LIRIS (FI): ''CAPOLUOGO SOTTO ATTACCO, LE ISTITUZIONI SONO RESPONSABILI''

GUERRA NEUROCHIRURGIA L'AQUILA-MARSICA
SI DIMETTE DI NUOVO IL PRIMARIO GALZIO

Pubblicazione: 20 dicembre 2016 alle ore 09:42

Renato Galzio
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L’AQUILA - Il professor Renato Galzio si dimette da primario del reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale San Salvatore dell'Aquila, sbatte la porta e va via dopo l'ennesima guerra con la Marsica con cui il capoluogo si contende un unico reparto.

L’annuncio arriva dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale dell’Aquila, Guido Liris, per il quale "le istituzioni sono responsabili di questa grave perdita. Ora è il momento di unirsi, siamo sotto attacco! Qualcuno si è divertito a giocare con il fuoco, a soffiare sul fuoco: oggi siamo a registrare una sconfitta dolorosa della sanità non solo aquilana, ma di tutto un territorio”.

Un addio ancora da formalizzare ma già scritto su carta e che, se confermato, replicherebbe quanto già avvenuto nel luglio scorso, quando il neurochirurgo aveva già detto addio dopo essere rimasto solo nella sua battaglia dei reparti contro la “lobby marsicana”. E un primissimo scontro c’era stato già nel 2011. Ma se nei primi due casi, a fatica, era stato convinto a tornare sui suoi passi dai vertici regionali, stavolta potrebbe essere molto più difficile.

In una nota il direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, ha spiegato di non avere ricevuto dimissioni formali e di essere pronto a respingerle. Ma soprattutto ha confermato che a livello di Neurochirurgia Avezzano avrà un "servizio", ossia una unità senza posti letto.

Scintilla della crisi-Galzio, infatti, sono state le dichiarazioni “eretiche” di un paio di giorni fa di Roberto Mastrostefano, dirigente neurochirurgo dal 2001 al 2010 nella struttura sanitaria marsicana e fondatore del reparto di Neurochirurgia insieme al primario Maurizio Fontana, che ha adombrato la soppressione dell’unità nell’ospedale aquilano per salvare quella di Avezzano, ribaltando la situazione attuale.

Il tutto a seguito del “patto” per la sanità tra i sindaci di Avezzano, L’Aquila, Castel di Sangro e Sulmona, siglato due giorni fa alla presenza del direttore Tordera, nel corso del comitato ristretto dei sindaci che si è tenuto a Castel di Sangro.

Sul piatto, in quel tavolo, è finita la riapertura immediata del reparto avezzanese, specie dopo l’approvazione in Consiglio regionale di una mozione bipartisan proprio per stimolare il ritorno in attività del reparto, con sullo sfondo le parole del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che ha tuonato contro la chiusura provvisoria e la mancata ripresa dal 22 agosto scorso.

In riferimento a Mastrostefano, in un commento su Facebook il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha parlato di “dichiarazioni ridicole” e ha aggiunto: “Non capite che qualcuno vuole soffiare sul più stupido e becero campanilismo? Magari quel signore pensa a una candidatura... Spesso per questo si sparano le peggiori stupidità. Che vergogna”.

Ridicole o meno, Galzio quelle parole le ha prese molto seriamente. Anche perché già l’estate scorsa era finito in polemica sempre con Di Pangrazio, in relazione alla chiusura della Neurochirurgia di Avezzano che, secondo il primo cittadino marsicano, sarebbe stata generata da una disposizione del luminare a favore dell’ospedale del capoluogo.

Una strategia sconfessata dal manager Tordera che in quel caso aveva parlato di chiusura temporanea lasciando scoperto il medico aquilano e portandolo alle prime dimissioni.

L’impasse, si è scoperto poi, si era generata all’inizio del 2016, nei due mesi in cui l’azienda sanitaria aquilana non aveva il direttore generale per le dimissioni di Giancarlo Silveri, e le funzioni sono state esercitate dal direttore sanitario Mariateresa Colizza.

Un periodo caratterizzato da un vuoto di potere e da un forte scontro politico sulla successione durante il quale la dirigente, di origine marsicana, avrebbe difeso le ragioni del suo territorio, alimentando l’esistenza in vita, poi confermata anche dal nuovo manager Tordera, di un reparto “bis” in Marsica che, invece, per Galzio non ha ragione di esistere.

Nel caso dell’estate, dopo gli appelli a rimanere di tutto il mondo politico e sanitario avevano destato scalpore anche le dichiarazioni della figlia del luminare, Annalisa Galzio, che accusava “politicanti e piccoli uomini stanno gettando fango su di lui raccontando idiozie per accaparrarsi quei due-tre voti che possono prendersi nella Marsica che non siano dei propri cugini”.

L'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci aveva chiuso alle possibilità di una Neurochirurgia marsicana, evidenziando che nel "taglia e cuci" degli assetti dei reparti, Avezzano aveva già avuto la Emodinamica e in qualche modo avrebbe dovuto accontentarsi. Ma ora questo orientamento politico è stato sconfessato dal documento votato all'Emiciclo, i cui effetti sono tutti valutare.

E così ora, al secondo rischio di “attentato” contro il suo reparto, certificato tra le eccellenze abruzzesi dalle statistiche, il primario non ci ha visto più e ha scritto nuovamente a Tordera, annunciando l’addio.

“Se chi ha oggi, ahimè, la responsabilità di governare le dinamiche politiche e amministrative del nostro territorio, dal Comune dell’Aquila alla Regione, non lavorerà per sanare entro poche ore il vulnus - prosegue la nota di Liris - sarà ricordato quale autore di un attentato letale al presente e al futuro dell’Ospedale e dell’Università del Capoluogo”.

“Il direttore generale Tordera dovrà respingere con forza e convinzione le dimissioni di un’eccellenza nazionale che rappresenta da anni motivo di lustro e prestigio per l’intera Asl - è l’appello - Sindaco, rettrice, presidente della Regione, dove siete? Cos’altro devono subire i nostri concittadini?”.

Secondo l’esponente forzista, che è anche medico ospedaliero, “la querelle sulla Neurochirurgia è stata sottovalutata, si è protratta per troppo tempo e ha consentito a tutti, anche a pericolosi e ridicoli avventurieri, di dire la propria opinione su argomenti delicati e complessi quali la gestione e la riorganizzazione della sanità sul territorio provinciale”.

“Gli aquilani non perdoneranno mai un affronto tanto grave, ricorderanno per sempre i nomi e i cognomi di tanta incapacità, di tanta approssimazione, di tanta inettitudine - sbotta - Oggi è necessaria la presa di posizione unitaria di tutti i portatori di interesse del territorio, dalla politica alle associazioni di categoria, dai sindacati agli ordini professionali”.

“Chiederò subito un Consiglio comunale sull’argomento, sarà necessaria una mobilitazione collettiva. È arrivato il momento di schierarsi, di individuare i nemici del territorio e di difendere ‘a muso duro’ la nostra Terra”.

L'IPOTESI DELL'EQUIVOCO, GALEOTTA FU LA FOTO DEI SINDACI?

Secondo quanto appreso, Renato Galzio ha presentato già ieri le dimissioni da primario della Neurochirurgia aquilana nelle mani del direttore generale, Rinaldo Tordera.

Ora ci sono 60 giorni perché le dimissioni vengano confermate o ritirate e i vertici universitari e della Asl provinciale dell'Aquila sono al lavoro per scongiurare la eventualità.

Proprio ieri si è riunita la commissione paritetica Asl-Università per prendere in esame tra le altre cose, il decreto 79, il cosiddtto decreto Lorenzin, sulla riorganizzazione della rete ospedaliera.

Nella bozza che è stata trasmessa alla Regione, il reparto di Neurochirurgia rimarrà all'Aquila con l'attuale status e assetto organizzativo.

Il direttore Tordera avrebbe spiegato che la reazione di Galzio nascerebbe dal fraintendimento di una foto di sindaci dell'Aquilano che si stringono la mano pubblicata su un quotidiano.

Il professore ha pensato fosse per sancire la chiusura del reparto, invece si riferiva alla battaglia contro la chiusura dei tribunali minori.

Al di là del possibile equivoco sulla foto spiegato da Tordera, comunque, la situazione è di altissima tensione da molti mesi.

LE REAZIONI

TORDERA: "A ME NESSUNA LETTERA, SE ARRIVANO DIMISSIONI LE RESPINGO"

“Le dimissioni del prof. Renato Galzio? Sulla mia scrivania non è arrivata alcuna lettera di questo tipo, ma se la dovessi ricevere non esiterei a respingerla perché l’eccellenza della neurochirurgia della nostra Asl passa attraverso l’alta professionalità di Galzio, come ampiamente dimostrato dal programma nazionale degli esiti reso noto dalla stampa nei giorni scorsi”.

Lo afferma in una nota il manager della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera che, nel puntualizzare la posizione sul direttore di neurochirurgia, sottolinea l’importanza di assicurare un’adeguata tutela ai pazienti in relazione  ai vari territori dell’azienda.

SU NEUROCHIRURGIA: "AD AVEZZANO SOLO UN SERVIZIO", OSSIA SENZA POSTI LETTO

“L’ospedale di Avezzano, come previsto dal piano sanitario regionale avrà un servizio di Neurochirurgia ma, al momento, per noi al primo posto c’è la sicurezza dei pazienti che con l’attuale carenza di organico non può essere garantita”.

Lo annuncia il manager della Asl provinciale aquilana, Rinaldo Tordera, in una nota in cui smentisce le dimissioni del primario aquilano Renato Galzio, confermando quindi che l’unità di Avezzano sarà senza posti letto, al contrario di quanto sostenuto nella battaglia politica bipartisan portata avanti dagli amministratori marsicani, dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ai consiglieri Emilio Iampieri (Forza Italia) e Gianluca Ranieri (Movimento 5 stelle) che invece invocavano una unità complessa ossia con degenza.

Una guerra portata avanti anche dalle dichiarazioni "eretiche" di un ex medico marsicano, riprese dai media, che addirittura invocava il ribaltone, ossia la chiusura del reparto nel capoluogo per tenerlo solo ad Avezzano: bollate come mero campanilismo dal sindaco aquilano, Massimo Cialente, avevano comunque spinto il luminare Galzio alle dimissioni, che Tordera ritiene irricevibili e, comunque, non presentate ufficialmente.

“Intendiamo offrire la migliore assistenza possibile ai pazienti della Marsica applicando protocolli operativi che possano codificare e definire, in modo dettagliato, le modalità dell’attività - assicura Tordera - Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, serve un numero adeguato di neurochirurghi che oggi in servizio, primario compreso, sono nel complesso 7, a causa della prolungata assenza per malattia di tre specialisti”.

Secondo il direttore generale, “per potenziare la dotazione dei neurochirurghi vengono, ormai da molti mesi, utilizzate tutte le possibilità di reclutamento degli specialisti previste dalla legge, fermi restando i vincoli normativi che l’azienda deve rispettare. L’attivazione del servizio ad Avezzano - prosegue - potrà aver luogo solo in presenza delle necessarie condizioni a tutela degli utenti: un presupposto che per noi è un imperativo e una doverosa assunzione di responsabilità”.

“Va peraltro rimarcato che, come dimostrano inconfutabilmente i dati dell’Agenas pubblicati nei giorni scorsi - evidenzia ancora - i reparti che danno la maggiore sicurezza al paziente sono quelli in cui è molto alto il numero delle operazioni chirurgiche, indipendentemente dal fattore tempo relativo agli interventi”.

“Per l’ospedale di Avezzano stiamo lavorando da tempo per attuare compiutamente tutte le operazioni preliminari che porteranno all’attivazione del servizio previsto dal piano sanitario regionale”, evidenzia.

“Questa e solo questa è l’indicazione programmatica della Regione che la Asl è chiamata ad attuare - conclude Tordera - non avendo, un manager dell’azienda sanitaria, il potere di cambiare il piano di riordino ospedaliero, prerogativa che spetta esclusivamente alla Regione d’intesa col ministero della salute”.

PIETRUCCI: ''LE RITIRI, NEUROCHIRURGIA L'AQUILA NON SI TOCCA"

"Ho appena sentito il professor Renato Galzio invitandolo a ritirare le dimissioni".

Lo scrive in una nota il consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, per il quale "la Neurochirurgia aquilana non si tocca, e qualsiasi presa di posizione di medici o dei politici che dice il contrario creando confusione, fa il male del sistema sanitario regionale, tutto".

Quanto a Galzio, secondo Pietrucci "il suo reparto di Neurochirurgia, che dirige con competenza tanto da renderlo un'eccellenza di livello nazionale anche grazie alla collaborazione del dottor Alessandro Ricci, è una risorsa da valorizzare".

"Il Piano sanitario è chiaro e non ammette deroghe o ripensamenti. La Neurochirurgia rimane all'Aquila e a Pescara, punto: senza se e senza ma - insiste Pietrucci - A Teramo e Chieti va la Cardiochirurgia, in un'ottica di equa suddivisione dei servizi su base territoriale. Per quanto riguarda la Neurochirurgia ad Avezzano rimane il servizio, a Teramo è programmata la Uosd", ovvero l'unità operativa dipartimentale semplice.

"La sanità è dei cittadini e non dei medici e dei politici e sono loro, i cittadini il faro delle nostre scelte", conclude Pietrucci.

CIALENTE: "ESTERNAZIONI ESTEMPORANEE DI UN PENSIONATO".

"Leggo dichiarazioni del consigliere Liris circa il fatto che il primario di Neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, professor Renato Galzio, si sarebbe dimesso sulla scorta delle esternazioni estemporanee di un pensionato ed ex dirigente di Neurochirurgia di Avezzano, che parla come privato cittadino".

Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, in una nota, citando la provocazione dell'ex dirigente medico Roberto Mastrostefano.

"Ho troppa fiducia nel professor Galzio per ritenere veritiere tali notizie. Sull’assetto dei reparti e sul futuro di questa struttura di eccellenza decideranno la Asl e l’Agenzia regionale della Sanità, come peraltro sta già accadendo", rimarca.

"Il resto - conclude Cialente - sono illazioni prive di fondamento e di importanza".

FRATELLI D'ITALIA, “NECESSARIO SALVAGUARDARE OSPEDALE AQUILANO”

“Continua il depauperamento dell’ospedale aquilano, in aperto contrasto con le esigenze locali e il buonsenso comune, tra l’indifferenza di chi dovrebbe rappresentare politicamente i suoi concittadini nelle sedi opportune”.

Lo affermano in una nota Chiara Mancinelli e Michele Malafoglia, del Circolo 99 dell'Aquila di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale.

“Ai sensi del documento approvato a mezzo decreto della Regione Abruzzo numero 79/2016, le discipline ad alta specializzazione, come è appunto Neurochirurgia - rimarcano - devono essere collocate principalmente negli Hub, quale è l’Ospedale dell’Aquila (Dea di I livello con funzioni di Hub)".

"Nei Dea con funzioni di Spoke, come il presidio ospedaliero di Avezzano, possono al massimo essere collocate discipline a media diffusione - continuano - Non dimentichiamo, inoltre, che è in corso uno studio di fattibilità per l’eventuale classificazione in Dea di II livello dell’ospedale aquilano e di quello teramano, attualmente presidi di I livello ad alta specializzazione”.

“Tale forzatura ci sembra irragionevole e dettata unicamente da una politica campanilistica che ha a cuore solo la propria visibilità. Ancora una volta il capoluogo aquilano, le sue professionalità ed i suoi abitanti rischiano irresponsabilmente di essere penalizzati da scelte politiche insensate, nell’indifferenza generale”, concludono gli esponenti di Fdi-An.



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