GRANI VESTINI PER LA PASTA ARTIGIANALE
ABRUZZESE, ''MA BUONI ANCHE I CANADESI''

Pubblicazione: 28 ottobre 2017 alle ore 08:15

Produzione di pasta a Rustichella
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PIANELLA - Cinquecento chili l'ora prodotti, dopo un'essicazione che dura tra le 36 ele 56 ore, contro i 7 mila chili l'ora, che coi moderni macchinari possono diventare 11 mila, con una essiccazione che non supera le sei ore. È tutta qui la differenza tra la pasta artigianale, quella trafilata al bronzo, e quella industriale, con trafilazione al teflon.

Poco ma buono, si direbbe. Quando l'attenzione si concentra su ogni singolo rigatone e parte dalla scelta della materia prima, in gran parte proveniente dai campi di grano dell'area Vestina. Come quelli - San Carlo, Varano e Mongibello - che danno vita alla linea autoctona Primograno.

II pastificio Rustichella, che per il Wolrd Pasta Day mercoledì ha aperto le porte ai giornalisti e oggi lo fa al grande pubblico - l'unico in Abruzzo a farlo - affonda le sue radici agli anni Venti, quando Gaetano Sergiacomo, nonno paterno degli attuali proprietari, Gianluigi e Maria Stefania Peduzzi, figli di rinomati mugnai, fondò a Penne (Pescara) il pastificio che portava il suo nome. Nel 1980, con Piero Peduzzi, il pastificio Sergiacomo diventa Rustichella d'Abruzzo.

Una realtà che ha mantenuto il carattere familiare nonostante i cinquanta dipendenti attuali e i circa 10 milioni di euro di fatturato e che punta sulla qualità, attraverso l'approvigionamento della migliore materia prima, a partire dalla semola di grano duro, passando per le trafile in bronzo e un'essiccazione lenta a bassa temperatura per molte ore.

Un seminario condotto dall'amministratore delegato Giancarlo D'Annibale ha ripercorso la filiera della pasta prodotta nello stabilimento di Moscufo (Pescara), poi in parte toccata con mano con la visita al pastificio, ha permesso di esplorare la produzione mondiale del grano, in modo anche da apprezzare le qualità del cereale straniero, come quello canadese, utilizzato da Rustichella, e condotto alla scoperta dei grani antichi, quelli cioè precedenti all'introduzione di modifiche genetiche intervenute a partire dagli anni Venti del Novecento.

L'85 per cento dei 10 milioni di euro di fatturato, Rustichella d'Abruzzo lo realizza esportando i propri prodotti in 65 paesi del mondo, ed è presente nei negozi gourmet e nella grande distribuzione specializzata nel food.

Abbandonati i numeri, e toccata con mano la pasta sulle linee di produzione, un trittico delle migliori specialità, innaffiato dal Pecorino di Ciavolich, ha deliziato i palati degli ospiti: Fiore di zucca, Paccherino al melograno, Spaghetto primograno.

All'orizzonte, per Rustichella, nuove aperture commerciali in Estremo Oriente ed un nuovo stabilimento a Pianella, dedicato a nuove linee di produzione da agricoltura biologica.

E se l'associazione che raccoglie i pastai italiani (Aidepi) si è opposta al decreto che impone l'indicazione di origine del grano in etichetta, Rustichella è pronta a riportare sulla confezione della pasta anche l'anno di raccolta.



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