I GIOVANI DI AVEZZANO E IL MICROCREDITO,
STORIE DI CHI RESTA E SI RIMBOCCA LE MANICHE

Pubblicazione: 02 giugno 2017 alle ore 08:30

AVEZZANO - Antonio e il suo laser che farà volare alto il suo studio da fisioterapista. Francesco, che dopo tanti lavori precari, sta per coronare il suo sogno di diventare tatuatore di professione. Jessica, che con il suo compagno ha potuto arricchire il suo negozio di abbigliamento.

Tre giovani di Avezzano, che si sono messi in gioco, hanno deciso di aprire un'attività imprenditoriale nel nel bel mezzo della crisi economica globale. In una regione, a dirlo è Confartigianato, il credito alle imprese fa registrare un calo del 7,3 per cento, iattura che colloca l'Abruzzo al terzultimo posto della classifica italiana. 

Tre giovani, delle oltre cento persone, che hanno ottenuto un piccolo ma preziosissimo aiuto grazie al progetto "Microcredito etico e sociale" reso possibile grazie ad una convenzione stipulata tra il Comune di Avezzano e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che prevede la costituzione di un fondo di garanzia da parte del Comune.

Uno dei primi progetti in Italia, quella messa in campo ad Avezzano, che ha consentito di erogare nel 2013 ben 96.500 euro, nel 2014 l'importo è arrivato invece a 92.000 euro, per un totale nel biennio di 87 beneficiari. L'edizione 2016, ancora aperta, ha finora erogato aiuti a 16 beneficiari, per un totale di 65.800 euro, mentre altre 10 pratiche sono nella fase dell'istruttoria.

I prestiti vanno da 2 mila euro per il professionisti, a 5 mila euro per avvio attività professionale e imprese da parte degli under 40. Il vantaggio è anche che il prestito può essere onorato in 36 rate, e interessi pressoché nulli, pari a circa lo 0,1 per cento.

Nel 2013 per finanziare il fondo di garanzia il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha rinunciato all'indennità per una cifra pari a 25 mila euro.

Incontriamo Jessica Giuliani nel suo negozio di abbigliamento di via monsignor Bagnoli, mentre è intenta verificare che tutto sia pronto e la posto giusto prima dell'apertura pomeridiana.

"Ho avuto da sempre la passione per la moda - spiega subito Jessica - questo spazio è il coronamento di un sogno, realizzato assieme al mio compagno. Abbiamo aperto nel 2015, cerchiamo sempre di migliorarci, non si finisce mai di imparare, e in due anni sono cambiate tante cose". 

"L'attività - aggiunge Jessica - l'abbiamo avviata con le nostre forze, con i soldi che avevamo messo da parte. Poi però è nata l'esigenza di fare altri piccoli ma indispensabili investimenti, e non è facile avere liquidità, le banche non aiutano i giovani, le loro porte per noi sono sbarrate". Da qui la decisione di rivolgersi al Comune, e fare domanda per il microcredito. "Ci hanno spiegato tutto per filo e per segno - racconta Jessica - ci è sembrato da subito un progetto semplice, non è servita molta documentazione, e la pratica si è conclusa in un mese, e poi ci hanno dato i soldi, 5 mila euro, il massimo per le attività commerciali. Non è una cifra astronomica, certo, però è stata indispensabile per arricchire e potenziare l'offerta della collezione invernale, e per fare migliorie al locale, che inizialmente, per la smania di aprire subito, avevamo trascurato".

Storia simile è quella di Antonio Di Biase, giovane fisioterapista. 

"Diversi mesi fa sono venuto a conoscere di questa possibilità offerta dal microcredito - racconta ad Abruzzoweb - avevo il problema di dover acquistare un laser necessario per determinate terapie. Di soldi a sufficienza non ne avevo, e le banche inutile dirlo, per prestarti i soldi pretendono garanzie che un giovane che ha appena avviato un'attività non è lontanamente in grado di poter offrire".

Al Comune, spiega dunque Antonio, "mi hanno fatto una consulenza gratuita, molto preziosa, e nel giro di un mese sono stato chiamato dalla filiale della banca convenzionata, c'è stato un ulteriore accertamento, e in tempi brevi mi sono stati accreditati 4.500 euro".

Antonio con questi soldi ha potuto acquistare un laser per potenziare la sua offerta terapeutica.

"In provincia dell'Aquila sono l'unico ad avercelo, per me rappresenta un investimento importante , la mia attività potrà crescere e specializzarsi. Il mio sogno è quello di poter essere io un giorno ad assumere persone, a creare occupazione".

Infine Francesco Persia, giovane tatuatore ad inizio carriera, che a luglio aprirà il suo studio in via Vezia.

"La domanda l'ho fatta a febbraio - spiega Francesco - in banca non ci sono andato nemmeno, perché tanto è inutile. Buona parte dei soldi ce li sto mettendo di tasca mia, grazie all'aiuto della famiglia, ma i 4.500 euro che mi hanno riconosciuto grazie al progetto del Comune, e che potrò restituire con calma e senza interessi, sono anche loro importanti, devo infatti comprare molte attrezzature, ci sono parecchie spese da affrontare per aprire uno studio come dico io".

"Ho fatto vari lavori - conclude Francesco - ma sono stati tutti deludenti. Così ho deciso di seguire la mia passione, quella dei tatuaggi. Frequento questo ambiente da circa otto anni, mi sono formato con impegno e costanza, e ora non vedo l'ora di poter aprire un'attività tutta mia e nella mia città da cui non voglio andare via".



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