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INFRASTRUTTURE: CRESCE PREOCCUPAZIONE, RIFLETTORI PUNTATI SULL'ABRUZZO

Pubblicazione: 04 settembre 2018 alle ore 06:45

L'AQUILA - Un'estate di apprensione in Abruzzo, una regione già fragile dal punto di vista idrogeologico e che, dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova, è costantemente sotto i riflettori delle cronache nazionali per i timori legati alla mancanza di sicurezza dei viadotti e delle infrastrutture.

L'allarme, in questi giorni, riguarda in particolare le condizioni di stabilità dei viadotti delle autostrade A24 e A25, gestite da Strada dei Parchi, del Gruppo Toto e delle elevate criticità riscontrate in numerosi ponti, sottopassi e viadotti della provincia di Chieti.

Sono oltre 300 i ponti, che hanno bisogno di controlli e manutenzione nel Chietino, "il più giovane - dice il presidente della Provincia Mario Pupillo - ha 40 anni di vita".

Nella sola città di Chieti, invece, sono almeno 20 le infrastrutture su cui si dovrebbe intervenire con urgenza e per le quali occorrerebbero circa 4 milioni di euro. Cemento che si sgretola anche solo sfiorandolo con le mani e pezzi di ferro arrugginiti che si staccano senza troppi sforzi, come hanno recentemente dimostrato le associazioni e il sindaco di Chieti Umberto Di Primio durante un'intervista andata in onda su Rai Uno.

Su A25 e A25 i timori si sono rinnovati a seguito della nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in risposta all'esposto presentato dalle associazioni Forum H2o, Nuovo senso civico Onlus e Stazione ornitologica abruzzese, in cui il dirigente Placido Migliorino, ha messo nero su bianco un messaggio allarmante: "La drastica riduzione di personale di quest'ufficio non ha consentito negli ultimi anni di effettuare visite ispettive adeguate per verificare lo stato di degrado delle infrastrutture assentite in concessione".

Nell'esposto, notificato a nove procure, si chiedeva lo stato di sicurezza della Strada dei Parchi (la A24 e la A25) del gruppo Toto: 281 chilometri, 197 viadotti che collegano il Lazio con l’Abruzzo.

Strada dei Parchi, per voce del vice presidente Mauro Fabris definisce "grave" la lettera del Ministero, "perchè segnala una scarsità di risorse di uno degli uffici nevralgici del Ministero delle Infrastrutture", specificando come "per la manutenzione ordinaria dell’autostrada, la società Strada dei Parchi ha investito fino ad oggi più di 700 milioni, tutti questi interventi sono stati autorizzati e verificati nel tempo dagli uffici del Ministero. Ma è la manutenzione straordinaria, imposta dal rischio sismico, che è stata 'dimenticata' dal governo. Ancora oggi, la società è in attesa dei finanziamenti necessari per completare la 'messa in sicurezza' del tracciato. Finanziamenti, è opportuno ribadirlo, previsti dalla legge".

In merito alla questione è intervenuto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che ha spiegato che su tutte le autostrade "faremo un lavoro che non è mai stato fatto con una precisa mappatura dello stato dell'arte per sapere quali sono tutte le infrastrutture potenzialmente a rischio”. Quanto alla denunce di alcune associazioni abruzzesi sulla sicurezza  della A25, Toninelli non ha avuto dubbi: "La drastica riduzione del personale negli ultimi anni non ha consentito adeguate visite ispettive".

Critica la situazione del Chietino, con la Provincia che si trova a gestire circa 1.800 chilometri di strade.
"In buona parte si tratta di strade di montagna e in aree a rischio sismico, funestate da frane e smottamenti, ma abbiamo a disposizione 1,3 milioni di euro, che diventeranno, dopo tante proteste,  3,5 milioni dal prossimo anno". Ha spiegato ad AbruzzoWeb il presidente Pupillo. Risorse che restano una goccia nel mare, "visto che per rimettere a nuovo la nostra rete viaria servirebbero 120 milioni, ovvero la cifra governo la stanziato quest'anno per la viabilità di tutte le province italiane".

Intanto Pupillo ha disposto la chiusura del "Ponte Nuovo" sul fiume Sangro, sulla provinciale Lanciano-Atessa. A suscitare preoccupazione le forti scosse di terremoto che si sono verificate in Molise. Le condizioni del ponte, nel corso degli anni, sono state oggetto di numerose contestazioni da parte di cittadini allarmati, in particolare, dallo stato in cui versano i manicotti alla base dei piloni che appaiono disallineati.

E anche se, come precisato da Pupillo, “il disallineamento dei manicotti non ha nessuna connessione con la stabilità della struttura", il ponte è stato chiuso per avviare in anticipo una valutazione tecnica. Controlli che proseguiranno per almeno due mesi durante i quali il ponte continuerà ad essere interdetto al traffico.

Nella città di Chieti, invece, il settore ai Lavori pobblici ha avviato una ricognizione capillare, dalla quale è emerso che servirebbero almeno quattro milioni di euro per procedere al ripristino della sicurezza e alla manutenzione ordinaria di una serie di sottopassi, viadotti e ponti. 

Sono venti le infrastrutture viarie della città sottoposta alla ricognizione sullo stato di conservazione, che ha evidenziato una serie di criticità e carenze. Gli interventi più urgenti riguardano il sottopasso di via Vomano, attualmente interdetto al transito pedonale con ordinanza del maggio scorso, che presenta problematiche strutturali. Il costo per il suo ripristino è stimato intorno ai 300mila euro; i viadotti di via Gran Sasso e di Madonna delle Piane, che richiedono una spesa complessiva, per i monitoraggi e le manutenzioni, rispettivamente di 1.030.000 euro e 670 mila euro. Ammonta, inoltre, a 500 mila euro il costo per la verifica sulla vulnerabilità sismica di tutte le 20 infrastrutture, mentre i costi per le manutenzioni sono stati valutati in un milione e mezzo di euro.

"Abbiamo necessità, innanzitutto, di poter essere messi nelle condizioni di effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica su tutte le infrastrutture di nostra competenza - spiega il sindaco Di Primio -. Vi sono, poi, gli interventi di manutenzione anche di natura straordinaria come quelli che dovrebbero riguardare i viadotti di via Gran Sasso e di Madonna delle Piane, entrambi fondamentali per i collegamenti. Da tempo chiediamo che ci vengano date le possibilità di poterli effettuare. Torno, comunque, a contestare il metodo del Ministero che, costringendo gli Enti in pochissimi giorni ad effettuare una ricognizione sulle infrastrutture di propria competenza, mette il cappio al collo dei Comuni. Abbiamo fatto ciò che ci è stato chiesto ma, ora, mi aspetto che i 4 milioni di euro necessari per mettere in sicurezza le strutture ed adeguarle ci vengano dati".

E se alle criticità strutturali si vanno ad aggiungere i dati del rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico si evidenzia un'ulteriore necessità ad intervenire. Nel rapporto 2018, infatti, il dato eclatante parla di 304 comuni abruzzesi su 305 a rischio frana elevato o molto elevato e pericolosità idraulica media.

Analizzando le aree a pericolosità frana dei Piani di assetto idrogeologico (Pai), i valori più elevati (P3 e P4) si registrano in Abruzzo, Molise, Campania, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Valle d'Aosta. I dati riguardano sia le frane già verificatesi che le zone di possibile evoluzione dei fenomeni. Così l'Abruzzo, che si estende su un 'area di 10.831 chilometri quadrati comprende un'area a pericolosità frana da 1.678,2 chilometri, per un totale del 15,5 %, ben oltre la media nazionale che si attesta attorno all'8,4%. (azz.cal.)



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