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L’AQUILA, VARIANTI PRG PER RICOSTRUIRE FRAZIONI: PALUMBO E ROMANO, ‘’DA FERELLA LACUNE TECNICHE’’

Pubblicazione: 08 dicembre 2019 alle ore 14:27

Stefano Palumbo

L’AQUILA - “In tre anni l’assessorato all’Urbanistica è passato, sempre in quota Lega, dalle mani di un assenteista a quelle di un ragazzo che tenta di colmare le sue lacune tecniche e amministrative mettendo il suo destino e quello della città nelle mani delle capziosità di un dirigente”. E’ la controreplica di Stefano Palumbo (Pd) e Paolo Romano (Il Passo Possibile), alla posizione dell’assessore all’Urbanistica, Daniele Ferella, sul caso dello stop sancito dal Tar, fino a marzo 2020, alle delibere con cui l’amministrazione vorrebbe cambiare le norme tecniche attuattive del Prg per la ricostruzione delle frazioni. Ferella, di cui il centrosinistra aveva chiesto le dimissioni, aveva respinto al mittente le critiche. 

“Basterebbe leggere il tentativo di aggirare la prima ordinanza cautelare del Tar - dicono Romano e Palumbo -, nelle motivazioni aggiunte che hanno portato alla seconda sospensiva, per comprendere quanto l’assessore e gli uffici si siano sbagliati.

L'edilizia privata è ferma e a dirlo non siamo noi ma gli addetti ai lavori con cui l'assessore evidentemente non parla. E non certo per colpa della Soprintendenza sulla quale Ferella cerca da mesi di scaricare le proprie responsabilità. In tre anni si sarebbero potute fare una nuova variante, specifici progetti unitari sui centri storici di ogni frazione e anche una battaglia per la rideterminazione dei contributi sulla ricostruzione delle frazioni”. 

“Nulla di tutto questo è stato fatto - dicono Palumbo e Romano - È paradossale chiedere le dimissioni a chi, dopo aver governato, è stato premiato elettoralmente dal doppio dei voti di quelli presi in precedenza; Ferella dia la prova alla città di meritarsi la sua elezione e cominci a dare seguito alle promesse fatte in campagna elettorale senza generare ricorsi e danni all’Ente e ai cittadini”.

“La delibera per la ripresa economica dei centri storici - proseguono i due - a cui l’assessore si aggrappa come il naufrago all’asse di legno è solo una piccola misura tampone e se può avere una ragion d’essere ce l’ha solo per quanto riguarda le attività commerciali dell’asse centrale e non per tutte quelle nuove destinazioni d’uso che si potrebbero chiedere sia nelle zone più periferiche del centro storico cittadino che in quelle dei centri storici delle frazioni. Se dunque Ferella non intende dimettersi faccia almeno lo sforzo di approfondire meglio la complessità delle procedure amministrative e di ascoltare con più umilità i consigli di chi, sulla variante alle Nta dei centri storici, alla prova dei fatti ha ancora una volta avuto ragione”.



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