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INFERMIERE MINACCIATE E VIOLENTATE: DALLA CASSAZIONE NIENTE SCONTI A GIOVANE ALBANESE

Pubblicazione: 22 settembre 2019 alle ore 20:29

AVEZZANO - La Cassazione ha dichiarato non ammissibile il ricorso presentato da Enriges Kavalli, l’albanese di 21 anni, condannato a sette anni di reclusione perché nella notte del 24 ottobre 2016 aveva minacciato due infermiere che operavano in una struttura di riabilitazione psichiatrica teramana, per poi rapirne una e fuggire con un’auto al fine di abusare di lei.

Dopo una notte di orrori, la donna era stata liberata e lui era fuggito, facendo perdere le tracce. Era stato rintracciato e arrestato dopo qualche tempo.

L’uomo è attualmente detenuto a Spoleto dopo la condanna a sette anni inflittagli nel 2018 dalla Corte d’Appello dell’Aquila, un anno in più rispetto alla sentenza di primo grado. Questo perché furono escluse le attenuanti generiche.

La Suprema Corte ha ritenuto pertanto di accogliere la testi sostenuta dal procuratore generale e dall’ avvocato avezzanese Pasquale Milo, difensore delle parti civili (Gina Stella Cerasani e Stefania Di Vittorio) , che avevano subito i gravissimi delitti perpetrati ai loro danni dal Kavalli. L’uomo è stato accusato di sequestro di persona aggravato, violenza sessuale aggravata, lesioni aggravate ed altro.

"Soddisfazione è stata espressa dalle parti civili - commenta l’avvocato Milo - che hanno ottenuto la declaratoria di inammissibilità contro un ricorso che chiedeva una sostanziale riduzione della pena inflitta, non dovuta".
 



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