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IL TERREMOTO DI BARBARA, TRA CARO AFFITTI
E L'AQUILA CHE NON C'E' PIU', ''ANDRO' VIA''

Pubblicazione: 13 aprile 2017 alle ore 07:55

Barbara Poltrone, una giovane studentessa fuori sede, tra prima e dopo il terremoto del 2009
di

L’AQUILA - "Mi sono trovata a vivere due realtà universitarie completamente diverse qui all’Aquila: quella del pre-sisma 2009, e poi la situazione del post che mi ha traghettata fino ad oggi, fin quasi alla fine del mio periodo universitario aquilano".

Si sfoga così Barbara Poltrone, 30 enne di Giulianova (Teramo), iscritta nel 2005 alla facoltà di Biotecnologie dell’università dell’Aquila per poi scegliere poi Medicina e Chirurgia dopo il terremoto del 2009.

Oggi è un'aspirante medico legale, proprio come Alice Alleva, la protagonista dei romanzi di Alessia Gazzola, tradotti in tutto il mondo, alle prese con l'austero edificio che ospita la scuola di medicina legale a Roma.

"Sarà proprio quello il mio futuro - spiega ad AbruzzoWeb - con un pizzico di buona sorte e tanto studio. Oggi sono al rush finale, ho anche un piccolo lavoretto per essere autonoma come posso. Certo, gli anni all'Aquila dopo il 2009 sono stati davvero difficili".

"Il terremoto si è portato via la spensieratezza di tutti e le scosse dei mesi scorsi ce l’hanno ricordato - ricorda ancora oggi con commozione - abbiamo tutti pianto qualcuno. Fu un trauma incredibile sapere che nel crollo di via D’Annunzio morì Marco Santosuosso, di Giulianova come me, il più grande amico di mio fratello, un promettente studente di Ingegneria gestionale, che ad oggi non ha avuto giustizia!".

"Eravamo tutti molto spaesati - aggiunge - io non ero convintissima della scelta sulla facoltà, venivo da due anni di biotecnologie e altri due di tecniche della prevenzione. E ad un certo punto, mi sono resa conto che la mia vita qui sarebbe cambiata, così ho voluto dare una svolta anche per la scelta degli studi".

Passati i test, nel 2010, sono cominciati i problemi, egati alla decentramento abitativo, il caro affitti, la mancanza di comunicazione, i trasporti pubblici non all'altezza della situazione.

"L’università all’inizio era nel caos, ma era normale, non sapevo, non sapevamo dove andare, dove sbattere la testa insomma! Non si trovava una casa, una stanza, ad un prezzo onesto o comunque accettabile".

Anche perché il mercato immobiliare studentesco, fino al 2009, si aggirava intorno ai 100/130 euro per una doppia e un massimo di 180 per la singola.

Prezzi lontanissimi da quelli attuali, secondo Barbara. 

"Adesso con meno di 180 euro, una doppia non la prendi e spesso oltre a essere dislocata male e non fornita da mezzi è anche poco confortevole. Una singola si aggira intorno ai 230/250 euro. Per non parlare dei mezzi pubblici! Fino al 2009 era molto più facile spostarsi, ma poi sono stati ridotti, impedendo a noi studenti anche il normale svolgimento delle lezioni visto che per varie esigenze si vive a molti chilometri di distanza dalla propria università".

Ora, secondo Barbara, la situazione didattica è tornata alla normalità "grazie anche al lavoro assiduo e costante di tutti i rappresentanti degli studenti che non ci hanno mia fatto mancare il loro sostegno, ma soprattutto si sono interfacciati con il rettorato e i docenti".

L’unica pecca attuale sembra essere l’organizzazione delle sedute di laurea. 

"Hanno concentrato il tutto in due giorni, discussione il venerdì e proclamazione il sabato. Durante l’ultima seduta del 24 e 25 marzo scorsi, in quell’aula non si respirava".

Ma non è solo una questione logistica, soprattutto scomoda per i tanti fuori sede. 

"La mia facoltà ha tanti studenti del sud Italia che non hanno potuto avere la gioia di avere parenti e amici vicino in quel giorno. Una trasferta di due giorni non è nelle disponibilità di tutti, ma soprattutto l’aula che abbiamo, con contiene la media dei 30 neolaureandi con famiglie al seguito".

E la movida? Quanto è cambiato il modo di passare buon tempo per gli studenti aquilani? 

"Quelle belle serate in centro sembrano appartenere a una vita fa. Si, c’è qualcosa, ma ristretto in due giorni alla settimana, l’unico locale che offre qualcosa il mercoledì è l’Andalusia, ma ha deciso di fare lista, quindi o ci sei o non ti fanno entrare".

"E poi soprattutto, come ci vai? "Non ci sono abbastanza mezzi e un taxi, per portarti dalla fontana a via Aldo Moro, si prende 12 euro senza accendere il tassametro. E non è per sentito dire, ma una breve storia triste che mi ha visto protagonista!".

Anche se, ammette, "con il mio gruppo storico di amici siamo stati fortunati, perché abitiamo tutto sommato vicini. Io ho la macchina e la zona in cui viviamo ci consente di muoverci anche a piedi la sera. Per cui il giorno si studia e la sera si va al Boss, mi piace tantissimo! E poi, gravitiamo ancora in quella zona, dove si sta ricreando una bella socialità", cioè la vita che torna a brulicare nel centro, fatta dalle persone che via via rientrano nelle case ricostruite.

"Si stanno restituendo alla città questi tesori architettonici che è davvero un piacere e un emozione alzare gli occhi al cielo con il calice in mano e vedere queste finestre accese che tentano di dare un segnale di vita".

"Mi dispiace tantissimo in ogni caso dover andare via  - ammette con rammarico in conclusione - ma purtroppo come in altre città d'Italia è stata chiusa la scuola di medicina legale. Il terremoto, purtroppo, ci ha tolto la serenità, ma alla fine posso dire che sono stati anni importanti. Un'esperienza che mi ha fatto crescere ancora di più".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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