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INFERMIERI PRONTI A SCIOPERARE: NURSIND, ''NO A TURNI MASSACRANTI''

Pubblicazione: 02 febbraio 2018 alle ore 10:46

PESCARA - “Chiediamo al Governo di assumere le proprie responsabilità incrementando le risorse a disposizione della contrattazione per dare risposte concrete agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, per realizzare provvedimenti strutturali volti al riconoscimento concreto del loro ruolo”,

Ad affermarlo è il segretario provinciale Nursind L’Aquila Antonio Santilli, in vista dello sciopero per 24 ore con manifestazione a Roma, indetto il 23 febbraio prossimo.

“Chiediamo direttive e risorse finalizzate ad una revisione completa del sistema delle indennità  - spiega Santilli -   ivi compreso il finanziamento dell’ex indennità infermieristica di cui all’articolo 40 del contratto nazionale del lavoro. Non è più accettabile, solo per citare un esempio, che ad un operatore che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità risibile, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino”.

E ancora aggiunge Santilli, "necessitano direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici. Chiediamo direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento.  Chiediamo direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente."

Tra le richieste infine la revoca del dandato già conferito all’Aran, di mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti UE.

“Gli infermieri - osserva Santilli - ne uscirebbero massacrati e potrebbe essere messa a repentaglio, in talune occasioni, l’assistenza resa al cittadino. Ma non solo, è allucinante la richiesta di elevare l’orario settimanale a 48 ore anche fino a 12 mesi!  Amo l’impegno del Governo, ad attivare le procedure finalizzate al riconoscimento, nei confronti dei professionisti sanitari del comparto sanità, del diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico".

 



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