L'ACCUSA: RESPONSABILE DI FALSE RASSICURAZIONI DATE AGLI AQUILANI 5 GIORNI PRIMA DEL SISMA. FAMIGLIARI VITTIME: ''RIMANE GROSSO DUBBIO''

GRANDI RISCHI BIS: BERTOLASO ASSOLTO IN
APPELLO, CONFERMATA FORMULA DUBITATIVA

Pubblicazione: 17 luglio 2018 alle ore 20:50

L'AQUILA - La Corte d'Appello dell'Aquila ha assolto l'ex capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, nel processo bis alla commissione Grandi Rischi. I giudici di secondo grado hanno confermato la formula dubitativa della sentenza di primo grado.

Bertolaso, ex commissario per l'emergenza terremoto, era accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni in quanto secondo l'accusa sarebbe stato responsabile della comunicazione di false rassicurazioni sul rischio sismico che la commissione Grandi Rischi avrebbe fornito agli aquilani al termine della riunione dell'Aquila del 31 marzo del 2009, a cinque giorni dal tragico sisma e in pieno sciame sismico.

In sostanza, molti aquilani in seguito ai messaggi degli scienziati non avrebbero preso le precauzioni solite in caso do scosse, come quelle di uscire di casa.  Il terremoto causò la morte di 309 persone, circa 1.500 i feriti. Nel filone principale, è stato condannato in via definitiva a due anni di reclusione il solo Bernardo De Berardinis, l'allora vice capo della protezione civile, dopo che in primo grado il Tribunale dell'Aquila aveva inflitto ai sette componenti, tutti esperti di livello internazionale, sei anni di reclusione. Poi cancellati in appello per sei dei sette, assoluzione confermata in Cassazione. Un epilogo che ha comunque causato polemiche e scontri anche fuori dai confini nazionali

Al processo di appello del filone bis si è arrivati non per il ricorso della Procura della Repubblica che non ha agito perché il caso era prescritto: a presentare appello sono stati le parti civili rappresentate dai familiari di alcune vittime, tra cui l'avvocato Maurizio Cora, il medico chirurgo Vincenzo Vittorini e Antonietta Centofanti. Bocce cucite all'esito di una sentenza dalle parti civili.

"Non siamo soddisfatti ma rimane comunque una grossa ombra vista la formula dubitativa dell'assoluzione", hanno spiegato alcuni. Il ricorso in Cassazione verrà deciso dopo il 18 ottobre prossimo, quando si conosceranno le motivazioni della sentenza.

L'avvocato Attilio Cecchini, legale delle parti civili insieme ad Angelo Colagrande, in udienza aveva sostenuto tra le altre cose l collegamento "inscindibile tra Bertolaso e De Bernardinis. "L'intercettazione tra Bertolaso e l'ex assessore regionale alla protezione civile Daniela Stati, al di là della sua utilizzabilità, comunque illumina sulle sue reali intenzioni ed è a sua volta una 'notitia criminis' - ha spiegato -. Bertolaso nel dirle 'ti chiamerà De Bernardinis' per smentire il sismologo aquilano Giuliani, per il quale ci sarebbero state scosse forti, di fatto anticipa quello che lui poi dirà visto lo stretto contatto tra capo e vice e anticipa anche i contenuti degli esperti della commissione".

Per Cecchini, "Bertolaso è il primo responsabile di quella catena che ha portato a tante disgrazie il 6 aprile 2009. La sua posizione è inscindibile con quella del suo vice, De Bernardinis, condannato con sentenza irrevocabile. Il collegamento a livello apicale, tra i due, è fin troppo chiaro". Per questo, il legale aveva chiesto "la condanna agli effetti civili".

L'avvocato di Bertolaso, il professor Filippo Dinacci, era stato perentorio: "Qui si stanno sostituendo le prove con convincimenti logici. L'emozione non deve prevalere sulla ragione". Dinacci ha poi ricordato che "nessuno degli scienziati, anche quando erano fuori dai processi e Bertolaso se ne era andato, ha mai ammesso di essere stato da questi condizionato. Assurdo - ha proseguito - contestare condotte come quelle di non aver corretto le dichiarazioni del suo vice, che non sono nemmeno scritte sul capo di imputazione".



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