INCHIESTA APPALTI SISMA: ANCHE LE CHIESE
FACEVANO GOLA, MA LA CURIA SI CHIAMA FUORI

Pubblicazione: 23 luglio 2017 alle ore 18:57

Santa Maria del Ponte a Tione degli Abruzzi

L'AQUILA - Ci sarebbero anche alcune chiese dell'Aquila e del comprensorio tra gli edifici sui quali avevano messo gli occhi i 35 indagati, tra dipendenti pubblici, imprenditori e professionisti abruzzesi, campani, pugliesi e marchigiani, dell'inchiesta "L’importante è partecipare" della procura della Repubblica del capoluogo, su tangenti negli affidamenti di 12 lavori pubblici gestiti dal Mibact Abruzzo, con 10 arrestati ai domiciliari  e 5 interdizioni dal lavoro.

L'arcivescovo metropolita dell'Aquila, Giuseppe Petrocchi, da fonti a lui vicine ha fatto sapere che "dalle informazioni in nostro possesso tutto è assolutamente regolare", anche se dalle carte dell'inchiesta, ricche di intercettazioni telefoniche ed ambientali, emerge che i tecnici avrebbero cercato il sostegno di alcuni parroci per ottenere lavori.

Lunedì mattina i primi interrogatori proveranno a dare qualche risposta in più.

Davanti ai magistrati sono attesi Lionello Piccinini (assistito dall’avvocato Marco De Paulis) e Berardino Di Vincenzo (difeso dall’avvocato Emilio Bafile).

Iniziati anche gli interrogatori, da parte dei carabinieri, degli indagati a piede libero.

Dopo il caso del teatro comunale, intanto, tra i lavori finiti nel mirino degli inquirenti ci sono la chiesa di Santa Maria del Ponte a Tione degli Abruzzi, la chiesa di San Domenico a Sulmona (L’Aquila), la chiesa di San Salvatore a Civitaretenga (L’Aquila), la Badia di Sulmona (L’Aquila), le Mura Urbiche dell’Aquila, Porta Branconia all'Aquila, la chiesa di San Biagio a Cappadocia (L’Aquila), la torre medicea di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) e la chiesa di San Sisto all’Aquila.

A Santa Maria del Ponte, secondo quanto scrive il giudice per le indagini preliminari, l'architetto Di Vincenzo evidenzia che "si era verificato il dato oggettivo che, malgrado loro stessero facendo i lavori, non avrebbero riaperto la chiesa al pubblico", che secondo il gip era imputabile alla "staticità del campanile, che avrebbe potuto comportare l'inagibilità della chiesa malgrado si fossero spesi soldi per un milione di euro".

I NOMI DEGLI ARRESTATI AI DOMICILIARI E DEGLI INTERDETTI

Questi i nomi dei 10 arrestati ai domiciliari e dei 5 interdetti al lavoro nell'ambito della nuova inchiesta su casi di corruzione nella ricostruzione pubblica post-terremoto 2009 della procura della Repubblica dell'Aquila, condotta dai carabinieri.

I provvedimenti sono stati richiesti dal procuratore Michele Renzo e dal sostituto Antonietta Picardi, titolari del fascicolo, e concessi dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.

I dieci sono ai domiciliari sono: Lionello Piccinini, 61, dell’Aquila, geometra del segretariato Mibact, Antonio Zavarella, 55, di Sulmona (L’Aquila), presidente della commissione di collaudo del Teatro comunale, Berardino Di Vincenzo, 64, dell’Aquila, ex segretario regionale Mibact ora in pensione, Marcello Marchetti, 64, dell’Aquila, architetto del segretariato Mibact, Mauro Lancia, 59, di Pergalo (Pesaro Urbino), contitolare della Lancia Srl con sede a Pergola, Giampiero Fracassa, 44, direttore tecnico della Fracassa Rinaldo Srl di Teramo, Vito Giuseppe Giustino, 65, di Altamura (Bari), presidente del Cda della società cooperativa l’Internazionale con sede ad Altamura, Antonio Loiudice, 60, di Altamura, amministratore unico della Edilco Altamura, Graziantonio Loiudice, 25, di Bari, suo figlio, e Leonardo Santoro, 40, di Avigliano (Potenza), geometra dell’Internazionale.

Per cinque persone c’è il divieto di esercitare per 2 mesi l’attività professionale: si tratta di Giancarlo Di Vincenzo, 35, dell’Aquila, architetto figlio di Berardino, Alessandra Del Cane, 30, di Teramo, Michele Fuzio, 51, di Bari, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, Domenico Pazienza, 65, di Bitonto (Bari), progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, e Michele Buzzerio, 65, di Taranto, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale.

Sono dodici i cantieri finiti sotto la lente di ingrandimento della procura: chiesa di Santa Maria del Ponte a Tione (L’Aquila); chiesa di San Domenico a Sulmona (L’Aquila); chiesa di San Salvatore a Civitaretenga (L’Aquila); Badia di Sulmona (L’Aquila); teatro comunale dell’Aquila; Mura Urbiche dell’Aquila; Porta Branconia l’Aquila; chiesa di San Biagio a Cappadocia (L’Aquila); torre medicea di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila); chiesa di San Sisto all’Aquila.

GLI INDAGATI A PIEDE LIBERO

I 20 indagati a piede libero sono Valerio Agostinelli, 29 anni, di San Severino Marche (Macerata), geometra della Lancia Srl, Italo Albani, 67, dell’Aquila, imprenditore titolare della Soalco, Giancarlo Boscaino, 51, di Napoli, geologo, Claudia Castagnoli, 45, di Campobasso, dipendente Mibact, Fabio Cacciari, 46, dell’Aquila, direttore tecnico della Atec Srl, Gianfranco D’Alò, 62, di Atessa (Chieti), dipendente della Soprintendenza, Aldino Del Cane, 65, di Cermignano (Teramo), tecnico, Franco De Vitis, 64, di Roma, dipendente della Soprintendenza, Federica Di Vincenzo, 37, dell’Aquila, tecnico, altra figlia dell’ex segretario generale Berardino, Claudio Finarelli, 65, di Civitaluparelli (Chieti), dipendente Mibact, Giuseppe Liberati, 66, di Tagliacozzo (L’Aquila), dipendente della Soprintendenza, Gianluca Marcantonio, 45, di Pescara, architetto componente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici ma coinvolto come responsabile sicurezza di un cantiere, Pasquale Marenna, 51, di Telese (Benevento), tecnico, Francesco Montazzoli, 33, di Popoli (Pescara), collaboratore dello studio Di Vincenzo, Berardino Olivieri, 61, di Sulmona (L’Aquila), dipendente della Soprintendenza, Ernesto Penzi, 37, di Napoli, titolare della Ingg Penzi Spa, Giorgio Aldo Pezzi, 46, di Pescara, dipendente della Soprintendenza, Lucio Piccinini, 49, dell’Aquila, cotitolare della ditta Atec Srl e fratello dell’arrestato ai domiciliari Lionello, Vladimiro Placidi, 61, dell’Aquila, tecnico ed ex assessore comunale alla Ricostruzione pubblica di centrosinistra, Giuseppe Rossi, 65, dell’Aquila, dipendente Mibact.



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