I 3 SINDACI: ALESSANDRINI, ''2017 DI LOTTA
E DI GOVERNO; LUCIANONE? INGOMBRANTE''

Pubblicazione: 04 gennaio 2018 alle ore 07:30

Marco Alessandrini
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PESCARA - "Il 2017? È stato un anno di lotta e di governo, come tutti quelli da quando sono in carica, perché un sindaco lotta quotidianamente per la propria città. D'Alfonso? Lucianone è il presidente della Regione, è ingombrante per tutti. Ma me ne sono fatto una ragione, penso che Madre Natura è composta da tanti elementi, dal ghiaccio e dal fuoco, eppure sono parte dello stesso mondo".

Il primo cittadino di Pescara Marco Alessandrini conclude così, tra il serio e il faceto, il viaggio di AbruzzoWeb tra i sindaci dei capoluoghi abruzzesi quest'anno più breve per il commissariamento di Teramo, e non risparmia stoccate ai parlamentari uscenti del suo stesso partito, il Pd, molti dei quali giudicati "impalpabili", mentre esalta Giovanni Legnini, a lungo parlamentare e oggi vice presidente del Csm.

"Stamattina ho avuto un colloquio con un amico e collega avvocato che mi sollecita la Spoon River quotidiana, mi manda le foto di quelli che dormono per strada, gli ho detto che abbiamo attivato un'ulteriore rete di protezione sociale con i dormitori, non so quanti Comuni in Abruzzo lo hanno fatto, perché rispetto all'anno scorso ci sono meno posti negli hotel a causa dello sgombero delle palazzine di via Lago di Borgiano", dice.

"Io ai problemi devo trovare soluzioni e lo faccio consapevole che i problemi sono tanti, ora sono a Napoli e mi sono fatto una passeggiatina, mi sono consolato vedendo venti persone sotto i portici, a Pescara ce n'è una! Quando fai il sindaco i problemi ci sono sempre e ti arrivano a casa, in vacanza, sempre e ovunque".

"Tempo fa ho presentato il libro di Peppino Quieti su 40 anni di storia della politica locale, non sono uno che fa la rivalutazione della Prima Repubblica, ma sicuramente c'era una maggiore selezione del personale politico - fa osservare Alessandrini - anche quei signori hanno avuto un sacco di problemi con la Spoon River quotidiana, ma la politica non si deve far distrarre da queste cose perché se stai dietro a chi ti manda la foto del cassonetto pieno non finisci più. Per questo a me piace il mare e anche in vacanza se posso vado sempre in città di mare, mi dà la sensazione di un'ampiezza di pensiero".

"L'amministrazione di D'Alfonso ha lasciato più segni sulla città? Se è per questo il mio ponte ce l'ho anch'io - scherza il sindaco - il giorno più bello dell'anno per me è stato il 15 giugno scorso quando abbiamo inaugurato il Ponte Flaiano. Oggi le opere pubbliche in Italia durano dieci anni, quindi bisogna anche avere la fortuna di stare al posto giusto al momento giusto. Ma siamo consapevoli che il Flaiano lo abbiamo pensato noi come comunità del centrosinistra".

"Si può fare di più? Certo - ammette Alessandrini - ma Pescara è senza ombra di dubbio la città più attrattiva d'Abruzzo dal punto di vista culturale e turistico. Fino al 31 dicembre sono stato a lavorare personalmente affinché tutto andasse liscio le serate del 31 e del primo, contento di andare sul campo con la commissione pubblico spettacolo. Vogliamo parlare di luci d'artista? Non ce n'è per nessuno. Io in quei giorni dovevo incontrare Umberto Di Primio e non ho fatto in tempo, ma non mi pare che a Chieti ci fossero attività del genere. Noi su questo ci specializziamo, in un'era in cui la capacità di essere attrattive delle città dipende dall'industria culturale".

È su quest'ultima che l'amministrazione sta puntando, ribadisce Alessandrini: "Abbiamo fatto un documento strategico, le nostre scelte urbanistiche sono legate alla valorizzazione delle aree di risulta, della zona dell'università e dello stadio".

"Obiettivi per il 2018? Quest'anno dobbiamo fare qualcosa di importante sull'area di risulta con l'adeguamento dello strumento urbanistico - aggiunge - il bando sulle periferie, grazie ai soldi che ha messo il governo Renzi, anche se in questo Paese si dimentica troppo in fretta. Assieme ad altri sindaci abbiamo sottoscritto un patto con il governo prima di Natale, adesso devono succedere delle cose da questo punto di vista, attraverso investimenti che possano favorire sinergie pubblico-privato che generano meccanismi virtuosi".

Escluso, come gli altri sindaci, dalle elezioni politiche, visto che non si è dimesso nei tempi, Alessandrini non risparmia critiche ai parlamentari uscenti: "Non hanno lasciato segni indelebili come Giovanni Legnini, diciamo così. Ma penso che siamo pieni di gente che ha legittime ambizioni, a partire dagli uscenti, che dovranno raccontare cosa hanno fatto. Ma questo vale anche per quanti legittimamente coltivano ambizioni di candidatura".

"Penso davvero che l'ossatura della classe dirigente del Paese non possa che essere formata da chi viene dall'ente locale - fa osservare - siamo in mano a gente frutto di qualche click che non ha idea di cosa sia un emendamento, una delibera o il diritto amministrativo. Oggi pare sia sufficiente dire cose vecchie con un vestito nuovo, invece vanno coltivati competenza e merito, bisogna discutere senza andare al 'vergogna-vergogna!' dopo due minuti".

"Nel 2019 si voterà per la Nuova Pescara? Bella domanda!", dice il sindaco, "mi affascina, credo sia coerente anche con la volontà degli elettori, tuttavia più passa il tempo e più è difficile farla bene. A Tirana hanno unito 61 municipalità, le fusioni di realtà amministrative si sono fatte e si possono fare".

Per la guida del nuovo comune che dovrebbe fondere Pescara, Montesilvano e Spoltore, il presidente D'Alfonso però ha già lanciato la candidatura del rettore dell'università di Teramo Luciano D'Amico.

"La politica non è un pranzo di gala - dice Alessandrini - figuriamoci se mi scalfiscono queste cose. D'Amico è persona di qualità, quando fate un identikit della persona adatta a ricoprire il ruolo uno come lui ci rientra a pieno. Io sono sempre a disposizione della mia comunità politica, due volte sono stato candidato sindaco e due volte mi è stato chiesto. Penso di essere uno che unisce, che se so che nel corso degli anni ci sono state scelte che hanno creato fratture. Luciano D'Amico è mio amico, competere, sia pur virtualmente, con il rettore mi sembra dia anche il senso dello scontro, qualora dovesse esserci".

"Sono aliento alla logica del 'che mi attocca?', mi fa schifo! - chiosa il sindaco - Sono dieci anni che sto in politica e ho capito che serve capacità di resistenza perché la ruota gira sempre e comunque, se uno sta in una comunità politica le occasioni non mancano. Morte a chi pensa 'che m'attocca', e la ragione per cui sto qui è esattamente il contrario. Devo fare sempre più vuiolenza su me stesso per non mandare all'altro paese chi pensa questo".



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