IL COLOSSO GUERRATO VA IN CONCORDATO,
ATTESA PER IL PROJECT BIS ''SAN SALVATORE''

Pubblicazione: 15 agosto 2017 alle ore 08:46

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L’AQUILA - Finisce in concordato la Guerrato Spa di Rovigo, impresa veneto con forti interessi in Abruzzo sia perché in passato impegnata in grossi appalti pubblici di manutenzione sia perché proponente in due versioni del discusso project financing per ampliare e riqualificare l’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila.

A portare il colosso dell’edilizia e dei servizi al percorso di concordato, approvato dal giudice, un debito per 60 milioni di euro e una mancata pianificazione finanziaria adeguata, a dispetto del fatturato comunque di 90 milioni, dei 400 addetti e dei crediti vantati, soprattutto verso la pubblica amministrazione ma a medio e lungo termine, cioè con tempi di pagamento medi di 180-200 giorni.

Tempistiche non sostenibili per i 400 fornitori (molti di energia) che la società veneta si è trovata a dover pagare negli ultimi due anni. Le banche finanziatrici hanno chiesto il rientro dei capitali, impegnandosi a reinvestire nell’azienda, a patto di fare una ristrutturazione del debito.

Venerdì, 28 luglio, la società ha ricevuto il decreto di accoglimento dell’istanza di ammissione alla procedura di pre-concordato, da parte del Tribunale di Rovigo.

IL PROJECT

Il project presentato da “Guerrato” per il “San Salvatore” in associazione temporanea (Ati) con la ditta Mancini Srl è già stato bocciato in una prima versione, l’unica di cui, a oggi, siano noti alcuni dettagli.

Sulla proposta, anche attraverso alcune carte, aveva attaccato battaglia in campagna elettorale l’allora candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Biondi, che oggi indossa la fascia tricolore, finendo il polemica con il manager, Rinaldo Tordera, che lo aveva criticato parlando di “considerazioni avventate” ed “effimeri polveroni”.

Secondo i documenti di Biondi, la prima versione del progetto, quella bocciata, prevedeva 9 interventi con tutta una serie di servizi, a carico della sanità aquilana che avrebbe dovuto pagare un contributo dal 2020 al 2046 in tutto di 1 miliardo 25 milioni di euro.

Sempre per Biondi, in cambio dei lavori la Asl avrebbe dovuto pagare un canone annuo di disponibilità che a salire da 3,4 a 4,5 milioni all’anno, un corrispettivo di gestione dei servizi da 21,5 milioni fino a 27,9, rinnovi tecnologici da 7,3 a 9,5 milioni e, in più, un contributo forfettario 28,8 milioni. In tutto, una rata annua che sarebbe salita da 32,2 milioni fino a 41,9 nel 2046.

I lavori sarebbero consistiti nel creare parcheggi coperti a pagamento, una zona negozi, una galleria commerciale, parcheggi scoperti gratuiti, cucina e spogliatoi per sale operatorie e mensa, 12 ascensori, cappotto termico e sostituzione infissi, oltre all’adattamento di 4 edifici.

Il futuro primo cittadino aveva annunciato anche una richiesta di accesso agli atti per avere le carte della seconda proposta e verificare le differenze rispetto a questa prima, ma da allora, almeno in pubblico, non si è saputo più nulla dell’argomento mentre l’iter di valutazione è in corso.

La Guerrato si è occupata anche di manutenzione nei 4.450 alloggi antisismici del progetto C.a.s.e., vincendo una gara da circa 1 milione di euro e della durata iniziale di 6 mesi ad aprile 2015, subentrando a Manutencoop che la gestiva da 5 anni.

A dicembre 2016, attraverso la centrale unica nazionale Consip l’appalto è stato affidato alla società Antas Srl.

IL CONCORDATO

A fine luglio il giudice del tribunale di Rovigo Mauro Martinelli ha concesso il termine di 120 giorni per la presentazione del piano e della proposta di concordato e ha nominato i tre commissari giudiziali che seguiranno l’azienda nel processo di risanamento.

La scelta è caduta su Danilo Galletti, di Bologna, avvocato, Gianluigi Vulpinari, di Rovigo, e Pierluigi Barcariolo di Viterbo, commercialisti, e, quale ausiliario esperto in materia amministrativa, Luigi Migliorini, avvocato di Adria.

L’assemblea dei soci della Guerrato Spa, essendo decaduto il Consiglio d’amministrazione con l’approvazione del bilancio 2016 come da statuto, ha nominato a sua volta un nuovo Cda con l’obiettivo di portare avanti il processo di risanamento e di affiancamento dei commissari, con una governance più ristretta, agile e interna all’azienda.

Il nuovo Consiglio è composto da Antonio Schiro, commercialista, presidente; Andrea Pasimeni, ingegnere, vice presidente; Luigia Artigiani, consigliere.

Il Cda ha deciso di affidare la direzione generale a Luca Serena, con il compito di seguire le attività quotidiane ed operative dell’ordinaria amministrazione.

“La scelta di ricorrere alle procedure pre-concordatarie e attivare, quindi, un percorso di ristrutturazione - spiega una nota stampa - rientra strategicamente nel piano industriale di rilancio che, in base alle prime verifiche e valutazioni, potrà avvenire nel breve/medio termine dell’arco temporale (180 giorni) previsto dalla legge”.

Guerrato Spa è assistita dal prof. avvocato Stefano Ambrosini dell’omonimo studio legale torinese e dall’avvocato Maurizio Camillo Borra dello studio legale Picozzi e Morigi.

La società del patron Saverio Guerrato, che si occupa si occupa di assunzione di appalti e concessioni per la progettazione, costruzione, ristrutturazione, manutenzione e gestione di impianti, “è in crisi - si legge nel decreto - a seguito delle vicende storico-giudiziarie che hanno colpito alcuni componenti del consiglio di amministrazione, manifestatesi in numerose richieste di pagamento giudiziale, pignoramenti ed esecuzioni che hanno reso più difficoltosa la possibilità di utilizzo degli incassi”.



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