INCENDI: ASSODIPRO AI SINDACI,
''CHIEDETE RICOSTITUZIONE
DEL CORPO FORESTALE''

Pubblicazione: 04 settembre 2017 alle ore 10:12

Un canadair durante l'incendio di Secinaro (Julian Civiero)

L'AQUILA - "Non assecondare le manovre politiche e demagogiche di amministratori regionali e nazionali, che vogliono spostare il discorso sul post-emergenza (futuri ed improbabili rimboschimenti…) per attingere a fondi di cui solo poche briciole finiranno sui territori da voi amministrati, con una logica di spartizione clientelare e/o di appartenenza politica!".

È la richiesta ai sindaci abruzzesi che arriva da Assodipro, associazione che da anni operare in difesa del pieno esercizio dei diritti individuali e collettivi del personale militare in servizio e in quiescenza, all'indomani dell'emergenza incendi che ha interessato l'Abruzzo.

In una lettera aperta ai primi cittadini (pubblicata integralmente sotto), il responsabile dell'Aquila dell'associazione Assodipro, Solidarietà, diritto e progresso, Ezio Di Cintio, fa notare come "sulla lotta agli incendi boschivi siamo tornati indietro di 40 anni. E a pagare sarà il Paese intero: ora con gli incendi, che sono sempre dolosi e colposi, poi quando arriveranno le piogge, con frane e alluvioni".

Assodipro spiega anche come sia sbagliato "pensare che sia un canadair a spegnere un incendio. Un lancio d'acqua, di liquido ritardante, sicuramente serve ma solo se a terra c'è una squadra che sa fare il suo lavoro di contenimento delle fiamme e di bonifica del territorio. E invece queste squadre non ci sono più, non ci sono più i forestali".

LA LETTERA AI SINDACI

L’Associazione AS.SO.DI.PRO., Sezione Sicurezza e Ambiente, si rivolge a voi sindaci di tutti i Comuni dell’Abruzzo perché sappiamo che siete i custodi del territorio e l’espressione democratica delle realtà locali, delle vostre popolazioni, ed è per questa vostra posizione che crediamo fermamente che ripartendo dal basso, dai Comuni, dai cittadini si possono invertire le scelte di governi incompetenti e presuntuosi perché troppo lontani dalla gente e dal territorio su cui vive!

Per farvi carico di questo compito delicato e fondamentale che voi amministratori avete è giusto che ci sia anche il contributo di coloro che fino al 31 dicembre 2016 hanno svolto (per 200 anni!) la funzione più importante (anche se la meno visibile!) per la stabilità idrogeologica dei territori e per la conservazione della natura: gli uomini dell’ex Corpo Forestale dello Stato che hanno da sempre gestito le emergenze legate agli incendi ed è solo per questo motivo se negli anni passati non hanno mai assunto le dimensioni di quest’anno.

Sì, perché il motivo della tragedia di questi giorni non è come si dice che quest’anno ci sono state più accensioni criminali e condizioni meteo più favorevoli (pensiamo al 2007…), ma che i forestali, professionisti nello spegnimento e conoscitori del bosco e del territorio, sono stati coattivamente militarizzati e gli è stata di fatto sottratta la competenza!

Per affrontare un incendio boschivo ai forestali erano richieste competenze di selvicoltura, botanica, chimica, meteorologia. Dovevano prendere decisioni rapide, su terreni che peraltro conoscevano alla perfezione, e senza sperare negli elicotteri.

È un'altra delle assurdità di questi giorni: pensare che sia un canadair a spegnere un incendio. Un lancio d'acqua, di liquido ritardante, sicuramente serve ma solo se a terra c'è una squadra che sa fare il suo lavoro di contenimento delle fiamme e di bonifica del territorio. E invece queste squadre non ci sono più, non ci sono più i forestali, che erano quelli abilitati a farlo, e questo disorienta la gente che li vede con la divisa dei carabinieri ma non più sul campo a operare. Eccolo il danno della riforma Madia: aver appiattito tutto.

È merito di questa operazione allucinante se il Corpo Forestale è stato umiliato e annientato. E ora ne vediamo le conseguenze: sulla lotta agli incendi boschivi siamo tornati indietro di 40 anni. E a pagare sarà il Paese intero: ora con gli incendi, che sono sempre dolosi e colposi, poi quando arriveranno le piogge, con frane e alluvioni.

Eppure la riforma sembrava ineluttabile, poche le voci a difesa del CFS, scandaloso anche questo e per addolcire la pillola si è detto che la riforma avrebbe lasciato tutto come prima. Ma allora perché farla?

Se bisognava razionalizzare le forze di polizia: ma perché farlo solo alle spese di 7mila forestali, lasciando per giunta intatti i comandi regionali forestali delle Regioni e Province autonome (Sicilia, Sardegna, Trentino, ecc.,..)?

Risultato: Arma e Vigili del Fuoco si sono divisi uomini e mezzi, con il personale ex CFS considerato “sgradito ospite” in casa altrui, e i mezzi lasciati inutilizzati.

Vi invitiamo a non assecondare le manovre politiche e demagogiche di amministratori regionali e nazionali, che vogliono spostare il discorso sul post-emergenza (futuri ed improbabili rimboschimenti…) per attingere a fondi di cui solo poche briciole finiranno sui territori da Voi Amministrati, con una logica di spartizione clientelare e/o di appartenenza politica!

Vi invitiamo a chiedere con forza la ricostituzione del Corpo Forestale dello Stato, perché è ancora possibile, come dimostra il rinvio del Tar di Pescara (dietro uno dei migliaia di ricorsi da noi ex Forestali presentati) alla Corte Costituzionale, contro la cosiddetta Legge Madia e suoi decreti applicativi… perché oltretutto presentano diversi motivi di incostituzionalità!

Il nostro è un grido di dolore: il Paese aveva bisogno del Corpo Forestale, semmai più snello e sburocratizzato, non certo militarizzato com'è stato fatto. Ma non hanno voluto ascoltare niente e nessuno. E a pagarne le conseguenze siamo stati solo noi forestali, perché noi tali siamo e ci sentiamo, ma sarà tutto il Paese!

Speriamo che tutti coloro che hanno compiuto questo errore madornale senza capire il danno che hanno procurato al Paese abbiano l’umiltà di riconoscerlo e correggerlo.

Il popolo italiano gliene sarà grato!

Passata l’emergenza AS.SO.DI.PRO. organizzerà un incontro dibattito sul tema "non si può fare a meno del Cfs per gli incendi boschivi, il vincolo idrogeologico, la cura e salvaguardia dei boschi e delle foreste" dove tutti voi siete invitati a partecipare.



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