IL TERREMOTO IN MARSICA DIVIDE GLI ESPERTI:
''ATTIVA NUOVA FAGLIA'' ,''MA NO ALLARMISMI''

Pubblicazione: 11 settembre 2017 alle ore 20:58

L’AQUILA - Voci dissonanti, tra gli esperti, sulla natura e la possibile evoluzione del terremoto di magnitudo 3.7 che domenica sera ha all’improvviso sconvolto la Marsica, zona dell’Aquilano silente da un bel pezzo.

Se per l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) con i suoi massimi vertici si tratta di una nuova faglia in una nuova sequenza, per il geologo dell’Università dell’Aquila Antonio Moretti questo sisma è solo “uno dei tanti su una delle tante strutture attive dell’Italia, non mi è piaciuta la maniera di presentarlo dell’Ingv”.

Di tenore simile, ma con un occhio sempre alla prevenzione, la posizione del sismologo Christian Del Pinto, per il quale “la faglia ci ricorda di essere attiva, ma non è quella del 1915, inutile fasciarsi la testa e difficile aspettarsi un evento di magnitudo 7 dopo soli 100 anni”.

INGV: “SI E’ ATTIVATA UNA NUOVA FAGLIA”

Per l’Ingv “la novità di questo sisma è soprattutto nel non avere alcuna relazione con la sequenza sismica del 24 agosto 2016”, come ha osservato il sismologo dell’Istituto Fabrizio Galadini, responsabile della sede dell’Aquila.

“Questo terremoto non si colloca nella stessa zona e nemmeno in una zona adiacente - ha aggiunto - Si tratta, perciò. di una nuova faglia”, che si è attivata in una zona altamente sismica e ben nota agli esperti.

“La Marsica occidentale è una zona caratterizzata da faglie note e studiate da tempo”, ha fatto notare Galadini.

Una di queste è la faglia del Fucino, responsabile del terremoto di Avezzano, di magnitudo stimata 7.1, che nel 1915 provocò la distruzione della città e numerose vittime.

Undici anni prima proprio la zona di Scurcola Marsicana era stata colpita da un terremoto di magnitudo stimata 5.7 che aveva provocato danni anche a Magliano de’ Marsi e Rosciolo de’ Marsi.

In tempi più recenti la stessa area è stata scossa da terremoti confrontabili a quello avvenuto nella serata di ieri: il primo di magnitudo 3.8 del 9 gennaio 2011, seguito il 13 gennaio da una scossa di magnitudo 3.5.

Difficile, al momento, poter dire di più su un terremoti come questo: “Il punto di riferimento è solo un piccolo evento sismico e al momento - ha rilevato Galadini - è difficile attribuire un unico evento a una certa faglia: non è sufficiente per ricostruirne la geometria”.

Oltre alla faglia del Fucino, un’altra faglia ben nota della Marsica è quella del Monte Velino-Magnola, ma al momento non ci sono elementi per stabilire un eventuale legame tra queste con il terremoto del 10 settembre.

Le parole di Galadini ricalcano quelle pronunciate a caldo dal presidente dell’Ingv, il geologo Carlo Doglioni.

“Sicuramente si è attivata un’altra struttura - ha detto - Questo terremoto è avvenuto in una zona a Sud di Campotosto e vicinissima ad Avezzano, sede del terremoto del 1915: una delle zona più sismiche d’Italia”.

“Nei prossimi giorni seguiremo la situazione con la massima attenzione per capire se si tratta di una sequenza oppure di un evento isolato”, ha concluso Doglioni.

MORETTI: “LASCIANO INTENDERE CHE SIA L’INIZIO, NON E’ COSI’”

“Il terremoto di Scurcola? È uno dei tanti su una delle tante strutture attive dell’Italia, ce ne sono centinaia ogni anno”, ribatte invece il professor Moretti.

“Quel che non mi è piaciuto - dice - è stata la maniera di presentarlo del presidente dell’Ingv Carlo Doglioni, per il quale si sta attivando una nuova faglia: detta così, con questa scelta di parole, lascia intendere che sia l’inizio e che nel futuro potrà dare luogo a una crisi sismica, così non è”.

“È una scelta non casuale volta a cercare di allarmare le persone. C’è stato un rilascio di energia, né più, né meno”, aggiunge Moretti che precisa come “tutto quello che studio e interpreto è basato sui modelli di Doglioni, è un grande geologo, esperto delle placche”.

“Tutta la nostra penisola sta continuamente muovendosi verso l’Adriatico - ricorda Moretti - ogni anno fa un centimetro circa, quindi ogni tanto scricchiola da qualche parte”.

“Se il terremoto di Scurcola ha legami con altre strutture, come quelle di Amatrice e L’Aquila? Tutta l’Italia è collegata - chiosa - ma questa non è particolarmente collegata ad altre strutture”. Marco Signori

DEL PINTO: “MONITORARE, MA INUTILE FASCIARSI LA TESTA”

“Si è mossa la faglia di Rosciolo e Magliano, che produsse nel 1904 un evento di magnitudo stimata di circa 5.6. Si è mossa anche nel 2011, con un evento sempre isolato. Ha una dinamica che, rispetto ai tempi umani, è molto lenta. Non è assolutamente la faglia del 1915, un nuovo evento 7 non me lo aspetterei”.

Così il sismologo aquilano Christian Del Pinto ad AbruzzoWeb invita a prendere con il giusto peso, senza sottovalutare ma anche senza allarmismi, l’evento di domenica sera.

“Secondo alcuni modelli, il terremoto del 1904 fu uno dei precursori di quello del 1915, ma le condizioni sono cambiate - prosegue - Non mi aspetto che una faglia in grado di scatenare un 7, dopo 100 anni si sia già ricaricata”.

“Considerando l’evento isolato, questa faglia ci ricorda di essere attiva. Quest’evento va controllato e studiato, perché appartiene all’area più pericolosa d’Abruzzo, l’unica che fin qui ha portato a un evento di magnitudo 7 - ribadisce - Di sicuro la Marsica va monitorata, ma teniamo conto che un solo 3.7 non fa statistica, inutile cedere ad irrazionali allarmismi”.

L’invito conclusivo è sempre lo stesso: “Non abbiamo certezze su quello che succederà, bisogna continuare a fare prevenzione”, conclude. Alberto Orsini



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