HOTEL GARDEN PINETO: OK COMUNE A PROGETTO RECUPERO, VA AVANTI ITER

Pubblicazione: 13 maggio 2018 alle ore 12:00

PINETO - Potrebbe tornare all'antico splendore in tempi relativamente brevi, l'edificio storico noto oggi a tutti come Hotel Garden, a Pineto (Teramo), una dimora privata risalente agli anni Venti del secolo scorso, trasformata poi in un lussuoso albergo e di cui AbruzzoWeb ha di recente ricostruito e raccontato la storia. 

Si è infatti sbloccato l'iter di approvazione della variante al Prg, presentata dall'attuale proprietà, una società che fa capo al patron del gruppo Aran Cucine, Renzo Rastelli per il recupero della struttura.

“Dopo un lungo e proficuo lavoro si è finalmente giunti - ha dichiarato il consigliere delegato Alberto Dell’Orletta - a deliberare l’ammissibilità del progetto di recupero della struttura presentato dall’attuale proprietà. Si tratta di un intervento urbanistico consistente e in variante al Prg, pertanto si configura tecnicamente come “programma complesso di iniziativa privata”.

"A breve - ha continuato Dell'Orletta - sarà convocata una conferenza di servizi con la Soprintendenza di Chieti per il previsto parere di competenza riferito al vincolo paesaggistico. Successivamente, ci sarà la proposta di approvazione definitiva in Consiglio Comunale. Il centro di Pineto - ha concluso Dell’Orletta - ha bisogno di rimettere in piedi diverse situazioni legate al recupero di edifici storici, ormai da diverso tempo ferme. Abbiamo ancora tanto da lavorare, ma la strada è intrapresa è sicuramente quella giusta.”

Negli ultimi anni, come ha spiegato il sindaco della cittadina adriatica, Robert Verrocchio, l’amministrazione comunale ha cercato di giungere a una soluzione che facesse tornare a splendere l’affascinante palazzo, unendo le esigenze turistiche con quelle storiche, paesaggistiche e di restauro conservativo.

“Abbiamo avuto molti incontri con la proprietà - ha affermato il primo cittadino - un grande lavoro sinergico per arrivare al progetto. La struttura non ha un vincolo storico ma sull’area insiste comunque un vincolo paesaggistico. Il suo recupero deve mantenere il più possibile l’originale struttura dell’immobile in modo tale da non alterarne il fascino e il valore storico. Inoltre, gli interventi di restauro devono tener conto delle normative sulla sicurezza e soprattutto dei nuovi standard per le strutture ricettive. Si tratta di un intervento che restituirà alla nostra città una tra le più antiche e importanti strutture a livello turistico, storico e architettonico della regione. Per questi motivi - ha concluso Verrocchio - ringrazio la proprietà che, comprendendo appieno l’importanza dell’intervento di recupero, dovrà affrontare un gravoso onere finanziario”.

All’inizio l'edificio era chiamato Villa La Giovinezza, residenza privata del chirurgo lucano Fabrizio Padula e di sua moglie Anna Forcella, originaria di Atri, innamorata di Venezia e per tale motivo la villa è stata arricchita di dettagli in stile moresco veneziano. Un’indubbia bellezza architettonica, ma anche un importante valore sociale ed economico per la città di Pineto. Resta ancora vivo il ricordo della ormai storica “Taverna Garden”, per molti anni luogo d’incontro di tanti giovani, uno dei primi “Discopub” della costa adriatica, nel periodo compreso tra gli anni Settanta e Novanta, ricavata nei locali interrati della residenza, dopo la trasformazione di questa in albergo.

Un palazzo tutto da scoprire e ammirare, in ogni minimo particolare. In alto, sulla balaustra che delimita il terrazzo sul tetto, spicca una statua della Vittoria Alata. Bassorilievi ed epigrafi sono posizionati in ogni angolo. Da notare anche l'incisione in bronzo che riporta i nomi di quanti presero parte, materialmente, alla costruzione: Giuseppe Santarelli, primo muratore, Giuseppe Coletti cementista, Antonio Coletti secondo muratore, Raffaele Sangiacomo falegname. Un gesto molto bello e significativo, perché di solito si citano solo architetti e ingegneri, quasi mai i manovali che materialmente eseguono poi il lavoro. Anche in questo il palazzo si distingue da tutti gli altri.

Oggi l’immobile, chiuso da circa vent’anni, versa in stato di fatiscenza generale. Le condizioni di degrado, protrattesi nel tempo, hanno causato, oltre che la precarietà strutturale, anche una situazione igienico-sanitaria non consona al decoro di un centro cittadino, ma soprattutto di una località turistica. Da qui la necessità di un recupero dettato anche, e soprattutto, da esigenze di decoro architettonico. È nata quindi una proposta progettuale presentata all'amministrazione di Pineto dall’attuale proprietà dello stabile, e che sembra adesso indirizzarsi verso una soluzione.



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