IPA ADRIATIC: BILANCIO A L'AQUILA, 244 MILIONI PER ''INTEGRAZIONE DI RILIEVO''

Pubblicazione: 04 dicembre 2017 alle ore 13:15

Un momento dell'intervento di Tajani
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L’AQUILA - “Il bilancio progetto Ipa Adriatic non sono solo i risultati pratici, il bilancio è anche nel rilievo politico, di integrazione del progetto europeo di territori strategici come i Balcani”.

Lo ha detto oggi all’Aquila il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, struttura peraltro inagibile e che ha costretto numerosi concerti a trasferirsi altrove, per l’evento finale del Programma europeo Ipa Adriatic cross-border cooperation, di cui la Regione Abruzzo è autorità di gestione.

Nel corso dell’evento si è fatto il bilancio dei risultati e prospettive nelle sette regioni adriatiche coinvolte, ovvero Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Puglia e Veneto e alcuni territori dall’altra parte dell’adriatico in Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia e Slovenia.

Oltre a Tajani hanno partecipato il vice presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e la dirigente a capo dell’autorità di gestione Ipa Adriatic, Paola Di Salvatore.

Presenti anche le delegazioni degli altri Stati partecipanti al programma: il ministro per gli Affari Europei della Repubblica di Montenegro Aleksandar Andrija Pejovic, il ministro dell’Interno della Regione Herzegovina-Neretva in Bosnia Erzegovina Sladan Bevanda, il primo ministro della Repubblica serba di Bosnia Erzegovina, Zeljka Cvijanovic, il presidente del Consiglio regionale di Tirana e vice presidente dell’Euro-regione Adriatico-Ionica Aldrin Dalipi, il sindaco di Tirana Erion Veliaj.

A fare gli onori di casa il generale di divisione Gianluigi Miglioli, nuovo comandante della Scuola sottufficiali, e il generale di corpo d’armata Giorgio Toschi, comandante generale del corpo.

“Vorrei ribadire l’impegno di tutte le Fiamme Gialle per un rafforzamento della cooperazione tra i Paesi coinvolti per migliorare la sicurezza economico-finanziaria in un quadrante decisivo per il futuro del mediterraneo - ha detto Toschi - in tale contesto, i risultati progettuali e giuridico-economici del programma Ipa Adriatic si sommano al successo delle iniziative finalizzate a conferire efficacia, efficienza ed economicità all’azione investigativa a contrasto delle frodi e delle irregolarità a danno del bilancio dell’unione europea e degli stati partecipanti”.

Ipa Adriatic è avviato nel 2012 coinvolgendo otto Stati di cui quattro in Ue, Italia, Grecia, Slovenia, la Croazia dal 2013 e i Paesi candidati o potenziali candidati Albania, Bosnia-Herzegovina. Centrale il ruolo della Regione Abruzzo, di cabina di regia e autorità di controllo.

Stanziati di circa 244 milioni di euro, che hanno finanziato 104 progetti con il coinvolgimento di 893 beneficiari e 191 associati aventi sede legale nei territori degli otto stati partecipanti.

“Progetti come questi servono a far capire che noi vogliamo che i Balcani facciano parte dell’Europa di domani - ha aggiunto Tajani - Sappiamo che i foreign figthers dell’Isis tentano di insediarsi nei Balcani, cambiando il volto moderato e dialogante dell’Islam in Bosnia Erzegovina. Dobbiamo dare idea che crediamo in loro e investire su di loro”.

Per il presidente dell’Europarlamento “va aumentata la lotta alla corruzione, contro le frodi e i flussi finanziari del terrorismo. Si registrano grandi investimenti extraeuropei nei Balcani - ha precisato - Bisogna capirne il motivo, ecco perché occorre moltiplicare gli sforzi per favorire sviluppo e integrazione europea di quei Paesi”.

Tajani vede, poi, tra le priorità europee la lotta “ai paradisi fiscali, i rischi bolla finanziaria che può provocare il fenomeno dei Bitcoin”.

E, ancora “bisogna trovare una soluzione al fenomeno dei colossi del web che non pagano tasse. Sulla web-tax dobbiamo accelerare”, ha concluso.

A rafforzare l’appello è stato anche il vice presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.

“Ipa Adriatic ha permesso di costruire integrazione culturale, geografica, politica, economica, ora dobbiamo fare in modo che non si concluda la collaborazione fra 8 Paesi che hanno un mare in comune - ha detto - Ci dev’essere l’impegno del sistema italiano a fare in modo che ci sia subito l’investimento a un altro progetto, per dare senso alla regione adriatico-ionico”.

“Ipa Adriatic finirà nel marzo 2018, ma noi vogliamo scommettere che subito ne partirà un altro, in quanto ha rappresentato un momento fondamentale anche per quanto riguarda i temi della sicurezza, del mantenimento della pace e della gestione dei migranti - ha concluso - Permettere una nuova programmazione Ipa, significherebbe far sì che i fondi europei vengano utilizzati per costruire progetti condivisi di inclusione sociale e valorizzazione delle diversità”.

La Chiavaroli ha parlato di “progetto complesso andato nel migliore nei modi. Deve restare una priorità la coesione tra Stati membri e in pre-adesione. Il programma fa capire come solo cooperando ci si può riuscire - ha aggiunto - Sono consapevole delle difficolta degli Stati membri, ma la soluzione la via d’uscita è nella cooperazione”.

“In particolare la riforma del processo penale ha già recepito i solleciti della Ue sul rischio della prescrizione dei reati frodi europei - ha ricordato il sottosegretario - Abbiamo previsto che per reati gravi il termine per la la prescrizione venga aumentato della metà”.

Soddisfatta delle parole del presidente del Parlamento europeo l’autorità di gestione del Programma Ipa Adriatic Cbc, Paola Di Salvatore.

“Il presidente ha avuto parole straordinarie di grande fiducia e di speranza - ha detto - Oggi non è un addio ma un arrivederci, non possiamo lasciare che il patrimonio del programma di Ipa Adriatic termini a marzo 2018, ma dobbiamo lavorare per un futuro Ipa 2021-2027 perché l’area balcanica è un’area di grande convergenza con la politica europea”.

Per la Di Salvatore, il programma è stato “non solo un lavoro di dati finanziari e di progetti, ma soprattutto un difficile lavoro di cooperazione che oggi ha avuto un grande riconoscimento istituzionale. Il Programma Ipa Adriatic Cbc - ha ribadito - ha rappresentato un’azione di prolifero lavoro, intensificato ancor più di fronte a sfide consapevoli nella politica di coesione europea, come la ‘New target Call Eusair’, che ha visto l’approvazione dei primi progetti attuativi del Piano di Azione Tecnico della Strategia Adriatico-Ionica”.

“Questo è il programma più complesso dell’Unione europea, perché ha 4 Stati in pre-adesione che sono stati scenario di una drammatica guerra - ha aggiunto ancora - L’obiettivo di oggi è proprio questo, metterci insieme: qui all’auditorium della Guardia di Finanza erano seduti, per esempio, la Repubblica Srpska con il Montenegro e la Bosnia Herzegovina e con l’Albania. Stati che insieme devono costruire un sentimento comune: la cooperazione territoriale europea”.

“Questa è l’Europa migliore - ha poi detto D’Alfonso - Quella che aumenta diritti e le opportunità. Ipa è stato un atteggiamento di scommessa, ha coinvolto territori colpiti dalla guerra, ha visto la forte partecipazione dei territori, ha creato la crescita economica con il sì a progetti da rendicontare ed esibire risultati”.

“Una comunità di 50 milioni di persone ha superato l’odiosità dei confini, della mentalità che sta tornando in auge il limes, una categoria ottocentesca che alimenta conflitti. Qui in Abruzzo si invoca l’ingrandimento delle citta solo per aumentare l’anagrafe”, ha chiosato con un cenno polemico alla Nuova Pescara e alle polemiche sul capoluogo di Regione.

Infine l’appello: “C’è il tema della dorsale adriatica Ten-T: la velocità ferroviaria si ferma ad Ancona. Va aggiornata l’agenda sulle infrastrutture”, ha concluso.



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