superiori. Va poi messo nel conto che in caso di un appalto da oltre 3 milioni di euro, sono sempre in agguato i ricorsi al Tar delle ditte escluse. Sarà insomma un miracolo tagliare il nastro prima di 3-4 anni. Resta poi inutilizzati quel che resta dei 15 milioni di euro stanziati per finanziare il piano d'area, considerato che 7 sono stati utilizzati per la nuova seggiovia. 

"Fa tristezza - incalza Faccia - anche pensare alle potenzialità straordinarie di questo sito. Con nuovi impianti di risalita, che hanno un impatto minimo, a cominciare da quello Fossa di Paganica-Scindarella, si potrebbero moltiplicare le utenze, 365 giorni l'anno. Altro mistero è perché qui non si può fare l'innevamento artificiale. A Roccaraso è all'avanguardia in Europa, e ci hanno investito 12 milioni di euro. Qui invece, nulla".

Faccia poi ricorda che "servirebbe anche un marketing all'altezza, punti informativi, bus navette, anche per limitare l'utilizzo delle automobili, sia per salire a Campo imperatore, ma anche per attraversare l'intero altopiano fino a Fonte vetica. E chi vuole proprio usare l'automobile, secondo me dovrebbe pagare un pedaggio. Nulla di tutto ciò però viene fatto, solo parole e promesse. La verità è che la gestione pubblica, da parte del Comune dell'Aquila attraverso il Centro turistico del Gran Sasso, ha fallito. A gestire quella che è una vera è propria impresa sono state del resto piazzate persone non competenti, scelte solo per l'appartenenza politica, e i risultati si vedono. Il Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga doveva poi essere la nostra agenzia di promozione turistica, ma anch'esso ha miseramente fallito, ed oggi è solo un freno e un ostacolo".

LA REPLICA DI BIONDI: ''A TRIBUNI DEL WEB RISPONDO CON I FATTI''

"Sin dal giorno dopo il mio insediamento il Gran Sasso e il suo sviluppo sono stati al centro del quotidiano impegno, politico e amministrativo, di questo Comune. A chi lancia accuse di immobilismo rispondo che si è fatto il massimo possibile, nonostante chi, dal pulpito social-virtuale, lancia proclami e, in alcuni casi, mi sembra remi contro il rilancio della montagna aquilana".

Questa la replica del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi a Luigi Faccia.

“Non è colpa di questa amministrazione o del sottoscritto se si è lasciato, in maniera colpevole, che la seggiovia Fontari fosse ancora in piedi nell’anno in cui arrivava a fine vita, termine fissato a dicembre 2017 - spiega Biondi – Così come tutti hanno potuto constatare che i lavori per la realizzazione del nuovo impianto di risalita sono stati consegnati in tempi record e si sono svolti in condizioni estreme, ma il maltempo ha impedito che per giorni non si potesse intervenire e, purtroppo, la consegna dell’opera è slittata, così come l’apertura della stagione sciistica”.

"Nel frattempo – aggiunge il sindaco – non siamo rimasti con le mani in mano. Abbiamo accelerato per terminare i lavori dell’ostello, al palo da mesi, ed è stato affidato a giovani imprenditori vogliosi di investire su se stessi e la montagna, riattivato gli impianti termici, ripulito la zona bar a ridosso dell’hotel ed i servizi igienici che versavano in condizioni da terzo mondo, dato rinnovato slancio al progetto di restauro dell'albergo e per i sottoservizi, lavorando a stretto contatto con il Provveditorato alle Opere pubbliche e attivato un infopoint alla Fontana Luminosa dove è possibile chiedere informazioni e acquistare skipass”. “A queste attività – sottolinea il primo cittadino – ne sono seguite anche altre di natura più politica, come quella messa in campo per facilitare i rapporti tra Ente Parco e Centro turistico Gran Sasso per ricucire rapporti interrotti da tempo e sbloccare l’iter dei lavori per le nuove Fontari, rimodulando i fondi della delibera Cipe 135, finalizzati alla realizzazione di un progetto da 150mila euro, organico e fattibile, per lo sviluppo del Gran Sasso".

"Questi sono i fatti, incontestabili anche da chi oggi parla senza chiarire se lo fa a titolo di operatore della montagna o di attivista. Se duemila persone ieri sono salite in quota non è stato per caso: è il frutto di un’attività intensa e incessante attività programmatoria che ha visto impegnati funzionari, tecnici e dirigenti di questo Ente che non si sono risparmiati neanche di fronte alle difficoltà riscontrate in questi mesi. Arriverà il tempo perché tutto ciò che è necessario per rendere la montagna fruibile e ancor più attrattiva venga fatto, ma non è da articoli giornalistici dai titoli sensazionalistici o messaggi in codice sui social network che mi faccio dettare l’agenda politica".



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