IMPRESA 4.0: L'AD MICROSOFT, ''CON IDEE, INNOVAZIONE
E GIOVANI ANCHE IN ABRUZZO POSSIBILE SILICON VALLEY''

Pubblicazione: 07 marzo 2017 alle ore 14:37

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L'AQUILA - "Qui nel territorio aquilano, come altrove la la cosa più importante è la capacità di aggregare ciò che porta e crea valore. Guardate la Silicon Valley: è nata con un grande investimento pubblico del ministero della difesa americana,poi sono arrivate due università importanti che hanno formato giovani con delle idee e poi le famose start up, che proprio perché c'erano investimenti pubblici e giovani ben formati, hanno investito in quella zona di San Francisco. E oggi è una valle di innovazione spettacolare. Ma oggi non bisogna essere san Francisco per creare quella ricchezza. Si può fare anche qui".

A spiegarlo l'amministratore delegato Microsoft, Carlo Purassanta,  all'auditorium Dompè, all'Aquila,  nel corso  del road show “Impresa 4.0 Trasformazione competitiva digitale”, organizzato da Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, in collaborazione con Confindustria Chieti- Pescara. All'appuntamento  ha partecipato anche Marco Gay, presidente Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Fracassi, presidente Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, Gennaro Zecca, presidente Confindustria Chieti-Pescara.

L'industria 4.0, al centro del dibattito a cui hanno partecipato numerosi imprenditori abruzzesi,  viene definita come un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. Secondo un recente rapporto della multinazionale di consulenza McKinsey le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell'ambito di quattro direttrici di sviluppo: la prima riguarda l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività, e si declina in big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione.

"Sicuramente l'economia 4.0 è una nuova rivoluzione - ha a sua volta spiegato Gay - che sta impattando  in tutte le industrie compreso il settore dei servizi. E parlare di 4.0 in un territorio in ricostruzione come quello aquilano e abruzzese e è importante. Qui da 900 unità produttive, 630 si sono ricollocate nel post sisma. E questo è un segno di buona resilienza. Ed  è un buon segnale che le aziende di questo territorio chiedano infrastrutture.  Devo dire che qui a L'Aquila per fortuna vanno avanti i lavori, anche se non con la velocità che imprese e cittadini avrebbero voluto. Tutto  il territorio del cratere può attrarre investimenti, ma serve un grande lavoro per realizzare infrastrutture materiali e immateriali".

Molto però deve fare ancora l'Italia, ha aggiunto Purassanta.

"Ci sono dati pessimi per l'Italia: 25 miliardi  di mancati investimenti nel digitale ogni anno. La media europea è di  6.9 per cento del Pil,  l'Italia è appena al  4.7, la metà di Francia e Germania.  Rischiamo di non agganciare una rivoluzione in atto: quella che nasce dalla capacità di interagire con gli oggetti, in cui l'informazione e l'interattività non è solo dentro un pc o uno smartphone, ma in tanti oggetti di uso quotidiano.  Ogni anno raddoppiano dati a disposizione prodotti.  Ed estrarre valore diventa asset. Prendiamo Uber: 500 persone di 30 anni con zero asset in 6 anni, solo lavorando sui dati, hanno creato un valore di  70 miliardi di euro.  Quasi il doppio della Ford".

Il segreto per Purassanta è poi quello di puntare sui giovani.

"Il segreto è far diventare un fattore comune nuove idee vincenti. E vanno coinvolti i giovani: la miglior cosa è far lavorare, coinvolgere ragazzi che stanno finendo l'università. Per fargli fare tesi su nuovi paradigmi di innovazione dell'azienda, come il  mutamento di relazione con il cliente, sul come posso mettere più tecnologia nel prodotto, su come rendo più tecnologico e funzionale l'ecosistema della mia azienda, su come trasformo i processi. I ragazzi che sono nativi digitali possono fare molto meglio degli adulti".

 



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