CONAPO, ''POCHI VIGILI, SENZA MEZZI E SOTTOPAGATI, ERA PREVISTO!'';
SI PORTA CASO IN PARLAMENTO, M5S ATTACCA LA REGIONE ABRUZZO

INCENDI: DOMATO ROGO CAMPO IMPERATORE
MA FIAMME SVALICANO, CANADAIR A RIGOPIANO

Pubblicazione: 07 agosto 2017 alle ore 10:04

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L'AQUILA - È stato spento ieri sera l'incendio divampato sabato a Campo Imperatore, per il quale 6 persone sono state identificate nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila: è dal loro barbecue che sarebbe partito il rogo che ha divorato la prateria di Fonte Vetica e il bosco sovrastante.

Le fiamme, tuttavia, a causa del vento hanno svalicato il crinale della catena montuosa del Gran Sasso e si dirigono verso Farindola, sul versante pescarese, dove sono in azione tre mezzi aerei, un elicottero e due canadair, mentre dieci uomini del comando provinciale dei vigili del fuoco stanno operando da terra.

Secondo i vigili grazie al contributo dei velivoli l'incendio sembra si stia placando, nonostante le difficoltà di volo dovute alle nuvole.

A bruciare è la zona della cima del Monte Siella, sopra Rigopiano, nel territorio comunale di Farindola, da dove il 18 gennaio scorso si è staccata la valanga che ha travolto il resort. Il timore era che il fuoco raggiungesse il canale della slavina, dove c'è abbondante presenza di detriti e legna secca, ma il peggio è stato evitato.

Un canadair ha effettuato lanci in mattinata anche a Santi di Preturo, frazione a ovest del comune dell'Aquila, dove ieri pomeriggio è divampato un altro rogo, in una zona particolarmente impervia.

Da terra operano due squadre dei vigili del fuoco dell'Aquila, che poco dopo le 12 ritengono che il rogo sia fortemente ridimensionato, vicino allo spegnimento.

In provincia dell'Aquila è in corso un altro incendio, a Trasacco, dove sono impegnate squadre da terra e un elicottero si è alzato in volo, per ora solo per una ricognizione.

CONAPO: "POCHI VIGILI, SENZA MEZZI E SOTTOPAGATI"

"È evidente che la gestione incendi nel Paese è fuori controllo e, come spesso accade, oggi rappresenta l’ennesima emergenza che, riteniamo, si poteva e si doveva evitare".

Lo afferma Elio D’Annibale segretario regionale Abruzzo del Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, che sottolinea come siano "innumerevoli le dinamiche e le responsabilità che hanno prodotto questa situazione".

"Dato per scontato - spiega - che i disastri cui stiamo assistendo da settimane quasi sempre sono opera della mano sciagurata dell’uomo, per dolo o colpa che sia, rileviamo che si latiti paurosamente in termini di prevenzione e controllo. Nonostante essi rappresentino gli unici strumenti da mettere in campo per fronteggiare questo fenomeno. Rispetto all’incendio sviluppatosi nei giorni scorsi a Fonte Vetica ci chiediamo come tra le altre misure preventive messe in campo, venti membri di un’associazione di volontariato, sei carabinieri/forestali e due vigili urbani, non sia stato previsto un presidio dei Vigili del Fuoco tenendo presente che per raggiungere tale località da L’Aquila è necessario un tempo di percorrenza di oltre un’ora; che la prevista e consolidata Rassegna degli Ovini avrebbe richiamato un’altissima affluenza di visitatori, come peraltro aveva fatto presente il sindaco di Castel del Monte nel corso del tavolo tecnico tenutosi in Questura il 4 agosto scorso e poi effettivamente stimata in circa 30 mila persone; che l’abnorme assembramento di persone si sarebbe riversato a Fonte Vetica con migliaia di automezzi tra cui auto, moto e soprattutto camper con al seguito bombole di gas, e che il tutto si sarebbe svolto in particolari condizioni climatiche, ampiamente previste, per cui in queste settimane anche nella zona di Campo Imperatore si registrano temperature altissime e siccità".

"Ribadendo che alle Regioni, per legge, prioritariamente spetta la tutela del patrimonio boschivo e la lotta attiva contro gli incendi boschivi, nei mesi scorsi - ricorda D’Annibale - abbiamo denunciato invano e ripetutamente che i fondi destinati alla convenzione antincendi boschivi che la Regione Abruzzo stava stipulando con i Vigili del fuoco fossero del tutto insufficienti ed inadeguati. Indipendentemente dal fatto che, poi, ci si è ritrovati a fare i conti con una stagione estiva particolarmente torrida e avara di precipitazioni. È semplicemente assurdo pensare che una sola squadra di Vigili del Fuoco per provincia potesse essere sufficiente a raggiungere lo scopo. Tutto brucia come da programma, insomma".

"A ciò - incalza - si aggiunga che a sette mesi dal varo della riforma Madia, che ha sciolto la Forestale, mancano i decreti che assegnano ufficialmente i 16 mezzi ai Vigili del Fuoco, e le gare d'appalto per la manutenzione. Un vero pasticcio anche la suddivisione degli ex Forestali previsto dalla stessa legge: dei circa ottomila forestali, 6.400 sono stati dirottati nell'arma dei Carabinieri, 1.240 nella Pubblica Amministrazione, mentre ai Vigili del Fuoco, che pure ne avrebbero giovato più di tutti, ne sono stati assegnati soltanto 361. Analogo destino è toccato agli automezzi dell’ex Forestale. L’Abruzzo, poi, come altre sei regioni è priva di mezzi aerei destinati alle attività antincendi boschivi".

"Tutto ciò - fa presente il Conapo - in un quadro disarmante che vede i Vigili del Fuoco con gli stipendi più bassi tra i corpi statali, come emerge dai dati contenuti nell'annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato. 7.139 euro in meno di un poliziotto che appartiene allo stesso ministero dell'interno e 1.895 euro in meno della media delle retribuzioni degli statali che comprende anche chi lavora in ufficio e non rischia la vita. Gli stessi uomini e donne in uniforme, però, che spesso sugli interventi o sulle linee telefoniche di emergenza, per il solo fatto di rappresentare la prima interfaccia con i cittadini stremati da continue inefficienze, vengono ricoperti di insulti di ogni tipo a causa di falle di cui non hanno nessuna responsabilità, che sono esclusivamente attribuibili ad un sistema Paese ormai al collasso e di cui loro stessi sono vittime. Tutto questo è semplicemente vergognoso".

SINISTRA ITALIANA, "RIPENSARE MODELLO SVILUPPO"

"L'episodio a Fonte Vetica è gravissimo, frutto di gravissime leggerezze. Le fiamme sarebbero divampate a causa di un barbecue, acceso a terra, che poi sarebbe sfuggito al controllo dei presenti. L’area dove si trova il punto di innesco è stata individuata, circoscritta e sequestrata".

Lo dice il coordinatore regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri, che annuncia che "porteremo il caso in Parlamento tramite la nostra senatrice Loredana De Petris per accertare le responsabilità di un così grave leggerezza. La nostra regione deve cambiare modello di sviluppo e il turismo va gestito in maniera totalmente diversa". 

"Uno dei tratti più belli e suggestivi dell’intero Abruzzo, è stata completamente inghiottita dalle fiamme. Sei persone sono indagate, con l’accusa di incendio colposo, per il rogo che a partire da ieri sta devastando l’area che si trova nella piana di Campo Imperatore. Sul versante Aquilano è bruciato tutto, causando un danno ambientale di proporzioni enormi. Sul versante Pescarese, in direzione Rigopiano, si lotta ancora contro le fiamme. L'Abruzzo brucia è siamo stanchi di vedere andare in fumo il nostro importante patrimonio ambientale il vero Oro della nostra regione".

"Incuria e delinquenza sono intollerabili - prosegue - Non posso che esprimere massima solidarietà a chi in queste ore senza tregua prova a contenere i numerosi incendi salvaguardando il nostro patrimonio. Purtoppo però questa vicenda conferma quanto sia stata scellerata la scelta del governo di sopprimere il corpo forestale dello Stato".

M5S: "D'ALFONSO IN RITARDO, È ANCORA ALLE PRESE CON PIANO VALANGHE..."

"Il Gran Sasso brucia, mancano controlli preventivi per evitare questi disastri ed i soccorsi, dopo le tragedie, arrivano tardi: la Regione Abruzzo vive in constante ritardo sulle emergenze. Il presidente D’Alfonso è ancora alle prese con il piano valanghe, registrando clamorose lentezze, ed oggi si trova a dover fare i conti con un incendio di proporzioni immani a causa dei pochi investimenti sia sulla prevenzione, sia sui soccorsi".

Il commento arriva dal consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Domenico Pettinari, a seguito dell’incendio che sta devastando il territorio del Parco nazionale del Gran Sasso.

"La mancanza di mezzi di soccorso sul Gran Sasso è sotto gli occhi di tutti, l’origine del rogo ha visto i primi interventi di mezzi speciali dopo ore ed ore. Non è la prima volta che il nostro territorio è vittima di incidenti come questo; non investire le dovute risorse per far fronte alle emergenze è un segno di grave negligenza. Non è un caso che la prima turbina spalaneve in dotazione a Regione Abruzzo sia stata donata dal M5S. La Regione non investe per la tutela del territorio".

"Nel caso specifico del rogo del Gran Sasso", continua Pettinari "la responsabilità pare essere di turisti che hanno acceso un barbecue. A Campo Imperatore era in corso, infatti, la 58esima edizione della Rassegna degli Ovini, l’evento, presente nella zona ha portato oltre 30mila persone. Una mole prevedibile, poiché per la prima volta l’evento solitamente di tre giorni è stato concentrato in uno. Nonostante questo, pochissimi sono stati i controlli, secondo i testimoni il personale di servizio volto al controllo e alla prevenzione degli incendi era inconsistente. Il risultato dell’inefficienza nell'organizzazione dell’evento, del clima torrido di questi giorni e della mancata educazione al rispetto del territorio ha portato un gravissimo danno ambientale: il fuoco ha distrutto tutto, in una zona ricca di flora e fauna".

DOPPIO COMUNICATO CON GAFFE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Prima un comunicato che esalta il successo della Rassegna degli Ovini di Campo Imperatore, nelle stesse ore in cui dal cuore del Parco nazionale del Gran Sasso divampava un incendio che dopo due giorni non è ancora domato, poi un secondo comunicato che prova a mettere una pezza alla gaffe.

Protagonista la Camera di Commercio dell'Aquila, organizzatrice della fiera che da 58 anni richiama in quota migliaia tra allevatori e appassionati.

Il tenore della prima nota ha fatto molto discutere, visto che si parlava di "splendida giornata di sole" e "successo della manifestazione", senza fare minimamente riferimento al rogo, tanto da far pensare che si trattasse del classico comunicato preconfezionato e inviato al momento "giusto".

E infatti, nella nota diffusa oggi e firmata dal segretario generale dell'ente camerale, Fausta Emilia Clementi, "d'ordine del presidente" Lorenzo Santilli, si legge che "la Camera esprime il proprio dispiacere e rammarico per il mancato riferimento nel precedente comunicato a quanto stava accadendo essendosi l’incendio sviluppato circa due ore dopo la conclusione della rassegna", anche se il comunicato è arrivato alle redazioni alle 16,30, un'ora dopo la pubblicazione della notizia dell'incendio da parte di AbruzzoWeb.

Nella nota di oggi, si precisa poi come la Rassegna si sia svolta "nel rispetto e in ottemperanza alle indicazioni e prescrizioni fornite dagli organi competenti per manifestazioni di tale portata. Questa modalità autorizzativa e la conseguente declinazione operativa hanno consentito il regolare svolgimento della manifestazione nel corso della mattinata, nella tutela e salvaguardia dell'ambiente, delle greggi, dei produttori coinvolti, degli operatori impegnati e dei visitatori".

LA DMC ATTACCA IL PARCO: "INGIUSTIFICABILE GESTIONE"

"Gli ultimi accadimenti che hanno riguardato Campo Imperatore non ci consentono più di rimanere inerti. La nostra montagna giorno dopo giorno sta accusando colpi sempre più pesanti, non è più tollerabile che in un luogo così pregiato, in cui bisogna coniugare conservazione e sviluppo, si svolgano attività che nulla hanno a che vedere con il modello turistico di grande qualità e sostenibilità che cerchiamo di affermare".

Così Alfonso D'Alfonso, imprenditore agrituristico e presidente della Dmc Gran Sasso, L'Aquila e Terre Vestine, dopo l'incendio divampato sabato a Fonte Vetica e che, spinto dal vento, ha raggiunto il versante pescarese della catena montuosa, che lancia anche accuse al Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: "Non è più giustificabile avere risposte tipo quelle date dal Parco che si limita ad emanare divieti ed  affiggere cartelli".

"Ormai è passato il periodo entusiasmante dei grandi pionieri tipo Giuseppe Rossi e Dario Febo. L'attuale governance del Parco è distante dai problemi del territorio ed insensibile alle tante difficoltà degli operatori locali che pagano un prezzo non più sostenibile alla conservazione della biodiversità. Mentre si prescrive la rimozione delle zolle d'erba manualmente per la realizzazione della nuova funivia (sic!), ci si dimentica di eventi come il motoraduno del 15 luglio rimasto sconosciuto all'ente nonostante le ripetute edizioni".

"Fermo restando che la Rassegna degli Ovini, ormai patrimonio della nostra cultura territoriale, dovrebbe avere un restyling e diventare anche occasione di sviluppo turistico - aggiunge - vanno comunque ed in ogni caso vietate tutte quelle attività che poco o nulla hanno a che vedere con il nostro territorio, richiamando masse informi e irrispettose che deturpano sistematicamente ed inesorabilmente un ambiente che andrebbe fruito nel massimo rispetto della sacralità dovuta ai nostri monti".

"Non possiamo più permetterci un utilizzo irresponsabile. Ognuno deve fare il suo dovere e i divieti non possono valere solo per coloro che svolgono la loro attività nella correttezza degli iter autorizzativi  mentre per chi ha fatto e fa dell'abusivismo la propria ragione imprenditoriale tutto è consentito. Tutto questo perché chi dovrebbe controllare e vigilare o non lo fa o, come nel caso dell'ex Corpo Forestale dello Stato, è stato messo in condizione di non farlo più".

"Né tantomeno - continua D'Alfonso - possiamo tacere di fronte alle incursioni nella Valle del Tirino da parte di pseudo operatori estranei al territorio e che, alla ricerca di facili guadagni, propongono attività non autorizzate mettendo a repentaglio sia l'incolumità dei fruitori sia  il delicato equilibrio faticosamente raggiunto tra sviluppo economico locale e  tutela del pregiato ecosistema del Tirino. Non vorrei che dietro a tutto questo si celino interessi di una malsana politica".

"Come presidente di Dmc non possono continuare a tollerare tali accadimenti", aggiunge D'Alfonso, che precisa che "per il momento è una posizione personale che mi propongo di riportare sia al mio Consiglio di amministrazione che all'interno del Consiglio direttivo del Distretto turistico del Gran Sasso, dove sono rappresentati Enti locali e operatori privati, oltre a Parco e Regione. In quel luogo occorrerà fare sintesi ed assumersi le responsabilità delle proprie posizioni. Se le mie tesi saranno non condivise e d'intralcio per come vengono intese le politiche di sviluppo del territorio, sono pronto a fare un passo indietro per dedicare più tempo alla nostra attività. Quello che faccio lo faccio gratuitamente e con grande passione, ma senza condivisione è inutile", conclude. 



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