IL RAP DI GE WORLD, POESIA E RABBIA IN RIMA
DALL'AQUILA GIOVANE, VIVA E UNDERGROUND

Pubblicazione: 16 agosto 2016 alle ore 09:28

Gianpaolo Evangelista detto Ge world
di

L'AQUILA - "Sì, questa è una città per giovani e per artisti, proprio perché da fuori sembrerebbe non esserlo. Mi spiego meglio: è proprio questa visione di cosa è diventata la città, opprimente e chiusa, che sta portando alla ribalta tante realtà artistiche, è proprio questa non possibilità dichiarata di poter fare le cose, che ci sta spingendo a farle e ad andare oltre".

Parole, questa volta non in rima e ritmate, di Ge world, al secolo Gianpaolo Evangelista, 21enne di Barisciano (L’Aquila), astro nascente del rap, intervistato da Abruzzoweb a margine delle prove, in uno studio nato a casa di Carlo Giampaolini in arte DJ Haine, altro giovanissimo talento aquilano, nel quartiere di San Sisto a L'Aquila.

Parole distanti dai giochi linguistici e dai mondi della vita delle nomenclature delle Istituzioni culturali e di onorevoli e assessori al ramo che ad esempio hanno visto come una jattura il naufragio impietoso della candidatura dell’Aquila a capitale europea per la cultura, un po’ per il blasone, e soprattutto per i milioni di finanziamenti che avrebbe portato.

Ge World del resto appartiene al proteiforme mondo della cultura underground aquilana, che autoproduce musica e arte, senza un euro di contributo, e senza che quasi mai la cultura ufficiale se ne accorga, muovendosi tra posti occupati e garage riadattati a sale prova e laboratori e che nel territorio trovano poche occasioni per esibirsi, visto che ad esempio le serate musicali di sagre e feste sono monopolizate dai gruppi pop e di liscio, o da talvolta stucchevoli cover band. E non sono poi i molti i locali che fanno musica dal vivo.

Gianpaolo assicura comunque, un pò controcorrente, che se c’è una cosa di cui andare orgogliosi all'Aquila è la crescita numerica e qualitativa del genere rap.

"L'Aquila - spiega il rapper - è una città alla quale sono molto legato, qui ho fatto il liceo artistico, ho scoperto la musica e la poesia, ho tanti ricordi ed amicizie. So bene che questa città in ricostruzione difficilmente tornerà come prima, ma so anche che ora qui posso confrontarmi con altre persone e altre realtà. Avverto un fermento, qualcosa che cresce, perché il seme era stato gettato da altri, anche prima del terremoto, ed ora la scena musicale, compresa quella del rap e dell’hip hop, è molto viva".

Il suo primo e unico disco lo ha pubblicato due anni fa, completamente autoprodotto, dal titolo “GE World”. In collaborazione con Riccardo Petracca, in arte Dr Peter.

Un rap impegnato e originale il suo: nelle 15 tracce dell'album, che tratta problemi sociali come la malasanità, la disuguaglianza e lo sfarzo del clero con l’intento di distruggere in rima i luoghi comuni, in cui si nota uno slang più rabbioso rispetto a quello attuale, che lascia quasi sempre il passo a parole belle e riflessioni per nulla banali.

Prossima sfida un concept album a cui Ge World sta lavorando in questi mesi, in collaborazione con Carlo Giampaolini, in arte dj Haine, e che ha come filo conduttore quello della donna.

"Parlo di donne reali, personaggi storici - spiega Gianpaolo - ma anche di donne immaginarie, che sono vissute nella fantasia di poeti e scrittori. In questo album, con dj Haine, che è un bravo saxofonista e ha studiato al conservatorio, vogliamo sperimentare anche a livello musicale, rispetto ad altri lavori, campioneremo infatti brani musicali suonati dal vivo da vari musicisti, non creati insomma da un programma informatico".

Si scopre infine come luogo comune quello secondo il quale i testi del rap siano solo maschilisti e sessisti.

Basta ascoltare l’ultima risposta in rima di Ge World all’intervista, un passaggio della canzone che sarà inserita nel prossimo album, dedicata a Ginger, una prostituta uccisa da Jack lo squartatore.

"Mary Jane, conosciuta come Ginger, fingere era il suo mestiere, fingeva di esser felice sottobraccio ad un cliente tra qualche altra meretrice, moriva e rinasceva come un'araba fenice, ogni giorno, ogni sera, ogni notte che c'era…sguardo profondo azzurro come il cielo d'agosto, pelle color burro, abiti verde bosso".



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