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I ROSSOBLU' VINCONO CON UN GOL DI INFANTINO, I BIANCOROSSI NON MOLLANO
INSULTI, DIRIGENZA ABBANDONA GLI SPALTI; SASSATE ALLE AUTO DEI TIFOSI

IL GRANDE DERBY PER LA PRIMA DIVISIONE
ALL'AQUILA 1. ROUND, TERAMO CI CREDE

Pubblicazione: 09 giugno 2013 alle ore 09:53

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L’AQUILA - L’Aquila si porta a casa un pezzettino di Prima Divisione con l’autorità di chi vuole riconquistarsi la storia, il Teramo continua a crederci e a giocarsela con la serenità di chi sa di avere fatto già più di quanto veniva richiesto.

È stato un derby vero, in campo e fuori, il primo della doppia sfida per il salto di categoria tra le due abruzzesi, finito 1-0 per L’Aquila.

Teso come non si ricordava da tempo, con il presidente Corrado Chiodi e i dirigenti aquilani costretti a dileguarsi dalla tribuna per evitare la rissa con il pubblico della tribuna e auto danneggiate dal lancio di sassi e bottiglie, segno che non è certo la tessera del tifoso la panacea per arginare la violenza.

Equilibrato sul terreno di gioco, L’Aquila guardinga, fermava e ripartiva, il Teramo cosciente di dover provare oggi a fare male, all’attacco ma adagio. È emersa la maggiore caratura complessiva della rosa a disposizione di Giovanni Pagliari, come riconosciuto alla fine dall’altro allenatore Roberto Cappellacci, che pure oggi può schierare un undici di maggiore verve atletica.

La partita è stata bilanciata, con una leggera supremazia del Teramo che, però, ha tirato poco in porta, creando pochi rischi.

Com’era prevedibile, l’hanno decisa gli episodi. Positivo per L’Aquila, l’incornata vincente del centravanti Infantino nell’unico calcio d’angolo di giornata. Negativo per il Teramo, il salvataggio sulla linea di Pomante della conclusione di Olcese che aveva già superato il portiere aquilano Testa.

Buona complessiva la prova di entrambe le squadre, sugli scudi i centrocampisti in particolare. Coletti lucidissimo e Valentini giusto supporto per i biancorossi, dall’altra parte Carcione un autentico baluardo e Iannini mai, mai in ambasce.

Con una simile posta in palio e in questa situazione tattica è normale che lo spettacolo abbia lasciato un po’ a desiderare ma c’era da aspettarselo e comunque a supplire ci ha pensato il buon ritmo impresso dalle due squadre al match.

Primo tempo a reti bianche, nei primi minuti della ripresa la svolta, con il gol sfiorato dal Teramo e segnato dall’Aquila, e il tentativo di rimonta dei giocatori di casa, generoso ma vano e comunque con pochi brividi corsi da Testa.

I ragazzi di Pagliari hanno amministrato, senza neanche forzare troppo la mano in contropiede, complice qualche ingenuità in fase d’impostazione, e alla fine hanno portato a casa un risultato d’oro che concede loro ancora più chance in vista dell’ultima sfida di domenica prossima allo stadio “Fattori”.

Peccato solo per gli sfottò sul terremoto di quattro anni fa, che ci si poteva attendere ma che fanno comunque male in una giornata di sport, peccato per le auto sfondate, peccato perché una dirigenza (magari anche chiassosa) sia comunque costretta ad abbandonare una tribuna centrale tra la colpevole assenza degli steward della sicurezza.

Peccato perché queste code all’arsenico aggiungeranno appunto un po’ di veleno alla partita di ritorno, in cui già si vocifera per esempio che a nessun teramano verrà consentito l’accesso in tribuna ma dovranno vedersela tutti dal settore ospiti, dal presidente Luciano Campitelli all’ultimo dei tifosi.

D’altronde, volenti o nolenti anche questo è derby, e se i bisticci resteranno sulle pagine presto dimenticate della cronaca, il risultato sportivo, comunque vada, andrà a imprimersi tra quelle indelebili della storia.

La cronaca. Al 3’ primo tiro dell’Aquila con Carcione che da fuori riceve un appoggio di Ciotola, ma viene murato. Al 7’ pericoloso il Teramo con un cross svirgolato dal difensore aquilano Pomante, ma Testa esce alto e blocca. Al 10’ cross di Scipioni respinto da Carcione proprio addosso a Valentini, Testa blocca la deviazione fortuita.

Al 16’ occasionissima per il Teramo. Un lancio pesca Ambrosini in posizione regolare oltre la linea difensiva dell’Aquila, colpo di testa al volo a scavalcare il portiere ma la palla va fuori. Al 18’ ci prova Coletti dai 30 metri, Testa blocca in due tempi. Al 35’ bella discesa di Improta sull’out sinistro, entra in area e scodella per Ciotola che gira al volo debole ma angolato. Sul tap in ancora Improta ma è in posizione di offside.

Al 44’ combinazione tra De Stefano che crossa, Ambrosini che fa la boa in area e Valentini che calcia al volo ma la palla esce con Testa in volo plastico. Si va al riposo.

Nella ripresa, al 4’ clamorosa occasione per il Teramo: un tiro svirgolato innesca Olcese in posizione regolare che supera Testa con un rasoterra ma Pomante salva sulla linea a porta vuota. Sul corner successivo ancora Olcese salta tutto solo di testa e fa la barba al palo con un’incornata molto angolata.

Al 9’ L’Aquila in vantaggio. Calcio d’angolo di Carcione, Infantino incorna in rete trafiggendo l’incolpevole Serraiocco. Al 10’ immediata risposta del Teramo. Azione personale di De Stefano, favorito da un rimpallo, tiro potente e centrale dal limite, Testa devia in corner.

Al 21’ discesa di Improta, mette in mezzo per Infantino che, sotto misura, anticipa tutti ma tocca a lato. Al 30’ cross di Iazzetta per Valentini, debole il colpo di testa. Al 36’ gran tiro ancora di Iazzetta su solita sponda di Olcese da dentro l’area.

Al 39’ pericolosa punizione di Coletti dal limite deviata in corner. Sull’angolo Speranza incorna di testa ma Testa vola a bloccare in presa alta. Al 45’ discesa di Scipioni, serve Iazzetta il cui tiro al volo debole è bloccato da Testa. Dopo quattro minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine del primo round.

Teramo: Serraiocco 6, De Fabritiis 5,5, Scipioni 6, Coletti 7, Ferrani 6, Speranza 6, Foglia 5,5 (18’ st Petrella 5), Valentini 6, Olcese 6,5, Ambrosini 5,5 (30’ st Patierno n.g.), De Stefano 5,5 (20’ st Iazzetta 5,5). All. Cappellacci

L’Aquila: Testa 6, Petta 6,5 (42’ st Ligorio n.g.), Rapisarda 6, Carcione 7, Ingrosso 6, Pomante 7, Menicozzo 7, Iannini 7, Infantino 7 (37’ st Ripa n.g.), Ciotola 6,5 (26’ st D’Amico n.g.), Improta 6. All. Pagliari.

Arbitro: Pezzuto di Lecce 7

Reti: 7’ st Infantino

Note: spettatori paganti 4.773 per un incasso di 60.554 euro. Calci d’angolo 9-1 per il Teramo. Ammoniti Carcione, Petta, Improta. Espulsi il vice allenatore rossoblù Migliarelli e il team manager biancorosso Zoia.

NOVANTUNESIMO


Stati d’animo opposti nel dopopartita. Gioia in casa L’Aquila, ma senza esagerare, serenità e voglia di non arrendersi tra i teramani.

"Sono fiduciosissimo, contento, ma finisce qui, non c'è ancora nulla da festeggiare - spiega in sala stampa Giovanni Pagliari, allenatore dell'Aquila -  Se succede quello che succede mi vedrete al Fattori a petto nudo ma da martedì dobbiamo ricominciare a pensare a chiudere gli spazi eccetera”.

“Ho visto un buon Teramo - aggiunge - la squadra biancorossa ha avuto la supremazia, più possesso, ma nel calcio non contano i punti come nel pugilato, non ho visto occasioni clamorose”.

"La sintesi è che loro hanno segnato e noi no - ammette Roberto Cappellacci - Non hanno rubato nulla, hanno fatto la partita che dovevano, l’hanno fatta bene, e non ci hanno concesso tanto. Noi rallentavamo inspiegabilmente, loro hanno fatto un gol bellissimo che valorizza la loro prestazione”.

Secondo il tecnico, “non abbiamo giocato male ma dobbiamo giocare meglio se vogliamo battere questa squadra. Ci sono ancora 90 minuti, ora è più complicato però mai dire mai - ricorda - L'avversario è molto esperto, non credo che possiamo sperare nelle loro debolezze. Magari però all'Aquila avremo più fortuna nel trovare il gol e giocarci lì questa promozione”.

PAGELLE TERAMO


Serraiocco 6
Incolpevole sul gol, per il resto deve sbrigare ordinaria amministrazione.

De Fabritiis 5,5 Nel primo tempo ha almeno tre palle buone per affondare, ma sballa i cross.

Scipioni 6 Prova più quadrata sull’out opposto, affonda bene ma non è letale con le conclusioni.

Coletti 7 Il vero faro della manovra, regia attenta e creativa e anche qualche buon tiro.

Ferrani 6 Sportellate con Infantino, si distrae solo in occasione del gol e pesa molto.

Speranza 6 Testa gli nega con un gran balzo la gioia del gol del pareggio.

Foglia 5,5 Molto fumoso, anche Cappellacci se ne accorge e lo cambia.

18’ st Petrella 5 Non riesce a fare molto meglio di chi sostituisce, anzi, qualcosina in meno.

Valentini 6 Spalla fedele di Coletti, prova a destreggiarsi ma la mediana aquilana è in stato di grazia.

Olcese 6,5 Bravissimo come boa, nelle sponde, negli appoggi, e far salire la squadra. Al tiro gli va male: una palla gliela leva Pomante sulla linea, l’altra la incorna fuori di un soffio.

Ambrosini 5,5 Era uno dei più temuti, ma si vede solo per un paio di folate nel primo tempo

30’ st Patierno n.g.

De Stefano 5,5 Ha ampi spazi per affondare ma li sfrutta maluccio, su un bel tiro è bravo il portiere dell’Aquila.

20’ st Iazzetta 5,5 Molta corsa, molto fumo, poco arrosto.

PAGELLE L’AQUILA


Testa 6 Uccellato da Olcese due volte ma gli va bene, per il resto para tutto quello che deve parare.

Petta 6,5 Conferma i buoni progressi mostrati nella doppia semifinale, peccato per l’ammonizione, si perde l’ultimo round

42’ st Ligorio n.g.

Rapisarda 6 Tiene la posizione e morde sugli esterni, ogni tanto De Fabritiis però gli sfugge.

Carcione 7 Fa valere la tecnica e ci mette anche il fisico, la sensazione è che senza la fascia di capitano giochi più leggero e, quindi, più efficace.

Ingrosso 6 Olcese è un clientaccio, Ambrosini pure, ma se la cava.

Pomante 7 Buona marcatura e, soprattutto, il salvataggio sulla linea sul tiro di Olcese che potrebbe valere la Prima Divisione.

Menicozzo 7 Vero uomo ovunque di questi play off, canta e porta la croce ancora una volta.

Iannini 7 Gioca in frac, con la serenità del veterano e i piedi giusti, ma anche pronto a metterci la gamba, se serve.

Infantino 7 Tiene un reparto da solo quando a inizio partita il 4-3-3 di Pagliari sembra più un 4-5-1. Chiude esausto dopo un gol da killer da ricordare.

37’ st Ripa n.g.

Ciotola 6,5 Tanto sacrificio, ne perde l’efficacia ma gli spareggi si vincono così, con la grinta. E il pubblico apprezza.

26’ st D’Amico n.g.

Improta 6 Partita di sacrificio, con giusto un paio di spunti, non riesce a essere protagonista come vorrebbe.
 



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