INFLUENZA 2017: IN ABRUZZO POCHI CASI, A
65ENNI GRATIS VACCINO E ANTI-PNEUMOCOCCO

Pubblicazione: 08 dicembre 2017 alle ore 08:00

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PESCARA - L’influenza stagionale si fa attendere.

Sono infatti ancora relativamente pochi, rispetto allo scorso anno, i casi di virus influenzale segnalati in Abruzzo in attesa dei picchi di gennaio e febbraio, mentre andrà avanti fino alla fine del mese di dicembre la campagna di vaccinazione con una novità introdotta quest’anno dal Piano nazionale di prevenzione del ministero della Salute: la somministrazione gratuita del vaccino antinfluenzale in abbinamento con il vaccino anti pneumococcico per tutte le persone nate nel 1952, soggetti dunque che compiono o hanno compiuto 65 anni nel corso del 2017. 

“Questo servizio viene considerato un L.e.a., cioè un livello essenziale di assistenza e la Regione e dunque la Asl non può scegliere di non erogarlo - spiega ad AbruzzoWeb Carla Granchelli, direttore del Dipartimento di prevenzione, Unità operativa complessa Igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl di Pescara - Rientra nel programma di prevenzione e copertura della popolazione. Poiché si tratta comunque di un vaccino abbastanza costoso, nella sua abbinata con l’anti-pneumococco, si è scelto di offrirlo in maniera gratuita solo ai nati nel 1952”. 

La precedente stagione, come emerge sempre dalla circolare del ministero della Salute, ha avuto il suo picco a fine 2016, con un’incidenza complessiva di 9,5 casi ogni mille assistiti, e ha colpito di più la fascia di età da 0 a 14 anni, con 230 casi ogni mille tra i bambini da 0 a 4 anni e 133 casi ogni mille tra i 5 e i 14 anni. 

“Per quello che sappiamo - continua la Granchelli - l’influenza di quest’anno sarà simile alle precedenti. Per adesso la situazione è ancora agli inizi, non c’è ancora un numero significativo di casi, i picchi ci saranno tra gennaio e febbraio per poi andare a scendere fino a marzo. Non si prevedono comunque grandi numeri, per un’influenza considerata di media intensità che non dovrebbe portare a molti casi di complicanze con malattie gravi respiratorie. Ci sono state, è vero, delle piccole mutazioni nei ceppi virali, ma se questo possa comportare l’aumento di complicanze è azzardato dirlo”. 

Resta comunque costante il servizio di ‘Monitoraggio dell’andamento delle forme gravi e complicate di influenza confermata 2017/2018’, come indicato da una circolare del ministero della Salute del 27 novembre scorso che tiene traccia dei virus influenzali dei ceppi definiti pandemici cioè il virus A-h1n1pdm09 e Ah3n2, riscontrati attraverso test di laboratorio nei casi di forme gravi di infezioni respiratorie acute (Sari) e di sindrome da distress respiratorio acuto ovvero infiammazioni polmonari acute (Ards). 

Una sorveglianza, si legge nella circolare ministeriale, che è attiva dal 2009, anno dell’influenza pandemica chiamata ‘Suina’ di cui è stato responsabile proprio il virus A-h1n1. 

La prevenzione resta comunque la prima forma di difesa contro i malanni di stagione.

E le linee guida per un corretto comportamento che possa portare a ridurre la diffusione delle sindromi influenzali vengono ricordate come ogni anno dal ministero della Salute con una circolare per “la prevenzione e il controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2017/2018”, che si aggiunge all’attività di sorveglianza epidemiologica coordinata dal Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità con il supporto, sul territorio, dei medici di base, dei pediatri di libera scelta, dei medici ospedalieri e dei referenti presso le Asl e le Regioni.  

Una sezione appositamente dedicata all’influenza di stagione è presente nel sito www.salute.gov.it. 

Prevenzione dunque, intesa come comportamenti corretti e attenzione all’igiene che affiancano i trattamenti farmacologici come i vaccini, fortemente consigliati per tutte le categorie di persone considerate a rischio complicanze e quindi, come riportato nelle indicazioni diffuse dal ministero: gli adulti over 65, i bambini con più di sei mesi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie ( cardiopatie, diabete, patologie neurodegenerative), che aumentano il rischio di complicanze, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale, donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, individui di ogni età ricoverati in strutture di lungodegenza, medici e personale sanitario di assistenza, familiari e contatti di soggetti ad alto rischio, soggetti addetti ai servizi pubblici come forze di polizia e vigili del fuoco, personale a contatto con animali possibili fonti di infezioni da virus influenzali non umani. 

Le regole comportamentali da tenere riguardano soprattutto l’igiene, unica arma per ridurre la diffusione del virus e soprattutto lavarsi bene le mani, dopo aver starnutito o tossito: i contagi possono avvenire infatti non solo con trasmissione per via aerea ma anche attraverso il contatto con altre mani ‘contaminate’ da secrezioni respiratorie. 

E poi, semplici pratiche di ‘igiene respiratoria’ cioè coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, restare in casa specie quando si è nella fase iniziale della malattia, fino all’uso di mascherine per il viso se si frequentano ambienti sanitari. 

I sintomi influenzali  saranno i soliti: febbre, dolori muscolari, affezioni delle vie respiratorie “un’influenza normale di media intensità, anche se c’è stato un cambio nella tipologia dei ceppi influenzali ma la sintomatologia sarà quella classica influenzale. Le variazioni sono già inserite nei vaccini disponibili - è il parere di Andrea Santone, direttore del servizio di Igiene e sanità pubblica della Asl di Teramo - consigliamo sempre la vaccinazione antinfluenzale, specie agli over 65, la prima ondata di casi di influenza è prevista intorno a Capodanno, per protrarsi nei mesi successivi, ma non possiamo ancora stimare quante persone saranno colpite”. 

Sono circa 242 mila le dosi complessive di vaccini a disposizione delle 4 Asl abruzzesi, che la Regione ha acquistato per una cifra di quasi 1 milione e 400 mila euro: nel 2016 le dosi disponibili erano circa 190 mila.



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