ILARIA, LA MISS DI CAPODANNO: ''VIVERE E' SOGNARE, SARO' ATTRICE''

Pubblicazione: 01 gennaio 2012 alle ore 10:17

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PESCARA - Ilaria Camplone, diciottenne pescarese ben nota agli operatori del mondo della moda, è la miss di Capodanno di AbruzzoWeb.

La incontriamo in un pomeriggio invernale. La sua foltissima chioma riccia non può passare inosservata. Alta, snella, pelle olivastra, il sorriso simpaticissimo è il suo segno distintivo.

Il servizio fotografico lo realizziamo dopo aver esaminato attentamente il suo guardaroba, caotico e completo di tutto, dal casual all’elegante senza dimenticare qualche capo sensuale.

Ciao Ilaria, già ti abbiamo incontrato in passato come partecipante a molti concorsi di bellezza. Prima di affrontare l’argomento moda, parliamo un po’ di te.

La mia età già la conoscete. Ho compiuto la maggiore età proprio il 12 scorso. Sono una delle quattro pesti che girano in casa Camplone, la seconda arrivata per l’esattezza. Mio fratello Matteo ha 19 anni e poi ci sono Alessia di 10 e Gianmarco di 9 anni. Con i miei genitori c’è un rapporto ormai consolidato di amore e odio, come in tutti i rapporti tra genitori e figli. Ma sicuramente prevale l’amore in tutto. Con mamma ho un rapporto bellissimo, è come una sorella maggiore, dinamica e giovane. Mio fratello sta iniziando a scoprire il suo essere quindi spesso si chiude in sé e si capisce solo lui. Con Gianmarco e Alessia invece ho un rapporto totalmente diverso. Sono una seconda mamma per loro quando la nostra non c’è.  Mi diverto con loro e intanto ripasso i miei vecchi giochi d’infanzia che per fortuna sono gli stessi: ho l’occasione di rimanere un po’ bambina anche se preferisco sentire il peso dei miei diciotto con amici più grandi o coetanei.

Il passaggio dall’adolescenza alla maggior età è stato sofferto? Temuto? Agognato?

È stato aspettato con ansia forse per la forte voglia di sentirmi importante e autonoma ma, in fin dei conti, non è cambiato nulla, sia perché purtroppo non sono effettivamente ancora autonoma, visto che vivo ancora con i miei genitori, sia perché comunque, grazie al cielo, mi hanno sempre lasciata abbastanza libera di scegliere con la mia testa quindi, spero, sono maturata molto prima del previsto. La differenza di responsabilità la sento comunque e se in un momento di ‘infantilite’ acuta me la dimentico, ho i miei che continuamente mi assillano e me la rinfrescano.

I tuoi studi come procedono?

Bene, sono al quinto anno di studi del liceo artistico. Ho scelto questa scuola perché mi piace disegnare e comunque l’arte in generale. Non amo attenermi troppo a stili consolidati, ma piuttosto preferisco sperimentare le mie nuove idee.

Sappiamo che tuo padre è un giornalista. Non ti piacerebbe seguire le sue orme?

Ho collaborato con papà scrivendo alcuni articoli per il quotidiano Il Centro.  Me la cavo anche abbastanza  bene, ma per ora ancora non subisco il fascino della carta stampata. Il giornalismo penso sia un settore che ti deve piacere veramente altrimenti non riuscirai nemmeno a scrivere una semplice frase. Con la voglia e il piacere invece le dita scivolano veloci sui tasti e tutto viene da sé senza nemmeno pensarci!

I tuoi disegni a cosa si ispirano?

Alla vita di tutti i giorni sicuramente, ma il mio estro lo esprimo al meglio disegnando vestiti e ritratti di persone. Ho provato a fare due o tre volte anche il mio autoritratto e ho appurato quanto possa incidere la psiche sul risultato finale. In base al mio stato d’animo e all’umore cambia l’espressione nel mio volto, a volte triste e malinconica.

Come vivi la moda in generale e cosa è stato ed è per te il mondo dello spettacolo?

Non mi piace assolutamente essere come tutti gli altri. Seguo la moda, ma di certo non mi metterei mai un vestito che non mi piace anche se è d’ultimo grido. Preferisco uno stile tutto mio o comunque un qualcosa che mi faccia stare bene e che rispecchi il mio modo di essere. Le persone che non hanno un proprio gusto ma che si affidano alle riviste o ai manichini che incontrano nei negozi le considero, senza presunzione,  prive di personalità e con poco gusto estetico. Anche perché la maggior parte delle volte vengono proposti capi abbastanza kitsch, messi in vetrina proprio per catturare l’attenzione, e chi li compra pensando di aver fatto un acquisto meraviglioso che scatenerà l’invidia di tutti, alla fine non ottiene altro che gran risate ironiche e sarcastiche.

E da protagonista in passerella come hai vivi questo mondo?

È piacevole, un piccolo lavoro ogni tanto che mi permette di guadagnare qualcosa e spenderlo nei miei sfizi. In passato mi sono dedicata molto ai concorsi di bellezza con i quali ho ottenuto varie fasce in Miss Grand Prix, Miss Italia, Italian Star, Ragazza Cinema Ok , Winter Model, Miss Adriatico , Miss Mediterraneo. Veramente molti: forse sono la ragazza che ne ha fatti di più in assoluto! Ho ottenuto bei risultati che mi hanno portato a fare belle esperienze in passerella, a essere più sicura di anche nella vita, sicuramente divertirmi e conoscere nuove persone.

Ottime esperienze e vetrine quindi?

Per me lo sono stati. Ne sono uscite fuori alcune sfilate per le quali sono stata retribuita, una cosa giusta ma che, purtroppo, non avviene spesso. Grazie a uno dei concorsi sono riuscita a entrare nel cast di Storie di borgata, lungometraggio che abbiamo girato ad Agropoli e a Roma nell’estate scorsa. Un’esperienza meravigliosa, durata 15 giorni , durante la quale sono stata per la prima volta fuori casa da sola. Ho provato intanto l’emozione di recitare in un set cinematografico vero, che è una delle cose a cui aspiro di più nella vita.

Per essere accolta nel cast del film avrai dovuto studiare recitazione, giusto?

Si certo, sono ormai al quarto anno di studi di recitazione nello Smo di Pescara, diretto da Giampiero Mancini. Seguo il corso di recitazione e dizione. È un corso finalizzato non solo al lavoro ma anche alla vita di tutti i giorni. Utile a conoscere se stessi e a comportarsi nel giusto modo in ogni momento della giornata proprio perché la scuola non insegna solo a imparare a parlare senza inflessioni, ma soprattutto a dare la giusta espressione a quel che si dice tenendo conto del contesto e della persona che si ha davanti.

Il tempo libero come lo impegni?

Nel poco tempo libero che mi rimane vado in palestra, amo la lettura, moltissimo , e amo anche il mio ragazzo Manuel, 25 anni, di Martinsicuro (Teramo). Ci siamo conosciuti in una sfilata esattamente un anno fa e siamo sempre rimasti in contatto fino a quando, sei mesi fa, ci siamo resi conto di piacerci e abbiamo iniziato questo piccolo viaggio insieme. Vedremo come andrà a finire.

Il tuo fidanzato come prende il tuo interesse per le passerelle?

Per fortuna bene. Da modello riesce a concepire e appoggiare il mio interesse nella moda ed è anche il primo fidanzato che lo fa. Gli altri erano stati tutti contrari fino a ora. La mentalità di Manuel non è molto diffusa, qui sembra di essere nella Sicilia di inizio secolo. Bisognerebbe capire che lavorare nella moda non equivale a essere una poco di buono o un’esibizionista, ma essere protagonista per una serata e divertirsi in modo sano in un ambiente che, se scelto bene, ti dà anche belle soddisfazioni.

La personalità di un soggetto si capisce dal suo armadio o, in particolare per le donne, dalle scarpe. Descrivici il tuo!

È assolutamente pieno di vestiti, dalla cosa più semplice e comoda alla cosa più raffinata ed elegante. Non ho un mio stile preferito e definito. Cambia in base al mio stato d’animo e in base all’occasione. Di certo preferisco i colori freddi come il blu, azzurro, grigio, nero. Amo il cotone e la comodità, i jeans sono la mia seconda pelle. Li indosso quasi sempre sia sotto forma di minigonna che di pantaloni.

Le scarpe, invece?

Le mie scarpe sono come i vestiti. Passo dalle ballerine agli stivali altissimi con tacchi vertiginosi. Colori abbastanza neutri, non forti. Non mi piace catturare l’attenzione con colori o vestiti, ma con uno sguardo, un sorriso o il mio modesto fisico.

E per conquistare il tuo lui?

Sorrisi, simpatia e solarità. Nei momenti intimi c’è un reciproco scambio di coccole. Siamo ingordi entrambi di dolcezze. Tra i tanti capi ne ho uno che gli fa perdere la testa. Un cappello grigio di lana tipo francese che, quando voglio farmi perdonare un torto compiuto o stuzzicarlo nelle fantasie, lo indosso inaspettatamente. Lui sorride e si squaglia.

Il servizio fotografico com’è andato?

Il book è un risultato ottenuto dopo ore di lavoro. Mi è piaciuto molto, mi sono divertita soprattutto a far innervosire il fotografo che perdeva la pazienza perché chiudevo continuamente gli occhi a ogni flash. Per giunta non sono poi molto celere nel cambiarmi d’abito, quindi diciamo che il lavoro è stato più che altro una commedia teatrale degna della firma di Carlo Goldoni! Ne sarebbe uscito fuori una gran sceneggiatura e invece giudicate voi il risultato, penso molto valido. Abbiamo affrontato diversi stili, dal più naturale, destinato ai casting cinematografici, al più aggressivo e di tendenza destinato ai lavori nella moda.

Chiudiamo come al solito chiedendoti un motto che ti accompagna nella vita e in questo 2012 appena iniziato.

“Non dire mai che i sogni sono inutili perché è inutile la vita di chi non sa sognare”.  Non penso che occorrano spiegazioni. Mi rappresenta pienamente, forse sarò un’illusa, ma nell’illusione preferisco continuare a vivere!



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