HOUSING SOCIALE AL PROGETTO C.A.S.E.: LIRIS, ''C'E' RISCHIO MARCHETTE''

Pubblicazione: 09 gennaio 2017 alle ore 18:46

L'AQUILA - "L'amministrazione comunale dopo aver proclamato per anni l'abbattimento dei Progetti Case, oggi mette in piedi una delibera per l'housing sociale, dando la possibilità a tutti i cittadini del territorio nazionale di venire a L'Aquila e fare domanda per abitare gli edifici post-emergenziali di Berlusconi.  
È un evidente comportamento sintomatico di schizofrenia politica e amministrativa da parte di chi 5 anni fa ha vinto le elezioni proprio grazie alla risposta abitativa data agli aquilani da Berlusconi (osannato e rinnegato) attraverso Case e Map, ed ora, prova a ripetere l'operazione, puntando sulle criticità economiche e sociali della popolazione aquilana".

Così il capogruppo di Forza Italia al Comune l’Aquila Guido Quintino Liris sul bando comunale che assegnerà centinaia di appartamtni del pgetto C.a.s.e. a prezzi calmierati.

"All'improvviso, dopo anni di accuse ed ingiurie, l'amministrazione ri-scopre l'utilità dei Progetti Case, in maniera sospetta, - udite, udite -  a pochi mesi dalle elezioni amministrative.
Voglio che l'amministrazione comunale sappia che non le verrà consentito di "fare marchette" su un tema tanto delicato quanto quello dell'abitazione: conosco bene le condizioni di indigenza di tanta parte della popolazione aquilana".

"Ma le difficoltà di tante famiglie aquilane - prosegue Liris -   non devono diventare il pretesto né per sopperire all'incapacità di gestione del patrimonio Case (fortemente voluto in carico al Comune proprio dalla Sinistra aquilana), né, tanto più, per confezionare "marchette" più o meno legalizzate. Seguiremo puntualmente tutte le fasi amministrative inerenti, perché si eviti il più possibile la discrezionalità e il favoritismo. Lo dobbiamo tanto agli aquilani che ci hanno scelto perché li rappresentassimo, tanto al resto della popolazione italiana, che ha dimostrato un'incredibile capacità di solidarietà nei confronti della nostra terra. E poi lo dobbiamo ad una parte speciale di Italia,  a quelle popolazioni vicine logisticamente a noi, che stanno vivendo il dramma di aver perso la propria abitazione a causa dei un disastro naturale: è sufficiente, infatti, andare ad Amatrice e parlare con i cittadini che stanno soffrendo in maniera tremenda le condizioni disumane a cui sono costretti".



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