SUO NOME NELLE CARTE, MA NON E' COINVOLTO: DURE ACCUSE AI GIORNALISTI
CHE SCRIVONO ''CA...TE'' E A ''OPERATORI DI GIUSTIZIA'' CHE HANNO TRASCRITTO

INCHIESTA APPALTI: D'ALFONSO AVVISA STAMPA
E GIUDICI, ''STO PER DIVENTARE INCIVILE''

Pubblicazione: 04 ottobre 2017 alle ore 17:50

Luciano D??Alfonso
di

L'AQUILA - "Chiunque si permetterà non da oggi, ma dall'altro ieri, di scrivere cose che non hanno nessun tipo di collegamento su questa vicenda giudiziaria, mi conoscerà con aspettative di risarcimento".

È un presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso furente, nei confronti di “figure del sistema giustizia”, e di non precisati “giornalisti”, dopo che il suo nome è comparso nelle carte dell'inchiesta "master list" della procura della Repubblica di Avezzano (L’Aquila), che ha scoperchiato un sistema collaudato per indirizzare le commesse pubbliche a ditte ben precise, con 7 arresti domiciliari. E di conseguenza sulle pagine di alcune testate, tra cui AbruzzoWeb.

D'Alfonso, come già evidenziato, non è inquisito in questo filone, è del tutto estraneo all'inchiesta e viene solo citato da due titolari di aziende indagati, intercettati dagli investigatori.

Quello del governatore non è il solo nome eccellente spuntato tra le carte del gip, anche se senza coinvolgimenti giudiziari: ci sono anche gli ex sindaci dell'Aquila e di Avezzano (L'Aquila), Massimo Cialente e Giovanni Di Pangrazio.

Ma D'Alfonso, lamentando evidentemente un uso giornalistico scorretto e diffamatorio delle carte dell'inchiesta, e anche dell’operato della giustizia, annuncia senza mezzi termini querele. Scagliandosi contro, parole sue, le "cazzate", scritte sulla vicenda.

"Io prima o poi - premette il presidente - perderò la pazienza, mediamente leggo un libro al mese, e questo mi consente di coltivare educazione e civiltà".

"Penso, però, che sto per diventare incivile su questi aspetti - affonda il presidente - e non mi vorrei trovare nei confronti di quel giornalista che scrive, qui ci servirebbe il termine 'cazzate di questo tipo', o di quella figura del sistema giustizia che si permette di trascrivere cose che non hanno nessun riferimento con la realtà, ho un certo numero di avvocati che mi supporta".

Più chiaro di così non si potrebbe. Come ha precisato negli atti, a tal proposito il giudice per le indagini preliminari, Francesca Proietti, i passaggi legati a D’Alfonso, sono "irrilevanti al fine penale", ma "significativi", per il giudice, a descrivere il modo di ragionare degli imprenditori che truccavano gli appalti pubblici.

Il nome di D’Alfonso spunta nei dialoghi intercettati tra due degli inquisiti, Sergio Giancaterino di Penne (Pescara), titolare dell’omonima ditta, e il suo faccendiere Antonio Ruggeri, dopo che sono andati a monte i piani per truccare appalti, in particolare quello per il consolidamento idrogeologico a San Martino sulla Marrucina (Chieti), a causa del cambio del responsabile unico del procedimento: dal geometra Sergio Perticone, definito dal gip in relazione alla gara “compiacente e disponibile ad addomesticarla”, a uno non manovrabile.

Cambio della guardia, scrive sempre la giudice Proietti, che rappresenta per gli inquisiti una “novità negativa”, “ampiamente commentata da tutti i soggetti coinvolti nelle indagini che si lasciano andare a una serie di supposizioni che traggono origine dalla circostanza che alla gara è stata invitata la ditta Colanzi che gli stessi ritengono strettamente collegata a D'Alfonso".

Per il gip, insomma, come si legge in un altro passaggio, “tale affidamento a rup diverso viene letto dagli indagati come una manovra imposta dal governatore D'Alfonso al fine di favorire ditte a lui vicine”.

Per questa ragione, argomenta ancora il magistrato, il passaggio è significativo per l’inchiesta, perché appunto, “tutti i soggetti coinvolti nella presente vicenda siano pienamente convinti dell'inesistenza di alcuna gara di asta pubblica che non sia condizionata da accordi illeciti e, di conseguenza, di come sia quello illecito da loro adottato l'unico modo di agire possibile per potere operare con successo nel settore”.

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