L'APPELLO SULL'ISTITUZIONE SINFONICA: ''PERDERLA E' UN COLPO ALL'ANIMA''

JACOPO SIPARI, LA BACCHETTA AQUILANA:
''DIRIGO L'ORCHESTRA CON IL MIO STILE''

Pubblicazione: 20 settembre 2015 alle ore 09:04

Jacopo Sipari
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L’AQUILA - Momento magico per il giovane direttore d’orchestra aquilano Jacopo Sipari, trent’anni da compiere il prossimo 5 novembre.

L’inizio dell’autunno lo vede reduce da una tournée estiva che lo ha portato a dirigere importanti orchestre in opere come Barbiere di Siviglia, Norma e Nabucco nel contesto di scenari antichi prestigiosi quali il teatro antico di Taormina, il teatro greco di Siracusa e il teatro grande degli scavi di Pompei.

Un bilancio personale più che soddisfacente. “Dirigere il Nabucco di Verdi negli scavi di Pompei è stata un’esperienza incredibile - spiega - Ho avuto poi l’onore di lavorare con un soprano di fama mondiale come Dimitra Theodosiou, che conoscevo solo dai suoi cd, e questo ha dato ancor più valore emozionale alla mia esperienza”.

Ma non c’è tempo per fermarsi perché, come spiega nell’intervista ai microfoni di AbruzzoWeb, tanti sono i posti ancora da visitare e ancor più le bacchette da impugnare: “Sarò a Shanghai e ad Atene per opere liriche mentre lavorerò anche per una sinergia tra musica sinfonica e leggera”.

Una passione, quella di guidare un insieme di musicisti, nata fin dalla tenera età. “Tutti i ricordi della mia vita fin da molto giovane sono legati alla direzione d’orchestra, è come quando, giocando a pallone da piccoli, uno vuole fare il portiere - racconta Sipari - Ho sempre avuto il desiderio di vedere la musica in forma totalizzante e in fondo è proprio questo che fa un direttore”.

La giovane età, però, ha causato anche qualche sfida da vincere soprattutto agli esordi.

“Quando professori d’orchestra di lunga data sono abituati ad avere direttori di una certa età e poi si ritrovano un ragazzino, il rapporto è diverso - ammette - Ho imparato a gestire queste situazioni con austerità e severità perché a quella che era la mia abilità musicale doveva aggiungersi un carisma per rassicurare le persone con cui andavo a lavorare. Questo mi ha aiutato anche nella vita”.

Ma il sale della direzione è quello di dare un proprio tocco a opere che spesso hanno anche centinaia di anni ma che non sono mai uguali a se stesse.

Il direttore aquilano conferma infatti che “quando ti trovi con orchestre che hanno fatto un’opera in dieci modi diversi, si aspettano da te una linea, uno stile, un qualcosa in più che ti rappresenti: questa è la responsabilità più grande ma anche la cosa più divertente”.

Un’occhiata anche alla cultura e alla musica di casa, con i guai dell’Istituzione sinfonica, a caccia di un contributo straordinario da parte della Regione Abruzzo per evitare di portare i libri contabili in tribunale, dopo aver sospeso la stagione concertistica, querelle che ha suscitato anche una crisi di maggioranza.

“L’Isa rappresenta una parte determinante della nostra cultura musicale, tutti la conoscono. È un grave colpo alla cultura, ma anche alle nostre coscienze e alla nostra anima - afferma Sipari - Le anime si ricostruiscono dalla valorizzazione dei princìpi morali che partono dalla cultura, spero che le istituzioni si rendano conto dell’importanza che la musica può avere per chi la interpreta ma anche per quelli che la vivono”.

Inevitabile uno sguardo sull’Aquila con l’occhio di chi va e viene. “Quando torno mi sento come un innamorato che rivede la sua ex fidanzata dopo tanto tempo, riaffiorano i momenti più belli - è la premessa - Sono ottimista perché vedo che c’è fermento, ripresa, tentativo positivo, non sono nella ricostruzione che si vede ma anche in quella delle persone. Da lì bisogna partire, da chi si impegna tutti i giorni affinché la città possa rinascere dalle basi a partire dal tessuto tra le persone”.

Per finire il racconto con una persona speciale, il pontefice Mario Bergoglio. “Ancora ce l’ho nel cuore, Papa Francesco è straordinario. Nonostante sia abituato a vivere in Vaticano, la prima volta ero talmente paralizzato che non sono neanche riuscito a dire ‘Santità’, mi ha stroncato - svela - Rappresenta una fase di cambiamento che si respira, un’aria nuova. È un Papa che ha aiutato molto e aiuta questa fase di passaggio e i suoi saluti, aiuti e preghiere fanno e faranno bene a tutti”.



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