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IL GRANDE DERBY: BRUCCHI E CIALENTE, ''NOI SINDACI TRA ATTESA E SCONGIURI''

Pubblicazione: 08 giugno 2013 alle ore 15:10

Massimo Cialente e Maurizio Brucchi
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TERAMO - Giusta tensione e scaramanzia. I sindaci di Teramo e L'Aquila, Maurizio Brucchi e Massimo Cialente, si preparano a modo loro in vista del doppio, storico, impegno di domani, domenica 9, e della prossima, 16, per le finali play-off di Seconda Divisione.

In campo Teramo e L'Aquila, per una doppia battaglia tra 'cugini' dal sapore epico, cominciata in settimana e che terrà banco ben oltre il fischio finale della gara di ritorno in terra aquilana. Tanto che AbruzzoWeb ha deciso di dedicare al duplice evento una sezione a parte, Il Grande Derby.

Per quel che riguarda i due sindaci, si comincia con un invito di Brucchi, declinato cortesemente da Cialente che spiega pure il perché.

"Ho invitato Cialente ad assistere alla partita insieme a me, purtroppo domenica sarà fuori Italia. Sono sicuro che ricambierà la cortesia, spero di guardare la partita, salvo impegni istituzionali, insieme a lui all'Aquila domenica prossima", dice Brucchi a questo giornale.

"In città c'è ovviamente grande euforia - racconta - anche perché è un risultato inatteso. Il Teramo ha fatto un grande campionato, ma in pochi si aspettavano questa finale con L'Aquila. L'applauso va fatto all'ambiente biancorosso, che non ha mai mollato, al presidente, Luciano Campitelli, che al di là delle dimissioni formali non ha mai smesso di essere il presidente, infatti è rientrato subito dopo, a tutti i tifosi del Teramo che si sono spesi per sostenere una squadra composta da grandi uomini e guidata da un grande allenatore".

"Ora dobbiamo solo pensare a goderci una finalissima contro una squadra molto forte a cui vanno fatti i complimenti", sottolinea poi il primo cittadino teramano, che celebra il 'modello Teramo', quello del gruppo unito nel bene e nel male, anche sul versante politico.

"Non è un caso se Teramo ha ottimi amministratori in tutti gli ambiti politici abruzzesi, vuol dire che se si lavora insieme si va sempre lontano", il pensiero di Brucchi.

Ma Cialente, pur ringraziando il collega, non può proprio godersi la finalissima, neanche la gara di ritorno.

"Ringrazio Maurizio e lo invito all'Aquila per la gara di ritorno - risponde il primo cittadino aquilano - ma non potrò guardare la partita con lui neanche nei secondi 90 minuti: sono scaramantico, vado alla prima e poi non più, mi limito al collegamento telefonico per il risultato. Non posso rompere il flusso positivo, con il Teramo dobbiamo spuntarla noi".

"Brucchi mi ha chiamato proprio mentre ero con il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia - racconta Cialente - il suo è stato un gesto di grande sportività. Mi perdonerà per questa assenza, ma io sento troppo certe partite e, da famoso scaramantico quale sono, lascerò anche stavolta il seggiolino vuoto. I miei figli ci saranno, quello più piccolo si è anche fatto la tessera del tifoso. Non potrà mancare neanche mio fratello Davide".

Il sindaco dell'Aquila fa quindi i complimenti al Teramo "per aver conquistato una finale con sacrificio e umiltà e per aver saputo reagire nei momenti più duri. Sarà un doppio incontro molto tirato, devo ammettere che non invidio per niente Brucchi che sarà costretto a guardarli!".

"Anche alla 'mia' L'Aquila Calcio bisogna battere le mani - tiene però a precisare Max - perché ha una società composta da persone eccezionali che hanno messo in campo serietà e competenza e ottimi investimenti. Non vedo l'ora di inaugurare il nuovo stadio di Acquasanta, che a causa di qualche ritardo non è ancora disponibile, ma è un gioiellino senza barriere che presto farà invidia a tutti. Non mi nascondo, la tifoseria e la città meritano di salire in Prima Divisione. E mentre dico questo faccio i dovuti scongiuri".

"Inutile nascondere che per tutti noi aquilani questa finale è un'occasione di riscatto nei confronti del terremoto - ammette Cialente - questo per dire a Brucchi che anche qui il gruppo di cui parla lui sta lottando e tenendo duro. Purtroppo quest'anno L'Aquila Rugby è andata malissimo, ma sono convinto che con gli ottimi imprenditori che abbiamo riusciremo a riportarla in alto, dove merita, senza mai dimenticare che la nostra è una piazza da categorie superiori non soltanto nel calcio e nel rugby, ma anche negli altri sport che senza dubbio verranno aiutati a emergere".



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