INDAGINE PESCARAPORTO, PARLA D'ALFONSO:
''MAI DIRITTO ALLA PIGRIZIA NELLA REGIONE''

Pubblicazione: 22 aprile 2017 alle ore 14:07

Luciano D'Alfonso

PESCARA - "Ho tenuto questa conferenza stampa per una chiarificazione, perché ho un ruolo pubblico e perché voglio che non si stabilisca mai dentro l'ente Regione il diritto alla pigrizia nel personale per via delle indagini".

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ai giornalisti parlando dell'inchiesta della procura della Repubblica di Pescara sul recupero di un'area dismessa.

Indagini nell'ambito delle quali si è detto "soggetto passivo di accertamento della verità" e di cui ha letto "tutti gli atti di riferimento".

"Ogni inchiesta che poi si conclude con una insoddisfazione del denunciante rappresenta per chi la subisce una specie di laurea ulteriore di piena affidabilità, a volte mi sento circondato da una immunità per i troppi errori che mi hanno riguardato", ha aggiunto il presidente della Regione Abruzzo, precisando che "sono 53 volte che mi trovo a spiegare le condotte di un'amministrazione mai addormentata, mai pigra, sempre attivissima".

"L'unica millimetrica forma di dispiacere che ho - ha continuato - è l'impaurimento circa il dimagrimento delle motivazioni del personale che lavora con me. Però non posso neanche accettare che i mesi della vita regionale siano passati all'insegna di una elaborazione del lutto solo perché un'autorità giudiziaria o chiede le carte o attiva un accertamento. Poiché chi lavora in Regione non presiede le Pro Loco, ma ha ruoli di responsabilità devono lavorare assumendosi le responsabilità e precisando a ogni piè sospinto ogni esigenza conoscitiva".

"Accetto ogni sorta di confronto, se fosse possibile mi piacerebbe un confronto dialogico in diretta streaming. Non so se l'ordinamento italiano lo prevede. In America sì, nell'Illinois si viene interrogati in diretta streaming", ha detto ancora D'Alfonso.

"Spero che su queste contestazioni di origine politica, di origine emotivo-politica, si possano fare accertamenti in diretta streaming - ha aggiunto poi - e se non si possono fare nell'ordinamento giudiziario, ci sarà la seduta apposita del Consiglio regionale. Lì mi farò carico solo di portare rispetto al lavoro scrupoloso, diligente, genuino e autentico che fa l'autorità giudiziaria". 

"Prevedo anche la vita biologica di questa inchiesta, non perché io parli con la Madonna - ha concluso ironicamente - ma solo perché ho una grande adesione allo studio comprensivo di questi documenti. Ho chiesto alla mia coalizione e alla mia Giunta di sapere tutto, poiché voglio essere messo nella condizione di rispondere a tutte le domande e di controdedurre tutte le curiosità".



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