INCHIESTA RICOSTRUZIONE: APPALTI CLIENTELARI,
INCARICHI A PARENTI E AMICI E SUPER RIBASSI RIPAGATI

Pubblicazione: 19 luglio 2017 alle ore 14:02

Il Teatro comunale

L’AQUILA - Appalti pubblici della ricostruzione post-sisma 2009 gestiti in maniera clientelare, attribuendo a parenti e amici incarichi professionali, alcuni su scelta dell’amministrazione pubblica, altri “suggerendo” i nomi alle ditte che svolgevano i lavori.

Su questo si impernia la nuova indagine della procura della Repubblica avviata dai carabinieri che ha messo in luce condotte illecite da parte di funzionari pubblici inseriti nel contesto del segretariato regionale del Mibact.

Sempre secondo quanto ipotizzato dai Carabinieri, talune ditte si sarebbero garantite l’assegnazione di gare d’appalto con ribassi particolarmente cospicui, ottenendo successivamente il recupero, attraverso il riconoscimento di varianti in corso d’opera.

Più in particolare le ditte esecutrici, in accordo con i funzionari, avrebbero avuto modo di recuperare i ribassi, durante lo svolgimento dei lavori, con le cosiddette perizie di variante, riassegnate ad affidamento diretto o con procedure negoziate senza gara, oppure grazie a perizie di adeguamento dei prezzi, con un aumento talvolta anche elevato rispetto all’importo iniziale dei lavori a base d’asta.

Il compenso per i funzionari si sarebbe concretizzato, secondo quanto ricostruito, attraverso l’affidamento di incarichi professionali a parenti o amici, le cui parcelle, peraltro, proporzionate al valore dei lavori, si arricchivano alla concessione di ciascuna variante, oppure attraverso l’elargizione di somme in denaro.

Per alcuni procedimenti sarebbe stata, infatti, accertata sia la turbativa della gara per l’assegnazione dei lavori sia il relativo pagamento di somme da parte dell’imprenditore al funzionario compiacente, quale corrispettivo per il buon fine dell’accordo.

Per evitare le comunicazioni obbligatorie all’Autorità anticorruzione (Anac) e, di conseguenza, il controllo, sarebbero state opportunamente concordate di volta in volta, con le ditte, perizie di variante al di sotto del 20% dell’ammontare dei lavori, “spacchettando” in questo modo l’importo del recupero del ribasso.

Complessivamente poste sotto osservazione dai Carabinieri ci sono anche le procedure relative all’assegnazione ed esecuzione di 12 opere di restauro di altrettanti edifici di interesse storico-culturale.

Di rilievo la procedura inerente le opere di recupero e restauro del Teatro Comunale di L’Aquila, i cui lavori sono attualmente in fase relativamente avanzata.

Contestualmente sono state eseguite le operazioni di acquisizione di tutta la documentazione presente presso l’ente pubblico, nonché custodita presso ditte, studi professionali e laboratorio analisi, con il sequestro di computer e supporti informatici vari.



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