L'ABRUZZO ALLA CONSULTA CONTRO RIFORMA VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE

Pubblicazione: 04 settembre 2017 alle ore 15:52

Mario Mazzocca

PESCARA - Anche l'Abruzzo ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legislativo n.104 del 16 giugno 2017 sulla riforma delle procedure di Valutazione di impatto ambientale (Via), per violazione della competenza legislativa e organizzativa delle Regioni.

È quanto annunciato ieri dal sottosegretario alla Presidenza delegato all'Ambiente, Mario Mazzocca.

I ricorsi sono stati presentati, oltre che dall'Abruzzo, anche da Lombardia, Valle d'Aosta, Sardegna, Calabria, Veneto, Liguria, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Trentino e dalla provincia autonoma di Trento.

Al centro il decreto legislativo n.104, di attuazione della direttiva 2014/52/Ue che modifica la direttiva 2011/92/Ue, che trasferisce allo Stato la valutazione dell'assoggettabilità alla Via su materie che prima erano di competenza delle Regioni e delle Province autonome.

"Con tale atto il Governo - spiega Mazzocca - va a modificare radicalmente la disciplina sulla valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati utilizzando la dubbia motivazione di voler rendere più efficienti le procedure e correggendo le criticità riscontrate da amministrazioni ed imprese".

"Di fatto - aggiunge - il Governo avoca a sé una serie di funzioni delegate alle Regioni, svuotando così, nella forma e nella sostanza, il processo partecipativo dei territori e delle comunità locali".

"Una situazione non accettabile e generata, più che dal necessario recepimento di una direttiva comunitaria, dalla perseveranza nell'ignorare gli esiti della consultazione referendaria del dicembre scorso, nel costante tentativo di erodere progressivamente i margini di potestà legislativa in materia concorrente, di competenza delle regioni in base all'ancora vigente art.117 della Carta Costituzionale".

"Sarebbe ora - conclude il sottosegretario - di tornare a far rivivere il principio di leale collaborazione tra le istituzioni affrontando, nella Conferenza Stato Regioni, una serrata discussione di merito per trovare in quella sede un punto di equilibrio, piuttosto che essere sempre costretti a scomodare i giudici della Consulta".



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