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SINDACO FARINDOLA LACCHETTA HA PRESENTATO DENUNCIA CONTRO L'ENTE

INCHIESTA RIGOPIANO: SEQUESTRI IN REGIONE ABRUZZO
PER INDAGINE SU VALANGA, C'E' ANCHE DISASTRO COLPOSO

Pubblicazione: 15 maggio 2017 alle ore 19:54

PESCARA - Sequestri da parte dei Carabinieri Forestale di Pescara presso la Regione Abruzzo Ufficio Prevenzione Rischi Protezione Civile. 

Inizia a delinearsi il secondo fronte dell'indagine sulla valanga di Rigopiano condotta dal pm della Procura della Repubblica di Pescara Andrea Papalia su un ulteriore reato contestato, dopo quello di omicidio e lesioni colpose è quello di disastro colposo. 

Questa mattina i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara hanno eseguito su ordine della Procura un corposo sequestro di documentazione presso gli Uffici della Regione Abruzzo Ufficio Prevenzione Rischi Protezione Civile inerente la realizzazione della Carta di localizzazione pericolo valanghe che sarebbe iniziata addirittura dal 1988 e mai portata a termine. 

In una riunione del Coreneva (Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e valanghe) del 1993 si sollecitava la redazione della perimetrazione del rischio valanghe entro 20-30 giorni. 

Intanto, una denuncia per disastro valanghivo doloso è stata presentata contro la Regione Abruzzo il 12 maggio scorso presso la Procura della Repubblica dell'Aquila, dai legali del Comune di Farindola (Pescara), del sindaco Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli

A rivelarlo sono gli avvocati Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi Massimo Manieri che domani, alle 10.30 all'Hotel Esplanade di Pescara, terranno una conferenza stampa "nel corso della quale verranno illustrate le motivazioni e gli elementi di prova che sostengono la denuncia". 

Lacchetta e Colangeli risultano indagati dalla Procura di Pescara, insieme al presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, al direttore dell'albergo Bruno Di Tommaso e ai due funzionari della Provincia Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio, per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e atti omissivi in materia di sicurezza del lavoro, nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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