IERI IL VICE SINDACO LIRIS HA ANNUNCIATO LA SVOLTA, ''VOGLIAMO INCONTRARLO''

I COMMERCIANTI DELLA STATALE 17 DICONO NO
A CHIUSURA ACCESSI, ''CONDANNA A MORTE''

Pubblicazione: 09 novembre 2017 alle ore 20:31

La statale 17 con chiusure e accessi obbligati
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L’AQUILA - I commercianti aquilani della statale 17 dicono no alla ''rivoluzione bianca'' annunciata ieri ad AbruzzoWeb dal vice sindaco del capoluogo con delega ai Lavori pubblici, Guido Liris, che imporrà il divieto di accesso diretto dalla statale nel tratto che va dalla rotatoria di Bazzano a via Onna, con un conseguente rilancio della viabilità interna al nucleo industriale, per sanare una situazione di illegalità e rendere più sicura e veloce l'arteria.

Molti esercenti fanno notare che chiudere gli accessi vuol dire per le loro attività una condanna a morte. Si ricordano gli investimenti del passato proprio per attirare il grande traffico che ora si vorrebbe ridurre. Si sottolinea la mancanza di servizi in quelle strade interne su cui finirebbero le auto. E c'è chi chiede subito un tavolo di incontro, che riunisca tutte le voci dei commercianti della zona per trovare insieme le soluzioni più idonee e presentarsi al Comune con una posizione compatta.

Il giudizio comunque è pressochè unanime, ''questa rivoluzione non si deve fare''. Unica voce dissonante, quella del Consorzio di Vincenzo & Strever, impresa di costruzioni abruzzese che ha sede all'Aquila proprio sulla statale ma che ha esigenze evidentemente molto diverse rispetto ai negozi di vicinato e la rivoluzione se la potrebbe in qualche modo permettere.

La Di Vincenzo non ha mai utilizzato l'accesso diretto sulla statale, ravvisando ''una pericolosità evidente avendo mezzi d'opera anche molto grandi", spiega l'addetto commerciale Gaetano Falcone.

Preoccupati e allarmati sono alcuni ex commercianti del centro storico dell'Aquila che, all'indomani del 6 aprile 2009, scelsero il centro commerciale ''Quattro Cantoni'', per ripartire.

Allarmismo che ha acceso gli animi, tra questi Pancrazio Colantoni, del negozio Chimico sanitaria e coordinatore di alcune attività all'interno dei locali commerciali.

"Siamo alle stremo delle forze! Non ce la facciamo più, si cerca di mantenere un indotto tale da poterci far lavorare e ogni volta ci sono delle novità che sono tutt'altro che positive! - sbotta - Ci sentiamo abbandonati dalle amministrazioni, dalle istituzioni e anche dai sindacati!".

"Quest'ultima notizia danneggia ulteriormente quanti hanno scelto questa zona della città per ricominciare a sperare! - continua - Perché adesso l'eventuale chiusura dell'accesso porterà a spegnere l'iniziativa, a chi aveva pensato di collocarsi nella zona Est della città".

E la preoccupazione di Colantoni, da aquilano, è anche quella di un nuovo spopolamento. ''Sento tanti amici, conoscenti e persone che vivono di commercio da una vita che sono sempre più intenzionati ad andare via, perché non si riesce a lavorare, ma soprattutto non ci sono le condizioni per stare sereni!", conclude con amarezza.

Preoccupazione anche per Monica De Vecchis, titolare del negozio di abbigliamento da donna Rey e V.

"Questa decisione crea un disagio e un malcontento comuni, di questa iniziativa stiamo parlando da questa mattina - ammette - non si capisce se sarà una cosa momentanea o definitiva e comunque reputo ingiusto che vadano a penalizzare noi commercianti che ce la stiamo mettendo tutta per andare avanti, per una situazione che è stata definita illegitttima da anni. Ce lo dovevano dire prima, e non a cose fatte, e soprattutto all'indomani di investimenti pregressi che abbiamo fatto con grande dispendio di energie e sacrifici!".

Una vera e propria ''discriminazione'' secondo Danila Colombo, direttore di Max Fashion, il nuovo grande magazzino aperto nei mesi scorsi al posto dello storico Carabetta. "Piuttosto che chiudere gli accessi, che regolamentino la circolazione! - esclama - Con dissuasori per esempio o gli autovelox. E poi, perchè fino al bivio di Onna e non fino all'incrocio di San Gregorio dove è morta quella povera ragazza? Siamo forse meno importanti delle altre attività?".

La Colombo chiede un incontro con Liris per illustrare la sua proposta, ovvero "quella di assicurarsi che si rispettino in questa zona i semplicissimi limiti di velocità. La strada è predisposta per un semplice adeguamento: allargare leggermente la corsia, per esempio, o intervenire con delle semplici rotatorie - ipotizza - Risulta impensabile far abituare, in pochissimo tempo, i tanti fruitori delle nostre attività".

"Solo in questo quadrato dove si trova il grande magazzino, lavorano circa 50 persone: dalla parrucchiera Oasi, passando per il bar Vertigo e la slot machine, gente con famiglie dietro, che potrebbero ritrovarsi nella peggiore delle ipotesi, senza stipendio - rimarca - E qui soldi sono stati spesi: dai totem alle insegne, all'adeguamento dei parcheggi, passando per tutto l'investimento in luminarie fatto in vista del Natale".

E c'è chi ha deciso anni fa di aprire un'attività in questa zona proprio per il flusso ingente di automobili e mezzi di ogni genere: tra loro Marco Ricciuti della pizzeria, ristorante e tavola calda Voglia di pizza, che reputa questa decisione ''un gesto egoista e poco attento a chi sta investendo e crede ancora in questa città".

"Meno male che qui c'è traffico, altrimenti che ci starei a fare? - sbotta - È stata una scelta motivata, quella di aprire qui e non altrove. Ho puntato tutto sull'immagine per chi transita su questa zona - confessa Ricciuti - Dalla scelta dei colori, all'insegna, secondo loro adesso devo rifare tutto o smontarlo e portarlo dietro? Ma poi dietro dove? Qui ci sono rimessaggi, carico e scarico merci, non è un ambiente accogliente che possa invogliare i clienti a venire!".

Problematica più seria, invece, per il concessionario Ford Piemmeauto, che non dispone di un accesso secondario, e crearlo sarà difficile anche per la presenza di un piccolo corso d'acqua nelle vicinanze, comunque i titolari si dicono "ben disposti a valutare ipotesi che migliorino la qualità della vita di tutti".

"Sono certo che riusciremo a trovare la soluzione migliore per tutti - il commento del responsabile commerciale, Adriano D'Annunzio - sperando che non vada a penalizzare i nostri clienti. Il tutto, secondo me, va inserito in un progetto organico. Quello che manca in questa strada sono i servizi che, solitamente, vengono messi a supporto alle zone commerciali, Basterebbe fare queste migliorie, senza costringere tutte le attività a reinvestire di nuovo".

Un ostacolo al commercio anche per Mino De Felice, titolare del parrucchiere Mitù. "Se lo dobbiamo farlo lo faremo, ma è una penalizzazione - evidenzia - La gente viene anche perché ci vede dalla strada, contiamo sia sulla clientela abituale e affezionata che su quella occasionale".

Una clientela che li ha seguiti dopo anni in centro storico, su via Garibaldi e fatta anche di signore che dopo il parrucchiere, magari, vorrebbero andare a fare la spesa facendo due passi, ma non è possibile. "Qui intorno ci sono tanti supermercati, ma nessuno raggiungibile a piedi, perché è pericolosissimo anche solo affacciarsi sulla strada, con le macchine che sfrecciano a tutta velocità - fa notare - Per cui, visto che hanno trasformato in pochissimo tempo una zona da industriale a commerciale, piuttosto che chiudere gli accessi, che dotino la strada di marciapiedi e una giusta segnaletica".

C'è anche la giovane Alessia Pulsoni tra il coro delle protese, già finalista a Miss Italia e titolare del negozio di abbigliamento e accessori uomo donna Marylin dentro la galleria Quattro Cantoni.

"Se c'è un errore di legge alla base e qualcosa da sanare perché dobbiamo pagarne noi le spese? - si chiede polemicamente - La gente va a fare acquisti sempre di corsa, manca il tempo e ci sono tanti impegni nella giornata. Rischiamo di perdere clienti, che si ritroveranno a fare una sorta di giro impressionante per trovare questo o quel negozio. Quello che facciamo per andare avanti è già frutto di enormi sacrifici, e questa notizia non è confortante".

E conclude con un invito, rivolto alle istituzioni, a venire a vedere il reale stato delle cose. "Sarebbe bene che ci facessero una visita per rendersi conto della situazione - afferma - Questo posto non è un centro di aggregazione come altri centri commerciali. Stimolare un passaggio è già difficilissimo adesso, creare al cliente un disagio ulteriore significa perderlo, e mettere in mezzo alla strada, famiglie, bambini, tutta gente che vive del proprio stipendio!".

Pronta a un incontro con gli altri commercianti e le istituzioni anche Roberta Franchetti, titolare della cartoleria, negozio di gadget e articoli per feste Non solo party, sempre dentro la galleria commerciale.

"Certamente se è qualcosa che andrà a migliorare la viabilità per tutti ci adegueremo  senza indugio, speriamo comunque di avere a breve notizie più chiare e precise perchè la notizia così come è stata data, genera un grande senso di allarmismo e preoccupazione".



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