IL GIUDICE GRIECO DISPONE LA CHIAMATA FORZOSA PER IL PROSSIMO 1° LUGLIO
SI PUNTA AD ARRIVARE ALLA SENTENZA PRIMA DELLA PRESCRIZIONE, LE TAPPE

GRANDI RISCHI BIS: SALTA DEPOSIZIONE STATI,
''MOTIVI DI SALUTE, NON SERVONO CARABINIERI''

Pubblicazione: 21 giugno 2016 alle ore 18:06

Daniela Stati
di

L’AQUILA - Salta tra le polemiche, “per ragioni di salute”, come afferma l’interessata, l’attesa testimonianza dell’ex assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati nel processo con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni presso il tribunale dell’Aquila nei confronti dell’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, il procedimento cosiddetto “Grandi rischi bis”.

Un filone parallelo a quello che ha visto assolti in Cassazione i 6 esperti della commissione Grandi rischi e condannato con rinvio per i soli fini civili aggiungendo nuove parti civili l’ex vice capo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis.

Gli scienziati erano stati processati per omicidio con l’accusa di aver rassicurato gli aquilani e sottovalutato il rischio sismico, inducendo le persone a rimanere in casa durante il sisma e provocandone la morte.

Il processo si avvicina a grandi passi verso la prescrizione del reato, prevista il 6 ottobre prossimo, 7 anni e 6 mesi dopo il sisma secondo i termini di legge, ma l’obiettivo è quello di arrivare a una sentenza di primo grado prima di quella data: anche se le accuse di omicidio e lesioni si estingueranno per prescrizione, infatti, a quel punto resterebbe comunque intatta, se disposta dal giudice, la possibilità di procedere per i risarcimenti civili, e stavolta senza conto alla rovescia.

Peraltro Bertolaso, soprattutto quando era in corsa per la candidatura poi sfumata a sindaco di Roma con il centrodestra, ha annunciato che appena la legge glielo consentirà, secondo lui il 7 ottobre, rinuncerà alla prescrizione, senza mai prendere in considerazione, invece, l'invito dei familiari delle vittime a farlo già ora attraverso un impegno scritto.

Oggi dinanzi al giudice Giuseppe Grieco sono sfilati alcuni testimoni, ma non quello più atteso, appunto la Stati, protagonista della telefonata intercettata con Bertolaso, in cui quest’ultimo affermava di voler convocare la Cgr per mettere in piedi una “operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente”.

Stati che era stata anche inizialmente indagata in questo processo satellite, prima di essere archiviata, mentre Bertolaso è stato imputato dopo un lungo scontro giudiziario pieno di colpi di scena.

“Non mi sono presentata perché non sono stata chiamata per il processo, ma solo come teste da un avvocato e ho avuto problemi personali, di salute - spiega la Stati ad AbruzzoWeb - Ho letto un sacco di cattiverie sul mio conto ma gli sciacalli possono chiamarmi, visto che conoscono bene il mio numero di telefono”.

Il giudice Grieco ha promesso di convocarla forzosamente con i carabinieri se non si presenterà alla prossima udienza, prevista per il 1° luglio.

“Quando mi chiamerà farà venire il 112 in ospedale - replica lei - Non c’è bisogno dei carabinieri, non mi sono mai tirata indietro, ricordo che sono stata ingiustamente indagata e giustamente prosciolata. Credo nella legge e rispetto le decisioni della magistratura, e ripeto che a me è arrivata solo una lettera dallo studio di un avvocato”.

Alla domanda se ritiene Bertolaso responsabile, l’ex assessore sceglie la linea della prudenza: “Lo deve decidere il giudice, non ci entro nel merito, il dolore mi ha massacrato e di questa vicenda parlo con dolore e rispetto”, taglia corto.

La ricostruzione della Stati viene smentita da uno dei legali di parte civile, Stefano Parretta: “La procura generale ha esibito la notifica andata a buon fine della sua convocazione. Sulla base di questo - rileva - già oggi il giudice Grieco avrebbe potuto perfino multarla, ma alla fine ha deciso di citarla di nuovo per luglio e, se non si presenterà neanche stavolta, di mandarla a chiamare”.

“Spero che la Stati venga a dire quello che, d’altra parte, non può non dire perché è fissato sulla carta stampata e altro non è che la ripresa della telefonata intercettata - spiega l’avvocato Angelo Colagrande, autore insieme a Parretta del complicato ricorso che ha portato la procura generale ad avocare a sé questo procedimento - Aspettiamo che questo si venga a dire, altro non serve”.

L’agenda processuale ora si fa serrata. Il 1° luglio potrebbe concludersi l’ascolto dei testimoni dell’accusa e quelli delle parti civili.

Dopodiché verrà fissata un’udienza a settembre che potrebbe racchiudere l’ascolto dei testi della difesa e la discussione, composta dalla requisitoria dei pg Romolo Como e Domenico Castellani, dalle arringhe dei difensori e dallo spazio per eventuali repliche dell’accusa e controrepliche della difesa, cui spetta comunque l’ultima parola, quindi la camera di Consiglio e la sentenza del giudice.

La lista testi della difesa, tra l’altro, è molto nutrita, circa 60 nomi, ma Grieco ha fatto capire che sarà il caso di sfrondarla un bel po’, tra testimoni già sentiti nei processi precedenti e verbali che si possono acquisire.

Oggi sono stati ascoltati Giuseppe Zamberletti, ex capo della Protezione civile, Titti Postiglione, responsabile della sala operativa nazionale, Attilio D’Annibale, colui che si occupò della stesura del verbale della riunione della commissione Grandi rischi e Valerio De Rubeis, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).



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