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INI CANISTRO: FIRMATO IL CONTRATTO, SBLOCCATI GLI
STIPENDI, SINDACATI ESPRIMONO SODDISFAZIONE

Pubblicazione: 09 agosto 2018 alle ore 20:58

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CANISTRO - Dopo mesi di preoccupazione per le sorti dei lavoratori della casa di cura Ini di Canistro (L'Aquila), si arriva all'ambito traguardo della contrattualizzazione e, di conseguenza, allo sblocco degli stipendi del personale della clinica che comprende 130 operatori interni e 60 collaboratori esterni.

A mettere la parola fine ad un capitolo di apprensione, iniziato con la riconversione della struttura a febbraio scorso, la delibera di Giunta regionale dello scorso primo agosto che demanda alla Asl Avezzano Sulmona L'Aquila, il pagamento delle "prestazioni ospedaliere rese nel 2018 dalla struttura nel periodo non coperto dal contratto oggetto del presente atto".

"Abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte della Dirigenza circa lo sblocco immediato degli stipendi - dice Giuseppe Capoccitti della Cisl -. Come sindacato, insieme a Cgil e Uil, possiamo ritenerci soddisfatti dalla risoluzione di questa vicenda".

La Ini, in funzione dal 1988, dal primo gennaio di quest’anno, opera come struttura "mono-specialistica" in Ortopedia e Traumatologia, con 30 posti letto privati accreditati su un totale di 110, ottemperando a quanto previsto dal decreto ministeriale che prende il nome dall'ex ministro Lorenzin, pur mantenendo in regime le sue storiche specialità di eccellenza, come l’Urologia e la Medicina riabilitativa.

Dopo l'approvazione della delibera di Giunta per l'accreditamento relativo alla monospecialistica, la dirigenza della clinica, aveva fatto appello alla Regione per la risoluzione degli altri passaggi, ovvero la questione contrattuale e la regolarizzazione del pregresso, con la conseguente erogazione dei fondi relativi alle prestazioni già effettuate. Il termine ultimo per la firma del contratto era stato preventivamente fissato per il 10 agosto.

I dirigenti avevano sollecitato Asl e Regione a sbloccare i rilevanti crediti che "pesano come un macigno sull’attività", maturati finora e bloccati perché non era stato ancora firmato l’accreditamento della casa di cura di proprietà della famiglia Faroni che controlla un gruppo di rilevanza nazionale. 

Segnali positivi erano emersi durante l'incontro in Prefettura dello scorso 31 luglio, anche se in quell'occasione le organizzazioni sindacali avevano deciso di continuare con la mobilitazione fino allo sblocco effettivo degli stipendi.

"Il prossimo passaggio sarà valutare la fattibilità della proposta avanzata durante l'incontro in Prefettura, ovvero - precisa Capoccitti -, l’accreditamento dei posti letto di riabilitazione, nell’ottica di un’apertura alle prestazioni di riabilitazione, a garanzia della continuità assistenziale e del mantenimento degli attuali livelli occupazionali".



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