IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, ˝ATTENDO CON INSUPERABILE TRANQUILLITÀ
L'EVOLVERSI DELLA VICENDA CHE GIUDICO DOCUMENTALMENTE IMPROBABILE˝

IRREGOLARITA' URBANISTICHE SU EX COFA:
INDAGATI D'ALFONSO, DEZIO, MILIA E RUFFINI

Pubblicazione: 21 aprile 2017 alle ore 17:45

PESCARA - La procura della Repubblica di Pescara ha iscritto nel registro degli indagati il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e altre persone, nell’ambito di un’inchiesta relativa all’articolata vicenda del recupero del complesso ex Cofa, l’area di 35 mila metri quadrati di proprietà della Regione che per trent’anni ha ospitato il mercato ortofrutticolo pescarese.

Con D’Alfonso sono indagati anche l’avvocato Giuliano Milia, storico difensore del governatore; il dirigente del Comune di Pescara Guido Dezio, ex braccio destro di D’Alfonso; l’ex consigliere regionale del Partito democratico Claudio Ruffini, ex segretario particolare del presidente, che si è dimesso nelle scorse settimane in seguito al coinvolgimento nella inchiesta della procura dell’Aquila sugli appalti della Regione.

Inoltre, sarebbero indagati alcuni funzionari dell’amministrazione comunale adriatica.

Non si fa attendere la reazione del presidente D'Alfonso che intorno alle 17.30 sul suo profilo facebook scrive quanto segue:  "Apprendo di essere sottoposto a indagine conoscitiva per il recupero del complesso ex Cofa a Pescara. Per quello che ho fatto in quel sito – recuperato all’uso della città dopo anni di incuria – mi aspettavo piuttosto la cittadinanza onoraria".

E aggiunge: "Se è vera la notizia, ne sarà vera subito un'altra: la posizione assolutamente meritoria della Regione, che ha demolito un manufatto abbandonato e divenuto ricovero per senzatetto, oltre che oggetto d’emergenza ambientale. Per questo motivo attendo con insuperabile tranquillità l'evolversi della vicenda che giudico documentalmente improbabile".

Per ora l’ipotesi di reato sarebbe quella di abuso d’ufficio.

In particolare, le indagini condotte dalla squadra Mobile di Pescara riguarderebbero una pratica urbanistica rilasciata dal Comune sull’ipotesi di recupero della zona attraverso uno strumento pubblico-privato, sul quale c’è stato anche uno scontro politico.

Da quanto appreso da fonti investigative, gli indagati sono stati già interrogati nei giorni scorsi.

L’indagine ha avuto un’accelerazione dopo il trasferimento, da parte della procura aquilana ai colleghi pescaresi, di atti emersi nell’ambito della maxi inchiesta sugli appalti pubblici nell’era-D’Alfonso.

In particolare, sempre secondo quanto si è appreso, tra il materiale d’indagine ci sarebbero intercettazioni ritenute molto interessanti.

La maxi inchiesta aquilana ha finora portato a 11 fronti finora conosciuti e 33 indagati complessivi.

Accanto all’ex Cofa è previsto il maxi progetto della società Pescaraporto per la realizzazione di un complesso edilizio nell’area ex Edison, con la costruzione di tre edifici di sette piani.

Pescaraporto risulta intestata a due società minori: Viana, di cui sono azionisti i costruttori Andrea e Luca Mammarella e Uropa, di cui sono soci Ugo, Roberto e Paola Milia, figli dell’avvocato di D’Alfonso, Giuliano Milia. (b.s.)

LA STORIA DELL’EX COFA

Il mercato venne inaugurato nel 1959 ed era gestito dal Cofa (Consorzio orto frutticolo d’Abruzzo), con una ventina di grossisti e 100 mila tonnellate all’anno di prodotti smerciati. Andò in crisi negli anni Ottanta, raggiungendo un debito di 20 miliardi di lire.

Nel 1990, attraverso un concordato, i debiti della ditta vennero estinti e la Regione divenne proprietaria dei 35 mila metri quadrati della Centrale. Nel 2004 il mercato si è trasferito nella nuova sede di Cepagatti (Pescara). Nel tempo la zona abbandonata a se stessa è diventata fortemente degradata e ha finito per ospitare anche decine di senzatetto.

L’appalto per l’abbattimento del complesso, fortemente voluto dalla Giunta D’Alfonso, è stato vinto dalla Cesa srl di Roma, che l’ha spuntata su altre 54 imprese con un ribasso del 36,899 per cento rispetto all’importo a base d’asta di 758mila euro.

Rallentati dalla scoperta della presenza di amianto, poi rimosso a completare gli interventi degli anni precedenti, i lavori di abbattimento sono cominciati il 30 aprile 2015 mentre le opposizioni di centrodestra e Cinque stelle hanno spesso denunciato “procedure seguite assolutamente viziate” e una “forzatura amministrativa” per avviare l’opera.

Ad agosto 2015 la zona ha ospitato alcune cerimonie dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia. Nell’estate 2016 nell’area ex Cofa è stata montata una ruota panoramica che, però, tra le polemiche raramente è entrata in funzione. (alb.or.)

LE REAZIONI

PETTINARI: "IL PRESIDENTE RIFERISCA IN AULA"

"Apprendiamo dalla stampa un'ennesima indagine che investe il Presidente Luciano D'Alfonso. Questa è una nuova ferita per una regione che non merita di balzare alle cronache, ancora una volta, per queste motivazioni. Il Governatore venga a riferire in Consiglio regionale i motivi di questa ennesima vicenda giudiziaria che lo vede tra gli indagati. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa succede".

E' il commento di Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento 5 stelle alla nuova indagine che coinvolge D'Alfonso.

"Vogliamo ringraziare magistratura inquirente e polizia giudiziaria - prosegue Pettinari -  ritengo che la rilettura degli atti amministrativi da parte dell'Autorità giudiziaria rappresenti una garanzia di legalità, ma un politica sana dovrebbe avere gli anticorpi necessari per evitare l'attenzionamento continuo da parte degli organi di giustizia. Evidentemente questo governo regionale ha seri problemi di gestione della cosa pubblica.  Un governo regionale sotto inchiesta rende la regione meno attrattiva sotto tanti punto di vista".

 



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