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L'ABRUZZO PAGA 873 MILA EURO PER CURARE STRANIERI
IRREGOLARI, REGIONE MANDA IL CONTO AL MINISTERO

Pubblicazione: 13 giugno 2018 alle ore 19:11

PESCARA - La spesa che la Regione ha anticipato per curare stranieri senza permesso di soggiorno nel periodo compreso tra il 2011 e il 2016 ammonta a 873 mila euro. La sola provincia di Pescara ha erogato prestazioni per 501.998 euro, tra il 2011 e il 2016. A seguire, c'è la provincia dell'Aquila, con 260.823 euro. Chiudono Chieti, con 62.818 euro e Teramo (48.190 euro). 

Somme delle quali, in base a quanto stabilito dalla legge 96 del 2017, ora la Regione chiede conto al ministero della Salute, guidato da Giulia Grillo del Movimento 5 stelle, che deve farsi carico delle spese per prestazioni sanitarie "urgenti e comunque essenziali", erogate nei confronti di persone prive dei documenti di soggiorno, negli anni antecedenti il 2017.

Come racconta Il Centro, la nota attraverso la quale il ministero della Salute, che all'epoca era guidato da Beatrice Lorenzin, ha chiesto alla Regione di quantificare le spese sostenute, distinguendole per anni, è dell'aprile scorso.

La Giunta ha approvato la delibera lo scorso 4 giugno, provvedendo anche alla ripartizione delle somme impegnate e spese.

L'anno durante il quale la spesa è stata più sostenuta è il 2015, con oltre 317 mila euro. Nel 2016 è calata a 189 mila euro, mentre nel 2011 era stata pari a 141 mila euro; nel 2014, invece, si era attestata a quota 130 mila euro.

Nel 2012 e 2013, erano stati spesi rispettivamente 62.494 e 33.023 euro. Nel provvedimento trasmesso dal servizio "Programmazione economico-finanziaria" sono comprese anche le prestazioni di medicina convenzionata erogate all'interno degli istituti di pena della regione, a favore di detenuti stranieri.

Inoltre, "sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia o infortunio, e sono estesi i programmi di medicina preventiva e salvaguardia della salute individuale e collettiva". Sono garantite, in particolare, le prestazioni legate a gravidanza e maternità, quelle a tutela dei minori, in base alla Convenzione sui Diritti del fanciullo, le vaccinazioni, anche in ambito di campagne collettive, la cura e la prevenzione di di malattie infettive, compresa la ricerca e la rimozione dei focolai, la cura e la riabilitazione dei tossicodipendenti.



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