IL MEZZO SECOLO DI NOTE E PASSIONI DEI SOLISTI AQUILANI, ''ORA NUOVE SFIDE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

IL MEZZO SECOLO DI NOTE E PASSIONI DEI
SOLISTI AQUILANI, ''ORA NUOVE SFIDE''

Pubblicazione: 10 maggio 2018 alle ore 13:15

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L’AQUILA - Era una giornata di aprile del 1968 all'Aquila. Un gruppo di giovani talentuosi e sognatori, provenienti dalla capitale in pieno fermento politico e creativo imbracciarono i loro strumenti, e nell'Auditorium del castello Cinquecentesco, eretto "ad reprimendam audaciam aquilanorum" dai vicerè spagnoli si diffusero, liberatorie, le immortali note di Haendel, Hindemith e Vivaldi.

A dirigerli Vittorio Antonellini, sotto lo sguardo compiaciuto di Nino Carloni, "l'avvocato della musica", che ebbe a commentare al termine dell'indimenticabile concerto: ''oggi cominciamo a far fuoco con la nostra legna''.

Sono nati così, cinquanta anni fa, i Solisti aquilani. Antonellini e Carloni oggi non ci sono più, morti rispettivamente nel 2015 e nel 1987, lasciando un vuoto forse incolmabile.

Cinquant'anni dopo, il 21 aprile scorso, gli stessi spartiti sono stati interpretati da altri grandi musicisti, nell'Auditorium del Parco disegnato da Renzo Piano, poco distante da quello del castello, espugnato il 6 aprile 2009 dal terremoto, nemico più temibile di cento eserciti.

Nel mezzo cinquant'anni di successi, in tutto il mondo, che hannodimostrato che anche una piccola città di provincia, confinata  in cima agli Appennini, può essere capitale di cultura e talento.

Il presidente dei Solisti aquilani è oggi Marco Mantini, direttore artistico Maurizio Cocciolito, memoria storica Massimo Magri, violoncellista dei Solisti per venti anni.

Le persone giuste per provare a fare un bilancio di questa impresa musicale, con lo sguardo rivolto in avanti, postura di vitale importanza in una città che il destino ha chiamato a ripopolarsi e reinventarsi.

Cominciando proprio da Magri, che con i Solisti ha suonato dal 1987 fino al 2008. Già direttore del Conservatorio di Pescara Luisa D’Annunzio, oggi è docente e direttore artistico dell’Accademia musicale pescarese.

"Quella con i Solisti è stata per me un'esperienza quasi ventennale, - commenta Magri - una pagina significativa del mio percorso professionale. Avevo vinto il concorso come primo violoncello al Teatro dell’Opera di Roma e nei Solisti aquilani si era creata questa possibilità, dopo essere entrato in contatto con Antonellini".

I Solisti per un giovane musicista come Magri era un modello di riferimento in quegli anni.

"Assieme ai I Solisti Veneti, I Musici e i Virtuosi di Roma erano uncomplesso di riferimento su tutto il panorama nazionale. Una bella scommessa non solo per il territorio locale ma per tutto il Paese. Sono stati del resto i primi a credere nella potenzialità della musica come veicolo di cultura. Una novità nel panorama nazionale, i primi a portare la musica nelle fabbriche e nei piccoli centri, realtà escluse da un circuito e da grandi offerte in ambito artistico e musicale".

Un complesso a geometria variabile, che pian piano hanno acquisito, in un crescendo rossiniano, un'importanza sempre maggiore , con una speciale mission, quella di diventare "ambasciatori della cultura abruzzese del mondo".

Fanno parte oggi dell’orchestra stabile, Daniele Orlando, Francesco Peverini, Marino Capulli, Federico Cardilli, Alessandro Marini, Vanessa De Cintio, Nivcola Marvulla, Azusa Onishi, Gianluca Saggini, Luana De Rubeis, Giulio Ferretti, Alessandro Muller, Alessandro Schillaci, Ettore Maria del Romano.

Negli anni si sono aggiunti solisti, orchestrali e direttori d’orchestra rigoriosamete dui primissimo ordine, e anche di fama internazionale. Tra i direttori basti ricordare giganti come Luis Bacalov, Amaury Du Closel, Vladimir Ashkenazy, Cristiano Serino, Giovanni Sollima, Krzysztof Pendereck, Alessio Allegrini e Alvise Casellati, che per la cronaca è il figlio della neo presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

In questi 50 anni i Solisti hanno toccato davvero i palcoscenici di tutto il mondo, spaziando in tutti i più importanti palchi d'Europ a, e ancora da Singapore a Tunisi, passando per il Brasile, l'America il Messico. Sono stati protagonisti alla Filarmonica di Berlino e alconcerto per la Festa della Repubblica l’anno scorso, con in primafila il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Prossimiimpegni, per la cronaca, il 7 e l'8 maggio a Palermo, mentre durante l'estate parteciperanno ad import anti Festival internazionali a Lubiana, Bratislava e Rotterdam. I festeggiamenti del loro compleanno non si sono poi esauriti con il concerto del 21 aprile all'Auditorium del Parco, ma è prevista anche una mostra multimediale, una tavola rotonda incentrata sul ruolo dei Solisti e la presentazione di un libro.

Anche Magri ha viaggiato moltissimo in quegli anni "d'oro", ci sono state però anche delle note stonate, nella storia dei solisti, come in tutte le umane vicende.

"Siamo stati praticamente in tutto il mondo - spiega infatti il violoncellista - con periodi più o meno felici. Fino alla guida di Antonellini prevalevano ancora certe dinamiche. Dopo ci fu una piccola rottura e Antonellini lasciò. Ad un certo punto si è pagato secondo me il fio del non essersi specializzati. Nel momento in cui nel mondo c’era chi faceva solo musica barocca, i Solisti non hanno saputo cambiare pelle e questo ha significato una fase di crisi e ripiego".

Magri nel 2013 è stato chiamato per far parte di una commissione insieme ad Antonellini, Bruno Carioti, allora direttore del Conservatorio dell’Aquila, per gestire la fase di transizione che ha fatto seguito alla direzione artistica di Vincenzo Mariozzi.

Il successore è stato così individuato in Maurizio Cocciolito, pianista, compositore e direttore d’orchestra, presidente della Società della musica "Riccitelli" di Teramo, vice presidente dell’Aiam, l'Associazione italiana attività musicali.

"Incrociare il proprio destino con quello dei Solisti - spiega il direttore artistico - è tante cose messe insieme: è il lato umano, è l’arricchime nto professionale e il pensare ai prossimi progetti importanti".

"Occorre proseguire lungo il solco di mezzo secolo in giro per il mondo - aggiunge - portando sempre avanti l’orgoglio aquilano che dissolve i confini e diventa di tutti. Orgoglio di artisti che nondimenticano di essere uomini e donne che sanno che la bravura è un mezzo e non un obiettivo per essere migliori e rendere il mondo migliore a suon di musica".

"Per costruire ancora dobbiamo ricordare, per andare avanti si deve saper guardare indietro, sapere che ciascuno è artista e che insieme si è un’orchestra, un gruppo, dove le idee e i progetti vanno condivisi. Questa è e sarà la nostra forza, cercando di sfiorare ogni volta una nuova perfezione", conclude.

Infine la parola al presidente Marco Mantini, di professione commercialista e revisore dei conti, docente di economia aziendale all’istituto alberghiero dell’Aquilo, figlio di Paolo Mantini che fondò nel 1951 la Corale del Gran Sasso "Sono stati anni importanti, quelli segnati dai Solisti aquilani - ricorda Mantini - che hanno dato lustro alla nostra città. Non è facile, né scontato fare un bilancio. La sintesi storica è già scritta o forse posso dire che tutto e nato dal sogno visionario di un singolo, Nino Carloni che affiancò alla Barattelli un complesso da camera, il conservatorio e un’orchestra sinfonica poi, tutte con missioni e finalità diverse".

"Mi piace pensare - aggiunge - che già da allora gli ispiratori dei Solisti avessero immaginato e previsto un futuro come lo stiamo vivendo oggi, con una forte e vibrante vitalità artistica testimoniata dalla conquista dei vertici del panorama musicale nazionale ed internazionale".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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