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GRANDI RISCHI: LA TELEFONATA DI BERTOLASO ENTRA NEL PROCESSO

Pubblicazione: 25 gennaio 2012 alle ore 11:45

Vincenzo Vittorini
di

L'AQUILA - Guido Bertolaso entra nel processo alla commissione Grandi rischi, in corso all'Aquila.

L'organo consultivo della presidenza del Consiglio è alla sbarra nella sua composizione del 2009 per aver sottovalutato il rischio sismico e fornito false rassicurazioni ai cittadini, causando la morte di 309 persone nella scossa del 6 aprile 2009.

Nell'udienza di oggi, la dodicesima, è stata infatti notificata agli avvocati difensori dei sette imputati l'acquisizione dell'ormai nota telefonata intercettata tra l'ex capo dipartimento della Protezione civile e l'ex assessore Daniela Stati, in cui Bertolaso affermava che la riunione era "non perché abbiamo paura, ma per tranquillizzare" e che sarebbe stata "un'operazione mediatica".

Acquisita anche la prima "difesa" di Bertolaso, travolto da un'ondata di impopolarità mediatica, ovvero l'intervista che l'ex capo Dpc ha rilasciato all'emittente tv La 7, intervistato da Antonello Piroso nel programma Ma anche no.

Fatti su cui Bertolaso, iscritto nel registro delle notizie di reato e per il quale potrebbe aprirsi un processo parallelo, con l'acquisizione potrà essere chiamato a parlare l'8 febbraio, quando è convocato ancora come testimone dell'accusa, anche se non è escluso che la sua posizione possa cambiare.

Secondo quanto si è appreso da fonti interne alla procura, infatti, non è ancora chiaro se e in quale status Bertolaso interverrà all'udienza.

Nel dibattimento di oggi è stata confermata la sua presenza come teste (sorrisetto del giudice Marco Billi quando è stato nominato Bertolaso) anche se ieri la procura aveva sospeso le procedure di notifica della citazione come testimone dell'ex capo Dpc, che era già stato convocato per due precedenti udienze, alle quali non aveva partecipato per impegni all'estero.

Intanto oggi c'è stata la penultima sfilata di testi dell'accusa e le prime deposizioni chiamate dalle parti civili. L'udienza si è aperta con Antonello Ciccozzi, docente aquilano di Antropologia culturale e consulente del pubblico ministero Fabio Picuti in fase d'indagine.

La testimonianza non si è svolta perché la relazione antropologica dell'esperto non è stata acquisita, giacché basata sui resoconti dei verbali di sommaria informazione.

Dovrà rielaborarla in base alle testimonianze processuali, Ciccozzi si è preso due mesi.

Successivamente è stata la volta di Fabio Sabetta, dirigente della Protezione civile, citato da Picuti dopo un supplemento d'indagine suggerito da una parte civile.

Poi sono cominciati i testi della parte civile rappresentata dall'avvocato Fabio Alessandroni, familiari che hanno rievocato le tristi vicende vissute dal pediatra Massimo Cinque e dal chirurgo Vincenzo Vittorini, che nel sisma hanno perso le mogli e alcuni dei figli.

Alla fine delle testimonianze il giudice Marco Billi ha rinviato l'udienza al prossimo 1° febbraio, quando sarà la volta dei testi di parte civile indicati dall'avvocato Wania Della Vigna.

LE TESTIMONIANZE


LINDA, MAMMA DI DANIELA: ‘’CI HANNO MESSO UN MANTELLO DI SICUREZZA, ORA LA VITA NON HA SENSO’’

Linda Giuseppina Giordani, madre di Daniela Visione, scomparsa nel sisma con i figli suoi e di Massimo Cinque, ha ricordato che prima della riunione della Cgr “l'atteggiamento rispetto al sisma era quello che noi avevamo trasmesso ai nostri figli automaticamente, avendolo ricevuto dai nostri genitori”.

“Come c'era una scossa - ha spiegato - immediatamente si usciva fuori, anzi, venivamo ‘sbalanzati’, come si diceva al paese. Ricordo con nostalgia che da bambini ci mettevano sotto un gelso. I ragazzi, Daniela e Pierpaolo, li abbiamo abituati così”.

Prima della riunione, sua figlia Daniela “aveva terrore. Ci parlò - ha ricordato la Giordani - e chiese un terreno a Prata per costruire una casetta antisismica, credo i primi di marzo. Già avevamo dato incarico a un tecnico, poi partimmo per un viaggio in Egitto e siamo stati assenti”.

“Quando si è riunita la commissione - ha aggiunto con amarezza - mi dissi com'è fortunata la generazione di oggi, che ha chi li informa. Noi invece uscivamo e aspettavamo la replica, la seconda e la terza scossa”.

Dopo la riunione, “sentii che ci rassicuravano. Dicevano che la situazione era favorevole - ha ricordato la donna - e che la fuoriuscita di energia era un segno buono. Ci eravamo tranquillizzati, come se chi ne capiva più di noi ci avesse messo un mantello di sicurezza sopra. Abbiamo avuto fiducia”.

Poi la tragedia. “Quello che successo - ha concluso la donna commuovendosi - ha distrutto loro e noi, ci ha tolto il senso della vita, ci ha tolto il colore. Non abbiamo niente da fare la mattina”.

MARIA LUISA, LA MAMMA DI MASSIMO CINQUE: ''MIO NIPOTE MI CHIESE, PERCHE' BERE VINO?''

Maria Luisa Bastida, madre di Massimo Cinque e suocera di Daniela Visione, ha ricordato che uno dei piccoli rimase colpito dalla battuta che fece uno degli imputati, Bernardo De Bernardinis, rispondendo al cronista Gianfranco Colacito, che chiese se gli aquilani poteva bere un bicchiere di vino, tranquillizzati rispetto allo sciame in corso, ricevendo risposta positiva.

“Mio nipote - ha ricordato la donna - mi chiese ‘Cosa significa brindate, che ci dobbiamo ubriacare per il terremoto?’. Risposi no, che il terremoto andava scemando e possiamo stare tranquilli. Fece questa riflessione guardando la televisione. Era ora di pranzo, l'intervista era stata resa credo da De Bernardinis”.

Poi la Bastida ha ricordato che “quando faceva il terremoto eravamo abituati a uscire, anche il 30 marzo mi misi il cappotto e uscii. La nostra prassi era questa, anche da bambini”.

Poi, però, “Massimo mi ha raccontato che parlò con la moglie e le disse stai tranquilla, mettiti nel lettone con i bambini”. Lì dove tutti e tre hanno perso la vita alle 3.32.

ANDREA, FRATELLO DI VINCENZO VITTORINI: ‘’SE NON FOSSERO STATI TRANQUILLI, SAREBBERO USCITI’’

Dei parenti di Vincenzo Vittorini, che ha perso la moglie Claudia e la figlia Fabrizia, ha parlato Andrea, suo fratello.

“Della Cgr - ha raccontato - sentii parlare dopo il 31, lessi sulla stampa da Bologna, sul Corriere della Sera, e appresi che c'era stata la riunione dove tranquillizzava tutti quanti. Anche qualche tv della rete Mediaset fece un telegiornale, non ricordo quale”.

“Con Vincenzo e Claudia ci sentivamo sempre, loro si sentivano tranquilli”, ha poi affermato.

Ricordando le abitudini di famiglia rispetto al sisma, “ogni volta che c'era un evento uscivamo immediatamente da casa - ha rievocato l’architetto - Avevamo una casa bassa a Preturo dove papà ci portava”.

Prima del 6 aprile, però, “Vincenzo mi rispose che erano tranquilli perché gli scienziati avevano detto che più scaricava e meglio era. Se Claudia non fosse stata tranquilla sarebbe uscita - ha concluso - anche contro la volontà di mio fratello”.

OTTAVIO, AMICO DI VINCENZO: ‘’ERO TRANQUILLO’’

Ha poi parlato Ottavio Mari Fiamma, amico stretto di Vincenzo Vittorini, “stiamo sempre insieme da 15 anni avendo figli della stessa età, la nostra è una conoscenza approfondita”, ha premesso.

Ricordando le ore prima della scossa di magnitudo 6.3, ha ricordato che “mia moglie disse ‘chiamiamo Vincenzo e Claudia’, alla fine mandò un messaggio a Vincenzo, che richiamò e parlò con lei, anche se la conversazione di fatto avvenne in quattro. Ci chiedemmo cosa fare, io ero tranquillo”.

Sulla Cgr ha affermato: “Mi ricordo un pool di esperti, ma non so fare nomi e cognomi. Si diceva che ci fosse uno sciame sismico in corso e che più scaricasse e meglio era”.

Mari ha spiegato di non essere uscito da casa dopo le scosse precedenti a quella distruttiva anche per non far prendere freddo ai figli.

Quando il pm Fabio Picuti ha invitato a specificare quanto avesse influito nella sua decisione il parere della Grandi rischi, è insorto Marcello Melandri, legale di Enzo Boschi: “Ogni volta facciamo dire a questi signori, che non hanno ricordi piacevoli, sempre le stesse cose finché non dicono le parole che vogliamo noi”.

“Non m'interesso degli aspetti pietistici, solo delle circostanze penalmente rilevanti”, ha risposto Picuti, glaciale.

IL TECNICO: ''MEZZ'ORA DOPO LA SCOSSA AVEVAMO LE STIME''

Nell’unica testimonianza tecnica di oggi ha parlato Fabio Sabetta, dell’Ufficio rischio sismico e vulcanico, geofisico che dal 2001 lavora in Protezione civile e che ha parlato del Sige, un modelli informatico di simulazione di un terremoto “che permette di calcolare in pochi minuti le scosse sismiche del territorio e i relativi danni”.

Sabetta aveva attirato l'attenzione degli investigatori per quanto affermato in un seminario su "Valutazione della pericolosità e mitigazione del rischio sismico" a Napoli nel maggio del 2010, portando a un supplemento d’indagine.

Basato su quattro classi di edifici, A, la più vulnerabile, B, C1 e C2, partendo dalla magnitudo di una scossa il sistema simula e fa una stima dei danni alle strutture e delle persone coinvolte.

“Appena l’Ingv ci manda le coordinate del sisma - ha spiegato Sabetta - noi lanciamo il programma che calcola i danni. In quel seminario c'erano riferimenti al sisma del 2009 e le stime con il Sige in termini di vittime, senza tetto e strutture danneggiate erano verosimili”.

Sabetta ha infatti spiegato che “la stima fatta mezz'ora dopo il terremoto dell’Aquila parlava di 1.200 persone coinvolte, 31 mila senza casa, 22 mila abitazioni inagibili e 132 mila abitazioni danneggiate, una stima che era molto reale”.

Su specifica domanda, Sabetta ha confermato all'avvocato di parte civile Maria Teresa Di Rocco che tra i criteri usati dal sistema per quantificare i danni non c'è il cosiddetto "rapporto Barberi" sulla vulnerabilità degli edifici pubblici e strategici risalente al 1999, che è negli atti del processo.

I PROTAGONISTI DEL PROCESSO GRANDI RISCHI
IL GIUDICE
Marco Billi
L'ACCUSA
Procuratore capo
Alfredo Rossini
Pubblico ministero Pubblico ministero
Fabio Picuti Roberta D'Avolio
LA DIFESA
Imputato Avvocato
Franco Barberi Francesco Petrelli
Bernardo De Bernardinis Filippo Dinacci
Enzo Boschi Marcello Melandri
Giulio Selvaggi Antonio Pallotta e Franco Coppi
Gian Michele Calvi Alessandra Stefano
Claudio Eva Alfredo Biondi
Mauro Dolce Filippo Dinacci



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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