IL CONSERVATORIO DELL'AQUILA CERCA CASA,
''C'E' UN ORGANO DA RECORD DA RIMONTARE''

Pubblicazione: 09 aprile 2017 alle ore 08:55

L'antico organo del Conservatorio e la sede attuale
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L’AQUILA - Ospitato in una sede prefabbricata “ottima per gli spazi e l’acustica, ma pur sempre provvisoria e che richiede molta manutenzione”, il conservatorio musicale aquilano ‘Alfredo Casella’ attraverso i giovani allievi musicisti e coristi ha omaggiato con due concerti e la Messa di Requiem di Gabriel Fauré l’ottavo anniversario dal sisma che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila. 

Il direttore dell’istituto, Giandomenico Piermarini, racconta ad AbruzzoWeb i momenti concitati di otto anni fa, quando il conservatorio era stato, sempre provvisoriamente, spostato dalla storica sede in centro storico del trecentesco palazzo Gaglioffi alle stanze strette del complesso monastico accanto alla basilica di Collemaggio, e nei giorni successivi alla grande scossa si cercava di recuperare gli strumenti e tutto il materiale all’interno dell’edificio.

“Un luogo poco adatto, in verità, il complesso monastico, a ospitare i circa mille allievi tra effettivi e corsisti liberi, che seguono cioè solo brevi sessioni, e le 140 persone tra docenti e personale dipendente. Aveva un’acustica non perfetta e un auditorium ricavato da una stanza a forma di parallelepipedo capace di contenere circa 150 persone - ricorda - Una soluzione temporanea, così come doveva essere anche palazzo Gaglioffi che, invece, è stato sede dagli anni Sessanta fino a pochi anni prima del sisma”. 

La sede attuale, una sorta di "musp" costruito ai margini del quartiere Acquasanta, all’Aquila, richiederebbe “interventi di manutenzione così onerosi che si potrebbe costruire, alla fine dei conti, da qualche parte, una sede finalmente definitiva - fa notare Piermarini - Anche qui lo spazio non basta e ci resta un grosso cruccio: non poter rimontare il grande organo a canne acquistato alla fine degli anni Sessanta, quando ancora si investiva in formazione. Forse l’organo più grande in dotazione a un conservatorio a livello nazionale. Si trovava dentro la chiesa di San Domenico, all'Aquila, uno strumento a tre tastiere che attualmente, smontato, è custodito nella caserma Pasquali”.

“Servirebbe uno spazio adeguato per rimontarlo e basterebbero pochi interventi di manutenzione, alle pelli, alle canne, per rimetterlo in sesto”, fa notare il direttore. 

“Abbiamo guardato con favore alla proposta del sindaco, Massimo Cialente, di un polo scolastico culturale nella ex caserma Rossi, nel quartiere Torrione - continua Piermarini - poi quest’ultima nuova ondata di terremoti ha sparigliato un po’ le carte, quindi ci rendiamo conto che le priorità sono diventate altre, ma noi alla fine, prima o poi una sede dobbiamo averla”.

Per la ricorrenza del 6 aprile, i due concerti organizzati dal conservatorio Casella, uno a Onna, luogo simbolo ed epicentro del sisma, e uno all’Aquila, nella basilica di San Giuseppe Artigiano in centro storico, hanno omaggiato la ricorrenza in “punta di piedi” come spiega il direttore dell’orchestra degli allievi e docente di esercitazioni orchestrali, Aurelio Canonici.

La scelta musicale è caduta infatti su una Messa di Requiem del compositore francese Gabriel Fauré, che è un canto sommesso, accompagnato dai timbri chiaroscurali delle viole, dei violoncelli e dei contrabbassi.

“Non c’è la violenza del trapasso, niente forza o passione o terrore ma il rimando all’idea del riposo eterno e dell’abbandono - aggiunge - La musica trasmette l’idea della rassegnazione e della malinconia. Una scelta ponderata, nel ricordo delle vittime di ieri, all’Aquila, e di oggi, tra Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e i paesi devastati dai terremoti del centro Italia, nell’ultimo anno”.

Circa 80 gli elementi che compongono l’orchestra e il coro degli allievi “una composizione anomala per questa partitura che lascia poco spazio alla voce dei violini, con i flauti spesso in pausa, con gli oboe assenti, e con in primo piano le viole, i violoncelli, e le voci soliste del giovane soprano Lorena Lepidi e del baritono Giammarco Di Cosimo e dei coristi diretti da Rosalinda Di Marco” ha spiegato ancora Canonici.

Un canto ancor più emozionante, nel ricordo delle due allieve del conservatorio morte a causa dei terremoti: la giovane Susanna Pezzopane, studentessa di canto, vittima del sisma del 6 aprile 2009, e la flautista Anna Grossi, morta tra le macerie di Amatrice il 24 agosto del 2016.

“Ognuno deve fare e ha fatto la sua parte - conclude il direttore Piermarini - Noi abbiamo cercato e cercheremo di trasmettere valori, emozioni attraverso la musica che in situazioni in cui tutto sembra perduto, può essere il collante, la molla che fa ripartire la speranza e tiene insieme una comunità con un linguaggio universale compreso da tutti”.



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