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IN MATTINATA SEQUESTRI A PALAZZO SILONE SULL'APPALTO DI PALAZZO CENTI
IL GOVERNATORE: ''INDAGINI SU DUE VICENDE, IO ESTRANEO, SI FACCIA PRESTO''

INDAGATI D'ALFONSO E ALTRI: CORRUZIONE,
TURBATIVA D'ASTA E ABUSO D'UFFICIO

Pubblicazione: 16 febbraio 2017 alle ore 13:59

Luciano D'Alfonso

L'AQUILA - Una nuova bufera giudiziaria nella Regione Abruzzo, appena agli inizi e con sviluppi anche clamorosi annunciati nelle prossime settimane.

Nell'ambito di un'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, è stato infatti indagato con le ipotesi di reato di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio.

Secondo quanto si è appreso, il governatore è coinvolto insieme a un'altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori.

Per tutta oggi si sono svolte perquisizioni anche domiciliari in diverse città d'Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone.

Oltre che dai Carabinieri del capoluogo, l'indagine è portata avanti anche dalla squadra Mobile della Polizia di Pescara.

In una nota ufficiale della presidenza, la terza ufficiale nel corso della giornata convulsa, si precisa che "il presidente D’Alfonso ha ricevuto questa mattina due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne, iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18 novembre 2015, e una per lavori, solamente preventivati, alle case popolari Ater di Pescara, iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8 luglio 2016".

"Contestualmente - ha aggiunto - è stato recapitato un altro documento, 'Ordine di esibizione di atti e documenti' con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso".

Alcuni dettagli sono stati aggiunti dal vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, rimasto a stretto contatto telefonico con D'Alfonso, che ha parlato con i cronisti a margine di un convegno.

"D'Alfonso non è indagato per la vicenda dell'appalto per la ristrutturazione di Palazzo Centi, danneggiato dal sisma del 2009, credo sia coinvolta la commissione di gara, lo è invece per le case popolari a Pescara", ha detto Lolli. 

E ha aggiunto: "Le tre inchieste non riguardano il vertice politico, sono convinto che per la commissione di gara di Palazzo Centi, e per i due appalti di Penne e Pescara, sia stato fatto un buon lavoro, salvo quanto accerterà la magistratura sulla quale abbiamo molta fiducia".

Lolli, tra l'altro, ha dovuto correre in fretta e furia a Roma dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani in sostituzione proprio di D'Alfonso.

TUTTI GLI INDAGATI, ECCO I NOMI

Contrariamente a quanto dichiarato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il terzo filone dell’inchiesta della procura della Repubblica che lo vede indagato riguarda il cosiddetto “masterplan” a Lettomanoppello, paese d’origine del governatore, che si aggiunge agli appalti per la ricostruzione di palazzo Centi all’Aquila e di alloggi popolari a Pescara.

Intanto sono emersi i nomi degli altri indagati: Virgilio Basile, presidente Ater pescarese, Paolo D’Incecco, dirigente della Provincia di Pescara più noto per la recente vicenda dell’sms ricevuto del piano neve e le turbine a Rigopiano, Enrico Di Paolo, Tino Di Pietrantonio, geometra pure di Lettomanoppello, Carmine Morelli, ingegnere responsabile dell’ufficio manutenzione dell’Ater di Pescara.

Si aggiungono allo stesso governatore, al capo della segreteria di D’Alfonso ed ex consigliere Pd Claudio Ruffini, all’amministratore delegato di Icet Engineering di Castelli (Teramo) Eugenio Rosa, ai tre componenti della commissione di gara, i funzionari regionali Giancarlo Misantoni (presidente), l’architetto Roberto Guetti e l’ingegnere Silverio Salvi, ai due progettisti Alessandro Pompa e Gianluca Marcantonio, altro fedelissimo di D’Alfonso, che lo ha pubblicamente sponsorizzato nella nomina come componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, oltre ad affidargli molti incarichi, tra cui appena pochi giorni fa uno in seno al comitato scientifico del commissariato per la ricostruzione del terremoto in Centro Italia.

Si tratta di 13 nominativi con Marcantonio e D'Alfonso citati due volte per complessivi 15 indagati.

Le ipotesi di reato a vario titolo sono di corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio.

I SEQUESTRI A PALAZZO SILONE

Questa mattina è scattato un blitz dei carabinieri a palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale.  Sono stati sequestrati documenti relativi alla gara per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009.

I militari, secondo quanto appreso, hanno occupato l'intero settore Patrimonio.

Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l'appalto pubblico da 13 milioni di euro, cui hanno preso parte 29 grandi imprese, è stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia con un ribasso del 35,017 per cento.

Sono più di 20 i carabinieri impegnati nell'operazione di polizia giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese.

Secondo quanto appreso, la mole di documenti sequestrati per essere esaminati dagli inquirenti sarebbe copiosa.

Nei giorni scorsi l'amministrazione regionale aveva dato l'ok alla congruità degli atti di gara, compreso il ribasso stesso.

LE REAZIONI

D’ALFONSO: “PALAZZO CENTI E ALTRE DUE VICENDE, IO SONO ESTRANEO”

Sull’argomento l’ufficio stampa del presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, in mattinata ha diffuso una prima dichiarazione.

“Questa mattina sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali”, si legge.

“Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato - ha detto la nota - sono il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L’Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la città di Penne; interventi, al momento solo quantificati e ipotizzati come priorità a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini, di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara”.

D’Alfonso ha precisato, “mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione”.

Nel primo pomeriggio, il governatore ha diffuso una seconda e più specifica dichiarazione.

"Questa mattina ho appreso che è in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L’Aquila per tre distinte vicende - ha aggiunto - Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine".

"Ho fiducia nell’operato della magistratura così come ne avevo in passato, quando è stata sempre accertata la liceità delle mie condotte amministrative", ha concluso.

ACERBO: ''UN DEJA VU ALLA REGIONE..."

"D'Alfonso di nuovo indagato per corruzione? Deja vu alla Regione Abruzzo"

Commenta così l'indagine in corso Maurizio Acerbo, ex-consigliere regionale di Rifondazione comunista.

"Non sappiamo cosa ci riservano le perquisizioni e gli accertamenti in corso - prosegue Acerbo - E' prematuro prendere posizione rispetto a una vicenda di cui si sa poco. Però di fronte a questo deja vu possiamo già dire che in caso dovesse aprirsi un nuovo capitolo giudiziario ai vertici della Regione, tutti quelli che hanno sostenuto un presidente che in nessun paese europeo sarebbe stato candidabile dovrebbero ritirarsi a vita privata".

"Ricordo che Luciano D'Alfonso - conclude Acerbo -  è stato candidato ed eletto nonostante fosse sotto processo e nonostante si sia avvalso della prescrizione in altra inchiesta.

M5S: ''NOI TAGLIAMO STIPENDI, LUI INDAGATO''

"Mentre i partiti si ostinano a buttare fango sul Movimento 5 Stelle, perdendo di vista le questioni gravi e reali che affliggono il Paese, il presidente dell'Abruzzo D'Alfonso (Pd) viene indagato per corruzione". 

Lo afferma in una nota Michela Montevecchi capogruppo M5S al Senato.

"Intanto noi continuiamo a lavorare per la collettività e a tagliarci stipendi e rimborsi non utilizzati. Ad oggi abbiamo già rinunciato e restituito oltre 82 milioni di euro tra Parlamento, Regioni e Parlamento Europeo. Con oltre 20 milioni di euro di tagli dai nostri stipendi di parlamentari sono state finanziate quasi 4.000 aziende pari a 9.700 posti di lavoro oggi in Abruzzo i nostri consiglieri regionali hanno acquistato una turbina spalaneve per la Protezione Civile. A chi getta fango e viene poi indagato per corruzione come il presidente D'Alfonso, noi rispondiamo lavorando e costruendo".

LA MALEDIZIONE DELL'ABRUZZO

DAL 2000 A OGGI, TUTTI I PRESIDENTI INDAGATI

Una “maledizione” lunga 17 anni: nelle ultime quattro legislature regionali, dal 2000 a oggi, l’Abruzzo si è ritrovato sistematicamente con il proprio presidente della Giunta coinvolto come indagato in vicende giudiziarie, in verità quasi mai concluse con una colpevolezza accertata.

Senza dimenticare che prima ancora, nel 1992, in piena era-Tangentopoli, sempre in Abruzzo fu arrestato il presidente, Rocco Salini, deceduto nel 2016, con tutti i suoi otto assessori, loro assolti, lui condannato in via definitiva ma discolpato dell’accusa principale di abuso d’ufficio.

La sequenza è cominciata nel 2000 con l’elezione alla presidenza di Giovanni Pace.

In realtà l’esponente di centrodestra è stato sottoposto a indagini, e assolto, quando aveva già finito il mandato, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Pescara divenuta famosa come “Sanitopoli”, nella quale a fare più scalpore è stato l’arresto del suo successore di centrosinistra, Ottaviano Del Turco, eletto nel 2005 e costretto alle dimissioni.

Per quest’ultimo, lo scorso dicembre, la Corte di Cassazione ha annullato parte della condanna di Appello e disposto un nuovo processo in cui i giudici di Perugia dovranno rivedere la pena inflitta poco più di un anno fa in secondo grado.

Nel 2008 alle elezioni anticipate è stato eletto Gianni Chiodi, di centrodestra, e quasi alla fine della sua presidenza, nel 2014, è entrato nel lungo elenco di 25 consiglieri e assessori indagati dalla procura pescarese per lo scandalo “Rimborsopoli”, che tuttavia si è poi sgonfiato in una serie di archiviazioni e assoluzioni, tra cui la sua.

Ora il turno di Luciano D’Alfonso, già uscito negli anni scorsi scagionato da una serie di inchieste quando era sindaco della città adriatica. (alb.or.)

PALAZZO CENTI, DA DIMORA STORICA A SEDE PRESIDENZA

L’edificio di palazzo Centi, dimora dell’omonima famiglia dal 1776 dopo vent’anni di costruzione, si trova nel cuore del centro storico dell’Aquila, in piazza Santa Giusta.

Sede storica di organi regionali, fu acquisito al patrimonio della Regione Abruzzo nel 2002 e poi sottoposto a un restauro, con l’installazione anche di un ascensore, durato da luglio 2003 a settembre 2006. Da allora è stato sede della presidenza della Giunta regionale.

A dispetto dei lavori recenti, nel sisma del 6 aprile 2009 ha riportato danni notevoli.

I soldi per il recupero sono arrivati per 3 milioni dalla rimodulazione del primo programma stralcio di ricostruzione degli edifici pubblici e per 10 milioni dalla delibera Cipe numero 44 del 23 marzo 2012.

L’appalto è stato caratterizzato da lungaggini burocratiche dovute anche al passaggio di consegne tra il provveditorato interregionale alle Opere pubbliche di Abruzzo, Lazio e Sardegna e la Regione stessa, divenuta stazione appaltante con la cessazione dello stato di emergenza, il 31 agosto 2012.

L’appalto prevede interventi di consolidamento strutturale, rifacimento impiantistico, restauro architettonico delle superfici decorate, degli apparati pittorici nonché delle superfici di pregio, ed è basato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il bando è stato pubblicato il 7 maggio 2015 sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea, con scadenza il 16 luglio, poi posticipata al 27 agosto.

Hanno risposto 29 imprese, molte delle quali colossi delle costruzioni, con le offerte valutate da una commissione amministrativa preliminare, poi da una commissione giudicatrice per l’offerta economica e quindi da un organo tecnico per l’offerta tecnica.

A metà novembre l’aggiudicazione provvisoria a Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia, che ha operato un ribasso del 35,017%, poi divenuta definitiva.

Il progetto esecutivo dovrà essere valutato dagli uffici regionali prima di dare, finalmente, il via al cantiere.

Il cronoprogramma prevede la riconsegna entro aprile 2018, con durata massima dei lavori stabilita in 730 giorni e collaudo nell’ottobre successivo: date che dovranno essere riviste al rialzo. Alberto Orsini



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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