IL VOLTO RITROVATO DI GESU': IL DOCUFILM
SU MANOPPELLO TRA STORIA E MISTERO

Pubblicazione: 29 giugno 2017 alle ore 07:02

Il Volto Santo di Manoppello
di

L’AQUILA - Un velo di pregiato tessuto in rarissimo bisso marino, racchiuso da secoli tra due cristalli di rocca e due anni di riprese, interviste, testimonianze e ricerche per ricostruirne la storia: sono gli ingredienti del docufilm Il Volto ritrovato di Gesù, realizzato dai registi abruzzesi Fabrizio Franceschelli e Anna Cavasinni.

Un lungo, misterioso viaggio nei luoghi, nella storia e nelle leggende che hanno reso il Volto Santo, custodito nella cittadina di Manoppello (Pescara) e considerato uno dei maggiori simboli della cristianità. 

La reliquia, venerata fin dall’Anno Santo del 1300, ritrae il volto di un uomo con i capelli lunghi e la barba, la bocca storta da una parte, delle macchie di sangue in alcune parti del viso e dopo infiniti e ripetuti studi e analisi, è risultata essere coincidente in almeno 12 punti con il volto della Sacra Sindone di Torino.

Il velo porta con sé qualcosa come duemila anni di storia, secondo l’ultima datazione attribuita: che si voglia guardare quel viso, più o meno nitido a seconda della luce che lo colpisce, da laici, scettici o profondamente credenti, è innegabile il fascino del mistero che lo avvolge.

In 85 minuti di filmati, i due registi originari di Chieti hanno cercato di spiegare in che modo il Volto Santo abbia assunto nel corso dei secoli una importanza enorme per le popolazioni locali. 

“Sono un po’ frastornato - racconta ad AbruzzoWeb Franceschelli, che è anche da molti anni regista e inviato della trasmissione di Rai 3 Chi l’ha visto? - È stato un lavoro, un percorso che mi ha dato modo di pensare e di riflettere. Non ci sono certezze, ma delle possibilità. Un ventaglio di possibilità che vanno al di là della nostra percezione della quotidianità”.

Difficile dunque, se non impossibile, dare una spiegazione logica alla cosa, senza soffermarsi a pensare anche per un solo istante che le cose siano andate così come si raccontano e tramandano: quel volto potrebbe essere sul serio l’impronta del Cristo.

A differenza dei tratti che segnano il lino della Sacra Sindone, nel velo di Manoppello gli occhi dell’uomo sono aperti, l’espressione tranquilla e rassicurante. 

“Circa due anni fa - ricorda Franceschelli - presentavamo un altro documentario sulla fuga del re durante la guerra. In quell’occasione l’arcivescovo di Chieti, monsignor Bruno Forte, ci diede lo spunto per iniziare le nostre ricerche sul Volto Santo. Pur essendo io e Anna Cavasinni, mia moglie, originari di queste zone, non avevamo mai pensato a realizzare un documentario che parlasse di questo oggetto, venerato da migliaia di pellegrini ogni anno, provenienti da tutto il mondo cristiano”. 

Nel documentario sono raccolte le testimonianze, le voci e i racconti delle persone che vivono a Manoppello e possono descrivere i miracoli attribuiti all’intercessione della sacra immagine, per la prima volta ufficialmente riconosciuta come raffigurazione del Cristo anche dal Vaticano, solo nel gennaio di quest’anno.

Trovano spazio, nel filmato, anche le esperienze di studiosi, tecnici, religiosi e non, che hanno esaminato da vicino ogni millimetro del prezioso tessuto, il bisso appunto, ricavato dai filamenti prodotti da un mollusco che vive nei fondali del Mediterraneo e riconosciuto come tale da Chiara Vigo, sarda, l’unica persona al mondo a conoscere le tecniche di tessitura del bisso e a continuare a lavorarlo.

Racconta la sua esperienza suor Blandina Paschalis, per esempio, studiosa della Sacra Sindone, che dopo una iniziale incredulità, scoprendo lei stessa i tanti punti di perfetta sovrapposizione dell’impronta di Manoppello con il volto della Sindone stessa, ha ammesso di aver dovuto aprire il suo cuore all’evidenza dei fatti.

“Fino al 1527 i pellegrini si recavano a Roma non per vedere il papa, ma per adorare questo lembo di stoffa preziosa - spiega Anna Cavasinni, regista - salvato poi dai saccheggi operati dai Lanzichenecchi e portato da un misterioso personaggio al convento dei frati cappuccini di Manoppello, dove è rimasto”.

C’è un’incongruenza di date sul periodo esatto dell’arrivo nella cittadina dell’entroterra pescarese della reliquia: in un testo di tale padre Donato Da Bomba viene indicato l’anno 1506, ma “sembrerebbe essere stato un piccolo trucco, il retrodatare l’arrivo del Volto Santo - racconta ancora la Cavasinni - per evitare che da Roma ne rivendicassero il possesso”.

“Il bello del santuario di Manoppello che custodisce l’immagine sacra è la semplicità - continua la regista - e nella semplicità trovano spazio i miracoli che nel corso degli anni sono stati riconosciuti: come le due donne scampate all’annegamento dopo aver invocato la protezione del Volto Santo, nonostante fossero scivolate l’una in un torrente in piena, l’altra in uno specchio d’acqua profondo sette metri”.

“Questa sacralità è importante, si osserva l’immagine di uomo che, nonostante le tracce di sangue sul volto sfigurato, ha un'espressione dolcissima sulle labbra, un’immagine di una spiritualità elevatissima. Nutrimento per chi ha fede” esprime con emozione.

“Le difficoltà affrontate per realizzare questo documentario sono state immense. Noi partiamo sempre con entusiasmo, però ci autofinanziamo per progetti come questo che per noi significano riscoprire le nostre radici, trasmettere cosa c’è di importante nella nostra regione”.

Il documentario sarà presto tradotto in sei lingue per portare anche all’estero un viaggio nel mistero che avvolge forse il più importante simbolo della cristianità.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui